Chianciano
Luglio 21 , 2008
La stanchezza del lunedì costringe inevitabilmente a cercare un’altra prospettiva per vivere il tempo. Ne consegue che oggi guardo a giovedì quando con un’allegra brigata partirò alla volta di Chianciano come delegata al congresso nazionale di Rifondazione.
Sto dando un’occhiata a cosa dice la rete di questo paesello, anche se il tempo per girovagare sarà poco (questa sorta di turismo politico non funziona mai tanto bene)… qualcuno li dovrà pur ascoltare gli interventi del congresso! Chissà se in un momento tanto critico ci sarà un minimo di dignità in più del solito. Il solito è una sala vuotina e luoghi esterni stra pieni, con la gente che entra solo quando parlano i big. E stando nel fuori si scoprono sempre un sacco di curiosità, come se la sede vera del congresso fosse quella, il fuori. Per non parlare poi di quando si parte alla caccia del cibo: attorno ai tavoli si concludono sempre le più grandi decisioni.
Eppure questa volta meriterebbe ascoltare chi non ha nomi conosciuti. Che verranno chiamati a parlare alle 9.00 di mattina, quando ancora non ci sarà nessuno… Chissà se ci sarà il coraggio di modificare queste dinamiche…
Entry Filed under: Avvenimenti, Congresso 2008, Rifondazione. Tag: chianciano, Congresso 2008, Rifondazione.
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1.
Ideepercordenons e non so&hellip | Luglio 22 , 2008 at 12:36 am
E finché non si modificheranno queste e altre simili dinamiche, le persone se ne staranno ben lontane dalla politica.
Il caso (tutto in casa RC) di Anna Peratoner a Udine, docet.
2.
sarasx | Luglio 22 , 2008 at 9:09 am
Ma il problema è che finché la gente se ne starà lontana, specie chi ha tanto da portare, cose come quelle di Udine (ma ne potrei raccontare anche altre molto più vicine a noi…) continueranno ad esserci. Io azzardo che quando son nati i partiti eran di massa e oggi son di delega non legittima. Hanno un ruolo istituzionale che non ha conservato il suo ruolo sociale.
Ed è un gatto che si mangia la coda: se non c’è partecipazione dentro ai partiti non c’è dibattito vero e reale, se non c’è dibattito vero e reale non c’è partecipazione dentro ai partiti… Ad ognuno spetta la sua assunzione di responsabilità per capire come si cambiano le cose (io ci provo da parte mia ma quando si è pochi è difficile e faticoso, tanto tanto faticoso e ecco, forse servirebbe avere più coraggio di fare fatica e suddividerla fra tanti). E l’alternativa non può essere spingere dal fuori per cambiare il cuore dei partiti, perchè, lo dimostrano i fatti, va sempre a finire che emergono contraddizioni dolorose… ma sarebbe una questione lunga lunga da affrontare!!