Chianciano dopo la fine
Luglio 29 , 2008
Volevo raccontare Chianciano giorno per giorno… ma un po’ la connessione saltava e un po’ saltava la passione. Chi ha seguito le vicende potrà capire che cos’è successo… ma non potrà sentire.
Io posso dire di aver sentito. Quando sabato mattina sono arrivata al Palaqualcosa c’era ancora poca gente, un compagno di Treviso che si preparava per il suo intervento mi ha preso la mano e mi ha detto: sta notte alle 3 hanno fatto l’accordo. Ecco lì ho sentito. “Dillo nel tuo intervento che non possono permettersi di iscrivere nella mia storia politica solo dolore.”
Perchè è questo che è successo: bastava vedere la platea, da una parte l’età media era di almeno 10 anni più bassa che dall’altra. Com’è possibile che non ci si renda conto che c’è una differenza tra le proprie convinzioni personali e il bene comune? Come si fa a fare politica senza questa base?
Quando si è votato il documento politico (un obbrobrio) qualcuno ha richiesto il voto palese nominale: più di 600 delegati han sfilato sul palco dichiarando il loro voto. Io non ne avevo capito la ragione. Avevamo votato già tante cose senza questa trafila… poi mi hanno spiegato che nel 1998 quando ci fu la scissione di Cossutta (quella da cui nacque il PdCI) venne richiesta la stessa cosa. E da quella votazione nacque la nuova Rifondazione… Un gesto che per me non significava niente è stato imposto per parlare alle memorie. Alle loro memorie. Storie di 10 anni fa! Con che diritto richiamarsi in maniera così simbolica al passato?
Quando si è votato il segretario, che per regolamento si fa a voto segreto, ha cominciato a diluviare. E mentre veniva fatto lo spoglio dei voti, quando mancavano 3 voti per raggiungere i 141 che rappresentavano il quorum per l’elezione di Ferrero, un gruppetto di una decina di fan ferreriani si sono alzati in piedi levando al cielo la mano che faceva il conto alla rovescia (sempre degli over 50 ovviamente!). E quando è stato letto l’ultimo si necessario hanno urlato. In quel preciso momento il cielo ha tuonato in maniera così violenta da spaventare. Ferrero ha vinto con 142 voti. Penso che il cielo mandasse un cenno, per questo non ho pianto come piangevano altri e altre.
Alla fine neanche la voglia di cantare. Perchè non c’era niente capace di riincollare quanto era stato distrutto…
p.s. Questa mattina son andata al lavoro e tutti mi han detto: abbiamo saputo che non è andato bene il congresso… Nessuno sapeva che avevo sostenuto Vendola… eppure, da fuori, sentivano che non era andato come era giusto che andasse…
Entry Filed under: Avvenimenti, Congresso 2008, Discorsi, Politica, Rifondazione. Tag: chianciano, Congresso 2008, ferrero, Rifondazione, Vendola.
4 Comments Add your own
Leave a Comment
Some HTML allowed:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>
Trackback this post | Subscribe to the comments via RSS Feed


1.
Ideepercordenons e non solo | Luglio 29 , 2008 at 12:43 pm
Commento con questo post di Suzukimaruti http://www.suzukimaruti.it/2008/07/27/rifondazione-ultimo-atto-un-dramma-in-costume-con-venature-di-fantascienza/ da cui traggo queste poche righe: “Difficile spiegare ad un rifondatore che lo scenario è lievemente cambiato negli ultimi anni e che quelli che loro chiamano “evasori fiscali” e “piccoli imprenditori vampiri” al 90% sono ventenni sfruttati, non garantiti, senza mutua, senza contratto e *costretti* a prendere la partita IVA pur di sbarcare il lunario“.
Io sono un professionista (per scelta) e una sinistra che continuerà a pensarla in questo modo sarà destinata solo all’estinzione.
2.
Sammy | Luglio 30 , 2008 at 1:00 pm
mi spiace non esserci stato, nel caso avrei cantato perché non sento la distruzione, ma ancora l’eco della rifondazione.
purtroppo anche il post su Suzukimaruti resta nelle superficie e nella retorica delle cose, gli “imprenditori vampiri” non sono certo i precari/flessibili. Anzi, certo che sono le vittime. anche i “professionisti” lo capiranno quando vedranno che verranno schiacciati dalla finta concorrenza, dal nepotismo e dalla corruzione del sistema produttivo. Allora potranno scegliere se omologarsi diventando “evasori fiscali” e “piccoli imprenditori vampiri” oppure accettare che questa società non da spazio se non al profitto individuale.
resto nel mio “partitino folkloristico” perché non mi arrendo a ciò che dite inevitabile, all’accettazione della rassegnazione.
3.
Piervincenzo | Luglio 31 , 2008 at 11:35 am
Adesso anche Vendola (io ho seguito la storia dalla Puglia. chissà lì le conseguenze, adesso): per coloro che hanno sconfitto Berlusconi sul serio, non sono decisamente tempi buoni.
I titoli di “Libero”, “Il Giornale” e del TG5 di lunedì mattina sono, in proposito, chiari.
4.
solesse | Agosto 1 , 2008 at 12:06 am
Sconfitto è un partito che lascia nei suoi giovani queste sensazioni, sconfitti i compagni che stando solo e semplicemente a galla ancora condizionano chi vorrebbe provare a vedere cosa c’è oltre la boccia di vetro..discorso troppo lungo e sfortunatamente da troppi anni sempre lo stesso. Ci perdoni chi ci ha lasciato un’eredità che non sappiamo meritare.