Tutta la vita davanti
E’ uno di quei film che posso vedere una volta e poi un’altra e poi un’altra ancora. Una di quelle storie che in maniera delicata toccano le corde e tra il pubblico possono pescare una lacrima e produrre un pensiero. Me lo sono vista due volte: domenica scorsa e poi ieri, dove c’era anche Virzì… Dal pubblico sono venute tante segnalazioni, ma è simbolico che la maggior parte degli over 40 enni intervenuti avessero per forza da lanciare una critica. Sembra che a loro la speranza che produce quel film non sia arrivata.
Invece io credo sia un film di speranza pieno, dove alla precarietà e al lavoro scadente si risponde con un sorriso, dove i personaggi coinvolti ad un certo punto “trovano la strada”. In fondo la mia generazione all’oggi ha bisogno di questo, di trovare la strada, perduta com’è tra cooperative che pagano infinitamente poco e lavoretti scadenti.
Serve trovare la strada, quella che permette di non svendersi, di mantenersi puliti e reali, di costruire strade per quelli che verranno dopo, come per Lara, la bambina del film che dice che da grande vuole fare filosofia…
Forse questo sa di buoni sentimenti, ma io di questo ho bisogno e non credo solo io: di sentire qualcosa che ti risveglia, in modo dolce, di vedere come la storia si cambia a partire dagli eventi e che forse degli eventi li possiamo costruire, magari meno macabri di quelli del film, per sentirci un po’ più nuovamente liberi…
p.s.: Bravo Virzì, ma bravo anche Edoardo Gabriellini, perchè seppure fa dei pezzi piccoli piccoli, mi colpì così tanto ai tempi di Ovosodo che è sempre un piacere quando capita di rivederlo sugli schermi…
Add comment Aprile 7 , 2008


