Archive for novembre, 2008
La casa del popolo di Torre
Oggi pomeriggio in Casa del popolo a Torre è stata organizzata una piccola cerimonia in occasione di una pietra rimessa al suo posto che ricorda due antifascisti che presero parte alle barricate di Torre del 1921.
La targa ricorda Tranquillo Moras e Pietro Sartor.

In questa foto è visibile malamentre (la luce non era un granchè per la mia macchinina) la targa e Mario Bettoli, personaggio storico del pordenonese noto sopratutto per la sua vita antifascista.
Nel corso del pomeriggio è intervenuto anche l’assessore alle politiche sociali Zanolin, lo stesso che si è detto a favore delle classi ponte. Però si vede che fa bene respirare l’aria della Casa del Popolo perchè mi è parso abbastanza d’altre parole. Peccato che non lo si possa tener lì vita natural durante.
Di quanto è stato detto mi è parso molto interessante l’intervento di Gabriele Donato, uno storico e un compagno che apprezzo molto per la sua arte oratoria (anche se dal punto di vista delle posizioni politiche talvolta siam un po’ discordi) e questa volta ho avuto modo di apprezzare anche per le sue analisi storiche. Ha detto una cosa su cui mi trovo spesso a discutere, che però non son mai riuscita ad arrivare a pensar bene come lui, ossia che nel tempo l’antitesi tra fascismo e antifascismo è andata sfumando in quella tra democrazia e regime. E in questo si perde il fatto che la democrazia in Italia è figlia dell’antifascismo. Può sembrare una banalità, ma molto molto spesso ho sentito delegittimato il mio dichiararmi antifascista, sentire il 25 aprile considerato come una festa comunista, ma non da persone fasciste, da persone qualunque che magari votano pure centro sinistra. Come se le ragioni della nostra democrazia avessero senso e potessero sopravvivere se estrappolate dalla loro ragione storica.
No, non possono. E questa democrazia odierna ce lo racconta bene, come ce lo raccontano gli ultimi 40 anni di storia del nostro Paese, attraversati da stragi di Stato e oggi da diritti messi al bando.
Segnalo inoltre, per completare gli eventi pordenonesi di questi ultimi giorni, questo post circa la Bacchelli a Federico Tavan
Vladimir Luxuria vince l’isola dei famosi
Ho scoperto solo sta sera che Vladimir ha vinto l’Isola dei Famosi. Allora posto qui un articolo tratto da Liberazione, è di Angela Azzaro che ha difeso le scelte della Luxuria quando Liberazione veniva inondata di lettere di protesta. Io ero un po’ scettica rispetto a tutta la vicenda. Ma oggi un’amica fuori dalle logiche della politica e amante dei reality mi ha detto “Almeno ha fatto vedere che anche le persone come lei che sono di una categoria sempre bisfrattata ce la possono fare.” Io che non guardo queste trasmissioni non le so interpretare. ma se lo dice lei…
Articolo di Angela Azzaro da Liberazione del 25/11/08
«Ciao Vladimir, ti andrebbe di collaborare con noi di Liberazione ?». Inizia così, la nostra passione per Luxuria, con una telefonata. Anche un po’ timida, perché pensavamo che ci dicesse di no. Invece il giorno dopo era qua, in redazione, pronta a scrivere. Era vestita con un paio di jeans e un maglione. Niente lustrini, niente trucco. Un po’ ci rimanemmo male, l’ultima volta che l’avevamo vista era sul carro del Pride e sul palco di Muccassassina (la serata glbtq del Mario Mieli) assolutamente meravigliosa. Forse che a noi di Liberazione ci voleva riservare la parte più seriosa?! Non fu così, da subito. Il primo articolo che firmò era sull’omosessualità nel mondo animale. Ce ne fu per tutti. I lustrini e lo splendore erano lì, nella sua scrittura, nella sua capacità di dire cose importanti con leggerezza, ironia, con pungente sarcasmo. Da quel momento Vladimir c’è stata vicina in tutte le nostre battaglie. Battaglie spesso scomode, non amate da una parte consistente del partito. Insieme con noi per dire che i diritti di gay, lesbiche e trans non sono secondi a nessuno. Per dire che la libertà è un valore grande e fondamentale quanto l’uguaglianza. Scrisse una lettera dura, precisa, anche quando l’inserto Queer fu preso di mira perché aveva pubblicato un articolo di Aldo Nove sul piacere anale. Quella volta però scherzò poco.
Poi ce l’hanno “rubata”. E’ stata eletta come deputata con Rifondazione comunista. Siamo stati felici per lei, ma anche un po’ tristi perché non poteva più scrivere come prima. Insomma, c’è mancata ma sapevamo che era nel posto giusto per costruire quello in cui ha sempre creduto, la sua presenza nelle istituzioni era un bene per tutti noi. Eppure quella elezione non è stata pacifica. Non tutti l’hanno gradita. Come una trans in Parlamento? Una trans che rappresenta i comunisti? Che vergogna! Quante obiezioni, quanto moralismo. Ma lei è andata avanti. Con fierezza, preparazione, capacità di comunicare anche ai cittadini che la pensano diversamente. E’ andata avanti senza omologarsi, nascondersi. Ha fatto diventare la sua scelta di vita come una bandiera di libertà. Lei, nata uomo, che transita verso un altro genere. Lei Vladimiro che diventa la Vladimir che oggi ammiriamo ne L’Isola dei famosi .
Ma scusate questo non è già un successo, non è già una vittoria? Essere quello che si vuole, a prescindere dal fattore biologico e dalla nascita, a prescindere dal moralismo e dal bigottismo? E’ nota la storia delle critiche giunte a Liberazione quando lei ha deciso di partecipare al programma di Simona Ventura. Non doveva accettare di andare in una trasmissione “borghese”, senza valori, non doveva legittimare un brutto programma. Invece è andata e ha trionfato. Ha detto ciò che pensava, è stata se stessa, si è fatta amare dal pubblico.
Il Riformista l’ha sbeffeggiata quando il padre in trasmissione ha detto: «Ciao, bello». Ma come? Doveva dirle: «Ciao, bella». E’ proprio questo il segreto di Vladimir, il transito, l’attraversamento tra il maschile e il femminile, in una società che fonda il potere degli uomini sulla divisione netta tra i ruoli, i generi, tra etero da una parte e gay e lesbiche dall’altra. Luxuria, partecipando e trionfando all’ Isola , ha spiegato a milioni e milioni di italiani che la realtà è diversa e che anche questa realtà deve godere degli stessi diritti della presunta maggioranza.
Vladimir come Obama? E’ un po’ esagerato, ma fatecelo dire. Con il primo presidente afroamericano che va alla Casa Bianca si rompe il pregiudizio che per più di un secolo ha tenuto un popolo lontano dalla più importante istituzione americana, con Vladimir all’ Isola si rompe il tabù dell’eterosessualità a tutti i costi.
E a questo punto, oltre ad aspettare Luxuria per festeggiare, diciamo grazie anche a Simona Ventura che con Vladimir ha tirato su gli ascolti (è l’edizione più vista dell’ Isola ) ma anche il nostro morale.
…e di buona famiglia
Così qui si descrivono i 4 ragazzi che due settimane fa a Rimini hanno cosparso di benzina un uomo e gli hanno dato fuoco.
Nati da famiglie “modestissime, ma normali” si dice su La Repubblica. Al telegiornale si è evidenziato come si sia trattata di una bravata e non di un atto politico.
Va bene, sia quel che sia è pur sempre un uomo dato alle fiamme. Da ragazzi di buone famiglie modestissime ma normali, come se spettasse alle famiglie il peso delle scelte di quattro maggiorenni. Sarà mica informazione? o si penserà mica ancora che il denaro basti a misurare cultura e coscienze?
Tempo fa ho conosciuto un uomo, grande e grosso. Mi raccontarono che durante la guerra in Croazia, che li dove stavo per fortuna non avevano propriamente vissuto, era stato accusato di aver bruciato vivo assieme ad altri colleghi poliziotti un bosniaco. Dicevano che era stato un atto gratuito. Si era fatto 4 anni di carcere, giudicato colpevole. Poi pare che qualcuno l’abbia comunque ricompensato del sacrificio. così dicevano. Ed era in tempo di guerra…
A sua figlia ha dato una ricca dote: veniva ritenuta di ottima famiglia “tralasciando il passato del padre” dicevano. Si fa presto a dimenticare.
Sopravvivere con 1000 euro a 20 anni
Oggi ho visto che qualcuno è arrivato qui cercando su qualche motore di ricerca questa frase “sopravvivere con 1000 euro a 20 anni”. Di tutte le frasi strane che vedo cercare questa mi ha colpito un po’ di più perchè mi son chiesta: che differenza c’è tra avere 1000 euro (al mese suppongo io) a 20 anni e a 30.
Forse nessuna, e allora mi sentirei di consolare l’avventuriero, semmai ripassasse, dicendogli che si sopravvive e vive, basta non avere da mantenere anche qualcun altro, dividere l’affitto e le spese delle bollette con qualcuno, sperare di non dover andare dal dentista o crearsi mese per mese una riserva atta allo scopo, non avere la macchina e non pensare di uscire a far festa proprio tutte le sere. Si, si sopravvive senza essere costretti per forza a chiedere prestiti e fare la carità. Senza pensare di ammonticchiarsi di librerie, avendo cura di non programmare vacanze costose… io sopravvivo e penso che mia nonna se mi vedesse direbbe pure che faccio una vita da lusso e mia madre direbbe che mi permetto molte più pizze di quante lei in tutta la sua vita. Ma questo tocca. Perchè ci sono cose che si potrebbero desiderare e non si riescono ad avere magari (una bella casa tutta per sè, la macchina appunto…) e allora ogni tanto bisogna darsi un contentino, giusto per dire che non si lavora solo per sopravvivere, ma anche per qualcosa di più.
Per questo per sopravvivere con 1000 euro al mese e sforzarsi di essere autosufficienti consiglio di credere in qualcosa, fare volontariato, provare con la politica, fondare un circolo culturale. Perchè altrimenti si finisce col vivere nell’infelicità del non compiuto, della moto che non c’è, del giardino su cui piantare le rose che non c’è, del cane che non sai dove mettere, del viaggio in Madagascar che non hai di che pagare… invece ci sono tante cose che arrivano gratis.
…il millesimo sabato sera
…a casa.
Non che abbia molta voglia di uscire, giusto perchè son stata dal parrucchiere oggi e volevo vantarmi un po’ della mia piega (evento che può capitare 2 massimo 3 volte l’anno) e di qualche nuovo acquisto vestiario (anche questo passerebbe non notato alle masse, ma per mio puerile piacere). E ho pure un nuovo telefono che non so molto usare, anche se è facile facile rispetto a quanto offre il mercato.
Si, oggi ero in vena di spese.
Comunque la mia riflessione del momento è: ma sarà mai possibile che in questa specifica città e provincia non ci sia o non si faccia sentire, niente che vada bene a dei trent’enni (che poi mi chiedo cosa trovano da fare i vent’enni…)? A dir il vero casualemente c’era il concerto di Emergency, ma a parte questa coincidenza storica? Forse ci sono luoghi a me totalmente ignoti? A cosa serve investire nell’università se poi ai poverett
i che vi arrivano si offre solo il treno di ritorno per il fine settimana?
Sandro Curzi
Io Sandro Curzi l’ho conosciuto attraverso Liberazione. E poi l’ho visto, varie volte, a tutti gli incontri di partito a cui sono stata mi ricordo che c’era. Ho cercato, ma non ho trovato neppure una sua foto, come mi capita con tutti i “big” da cui mantengo le distanze. Mi ricordo che avrei tanto voluto invitarlo per un’iniziativa a Pordenone, una qualsiasi, per avere un giornalista che ci parlasse (che mi parlasse), che ponesse il suo occhio speciale a disposizione per leggere gli avvenimenti. Ma poi non ci siamo mai riusciti, secondo il timore reverenziale che si ha per chi sta male.
Poi assieme alla tristezza per un compagno che se ne va inevitabile arriva un pensiero che sussurra “E adesso, chi resta? chi ha le spalle buone per raccoglierne l’eredità?” Quante volte questo pensiero è destinato a fischiarmi ancora in testa…
Freddo e sonno
Dicono che il freddo di questi giorni nel bel grigio nord est sia destinato a farsi dimenticare dalla neve del week end: della serie chiodo scaccia chiodo!
La stanchezza mi dicono sia colpa del senso letargoso ispirato dal freddo. Certo è che ne farei volentieri a meno, ma è sempre meglio dell’influenza che sta devastando di qua e di là.
Intanto ieri sera è stato eletto il nuovo segretario provinciale di Rifondazione, questo mi ha dato modo di dilettarmi in un comunicato stampa, anche se dubito possa essere una notizia di interesse rilevante per la maggior parte e la minor parte della popolazione. Comunque anche scrivere poche righe è molto molto faticoso, quando l’inverno chiama nascondiglio. E forse non è solo l’inverno…
Villari non si dimette?
Sembrerà una faccenda da nulla di cui si parla a vanvera per non porre l’attenzione su argomenti più gravi, ma vedo la questione sulla Presidenza alla Commissione di vigilanza della RAI muoversi elementi interessanti.
Prima era solo la questione assai poco equilibrata della maggioranza che pone il veto su un ruolo che tradizionalmente spetta all’opposizione, poi l’elezione di tal Villari, del PD, che ora non si dimette guadagnandosi la probabile, quanto forse desiderata, espulsione dal suo partito. Sembra un po’ il balletto di certi uccelli prima dell’accoppiamento, ma certo ogni avvenimento un senso e un peso ha. Adesso è forse solo il pezzettino di un puzzle che magari sembra non servire a niente, ma tra un po’ chi sa leggere la storia chissà come lo saprà incasellare…
Nel frattempo io ci leggo la delegittimazione dell’Italia dei Valori, l’ennesima frattura in seno al PD, un attacco a Veltroni (perchè ne incrina certo l’autorevolezza)… certo qualcos’altro ancora sarà.
Intanto si sposta su scala nazionale una questione che già aveva interessato il dibattito locale: le classi ponte per i bambini. Certo, la fascistizzazione del paese a qualcuno andrà pure bene. Per cui qualcuno si sentirà fiero di tale proposta populista. Magari al popolo farebbe piacere sapere che oltre alle ricadute sociali pericolose che provvedimenti di questo tipo rischiano d’innescare tutti vivremo e pagheremo l’onda lunga dei costi economici che provvedimenti di questo tipo causano: dei costi dei tempi di permanenza degli alunni nelle scuole prolungate negli anni si parlava già quando ero alle medie io.
Chissà che ci sia questa volta qualche insegnante disposto a dire “Preferirei di no“. E qualche cittadino capace di gridare.

