I richiedenti asilo

Luglio 10 , 2008

La serata di ieri ad Aviano sul tema dei richiedenti asilo politico in Italia è stata estremamente interessante. Schiavone ha fatto una descrizione chiara su quanto accade in Italia dando anche qualche numero che mi ha impressionato. I richiedenti asilo in Italia ogni anno sono 15.000. In Belgio, che è grande poco più del Veneto, sono 40.000.

Racconta infatti una leggenda che in Italia è impossibile ottenere lo status di rifugiato politico e quindi molto spesso queste persone si aggirano per l’Europa per depositare la propria domanda là dove “sembra” sia più facile ottenerla. C’era fra il pubblico una signora bellunese, dall’accento tedesco, che ha raccontato di essere appena tornata dalla Norvegia, dove ha visitato, a Capo Horn, un centro di raccolta per i rifugiati in attesa di ottenere risposta alle loro richieste… e di certo non son sbarcati lassù dall’Africa!

Insomma, quella che i giornali locali e la Lega Nord hanno raccontato come un’emergenza, descrivendo queste persone come “approfittatori”, non ha i numeri per definirsi tale.

L’unica emergenza in gioco oggi è solo esistenziale. Ed è emersa in modo forte dalle parole del Sindaco di Aviano, che ha riportato parole non ripetibili sentite tra i suoi concittadini. Eppure, come ha raccontato un’operatrice del Progetto Rifugiati della Caritas, ad Aviano e dintorni dal 2001 al 2004 sono stati accolti circa 60 rifugiati. Stavano nei paesi, tra la gente, e dalla gente sono stati spesso aiutati. Come fa la memoria ad essere così breve?

Sempre più spesso mi sento dire che come Partito ci occupiamo più degli immigrati che della gente… ma è proprio perchè ci si sta occupando a livello mediatico e culturale sempre più degli immigrati che dei problemi reali della nostra società. Se si lascia scorrere l’odio a fiumi, se si lasciano perdere solidarietà, diritti, comunità allora tra poco non ci sarà più nessuna società di cui parlare: l’esercito non sta sbarcando nelle nostre città per difendere il potere d’acquisto dei salari.

p.s: Pensavo a Nazirock, il video che ho visto l’altra sera. Ad un certo punto l’intervistatore chiede a un ragazzo romano (che avrà 17-18 anni) se sapeva che gli ebrei erano stati deportati anche da Roma. E lui risponde: “no”. A me è sembrato così strano! Ma oggi mi sono ricordata che la storia della guerra, la storia di Roma in quel periodo, io l’ho cominciata ad imparare leggendo “La Storia” di Elsa Morante e avevo certo più di 20 anni… e la storia di Trieste del dopoguerra da Storia della Venezia Giulia (1918­1998 ) di Francesca Longo e Matteo Moder che mi ha aperto gli occhi a un luogo che abitavo senza conoscere.

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