Il mio 25 aprile è stato levataccia e pioggia e poi treno fino a Monfalcone. Discorsi, corteo, discorsi, volti, musica, bambini, giovani, anziani, partigiani…
E poi insaspettatamente è stato anche ritorno a Pordenone e la scelta di andare poi a piedi senza aspettare l’autobus. Così ho beccato piazza Cavour coi suoi Grillini. Che destino!
Ultimamanete ricerco il confronto e così è stato anche in questo caso avendo incontrato lì prima un caro amico e poi un nuovo conoscente, e la discussione è cominciata e quasi non finiva più. E siccome credo nel compromesso e nel bisogno di venirci incontro contro ogni mia mai possibile aspettativa una proposta di referendum (una) l’ho firmata, quella sulla legge Gasparri.
Premiando così la più bella chiaccherata dell’anno.
Aprile 27 , 2008
Nel mio passato non troppo lontano mi sono mescolata nel magico mondo della sicurezza informatica. E in un libro che ho spulciato in quel periodo, veramente affascinante per me che mi avvicinavo per la prima volta alle tematiche degli attacchi informatici, ci ho trovato un’osservazione interessante che lega password e tastiera.
Il libro in questione è Silence on the Wire di Michal Zalewski.
Ebbene, in questi giorni, guidata un po’ dalle notizie dei media sul furto delle password mi sono ricordata di alcune pagine di questo libro dove si osserva come dal grado in cui sono consumati i tasti si può capire quali presumibilmente sono relativi a caratteri contenuti nella password…
Così ho dato un occhio alla mia tastiera e devo dire che c’è proprio del vero in quanto scritto!! (soprattutto tenendo conto di quante volte al giorno mi trovo ad utilizzare la stessa password per l’amministrazione dei sistemi!!) Nonostante io la cambi spesso inevitabilmente ricorro a combinazioni che mi suonano famigliari. E quindi ci sono lettere che non introduco mai nella combinazione della mia password. Il risultato è che nella mia tastiera sono del tutto linde e pulite!!!
Come ad esempio il tastierino numerico: non riesco ancora a trovare una ragione per la quale impegnarmi ad utilizzarlo…
Aprile 23 , 2008
Venerdì 25 aprile si celebra la festa della Liberazione. Credo che mai come quest’anno sarebbe bello raccogliersi attorno alla memoria di come l’Italia si è creata. Per ripartire dallo Stato e dalla sua Costituzione, che quest’anno compie 60 anni.
Purtroppo temo per lo Stato e temo per la nostra Costituzione.
Tempo per l’azienda dove lavoro, temo per il lavoro.
E forse per questo vorrei si facessero piazze dove ognuno si sentisse libero di leggere l’articolo della Costituzione che più preferisce.
E non come vuole celebrare qualcuno attaccando l’ordine dei giornalisti piuttosto che il finanziamento pubblico ai giornali.
Facile populismo! Non esistono ordini forse più pericolosi e dannosi alla democrazia del nostro Paese? E non esistono forse finanziamenti pubblici più nocivi? Fondi che per anni hanno drogato la concorrenza in Italia in diversi settori, a partire dall’agricoltura?
Eppure c’è gente che ci sta dentro questa logica strana per cui la stampa va lasciata al libero mercato, nonostante quella di qualità sia spesso così piccola e delicata da dover essere trattata con cura costante. Certo non sono i soldi dello Stato Italiano che tengono in piedi riviste come Carta, ma credo che certo aiutino. E la storia del Manifesto? Proprio non posso capire. Abolire un principio è ben diverso che modificare una legge. Questo è il problema.
Aprile 21 , 2008
Sta sera i Trabant al Deposito Giordani. Ma nessuna compagnia
e quindi chissà.
Intanto ascolto a sprazzi l’Assemblea di Firenze… ma non si vede quanta gente c’è veramente. E i discorsi? Sono sempre quelli. Parole come cioccolatini ripieni. Troppi fanno indigestione senza poi neanche far troppo bene al cuore…
Aprile 19 , 2008