Archive for settembre 6 , 2008

Lettera a Il Gazzettino

Un paio di settimane fa ho mandato una lettera a Il Gazzettino, stufa di leggere le dichiarazioni di Bortolotti (e di tutta la marmaglia leghista che si spende in parole fastidiose nei giornali locali, rispondendo ai propri avversari politici con espressioni che non saprei tradurre a nessun visitatore straniero). Ho scoperto ieri che l’hanno pubblicata mercoledìe quindi la riporto anche qui…

A disagio per le posizioni della Lega Nord

Provo sempre maggior stupore nel leggere le parole del sindaco leghista Bortolotti. E un po’ d’inevitabile vergogna. Stupore, perché dopo la figuraccia a cui si è prestato in questi ultimi giorni, dimostrando di ignorare le regole fondamentali poste dalla normativa sui richiedenti asilo, ancora si ripropone sulle pagine dei quotidiani locali. Vergogna perché ancora una volta il saper produrre populismo e qualunquismo vengono portati a ingredienti fondamentali per la costruzione della classe politica dei nostri territori.

Non ho studiato giurisprudenza, ma ho imparato nel corso della mia vita che tanto i diritti quanto i doveri mettono a valore principi condivisi e collettivi. Purtroppo le posizioni leghiste anziché lavorare dentro il terreno della costruzione di un senso condiviso del vivere comune si esercitano quotidianamente a frammentare, dividere il nostro territorio, le energie che lo abitano, i piedi che lo percorrono. Non c’è miglior strumento per la perdita del senso comune, non c’è miglior arma per l’affossamento dei diritti e dei doveri, che se non vengono agiti in maniera collettiva finiscono col perdere valore e morire.

Purtroppo non posso mancare di dire che pecca pure d’ipocrisia il partito di cui Bortolotti é presidente regionale: continua a sfruttare la parola diritti per gli italiani, dimenticandosi però che questi diritti trovano radici nelle lotte della Resistenza, da cui è nata la nostra Costituzione, lotte fatte dagli italiani, dal nord al sud della penisola, in Italia come nel resto d’Europa. E poi dalle lotte per i diritti civili dei decenni successivi, che rimbalzarono in tutto il mondo. Per questo credo si pecchi d’ipocrisia ritenendo che le origini geografiche di una persona danneggino l’efficacia delle scuole friulane, perché la storia dei miei nonni veneti e friulani parla d’Europa, Argentina, Africa, Russia e dentro quella storia so raccontare l’Italia, dentro quella storia così simile ai racconti schivi di chi può essere partito da Napoli come da Palermo per trovare a Pordenone casa.

Non si tutela chi fatica ad arrivare alla fine del mese cercando di fornire facili capri espiatori, non si risolvono le crisi economiche dando ragione a chi si piange addosso. Né così, né utilizzando linguaggi coloriti il signor Bortolotti potrà sperare di entrare nei libri di storia locale. In un Italia dove chi paga le tasse è additato come sciocco, dove gli anziani sono visti come un problema da risolversi in una casa di riposo, un bambino deve incrociare le dita prima di nascere per avere un posto al nido (quale altra alternativa alle madri lavoratrici?), dove pur di andare in vacanza si fa un mutuo, dove i parcheggi delle città sono invasi da auto sempre più grosse, ma rispettare i regolamenti sulla raccolta differenziata fa storcere il naso a molti, ecco, in un’Italia che si accetta così, falso è l’orgoglio per la propria Storia.

(Da IL Gazzettino del3/09/08)

settembre 6 , 2008 at 9:35 am 4 commenti


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