Archive for gennaio, 2009

Iniziativa sulla Sicurezza

fabb_tedDomani (venerdì 30 gennaio 2009) ci sarà alle ore 20.45 al convento di San Francesco a Pordenone un’iniziativa sulla sicurezza sui posti di lavoro. L’idea iniziale era di proiettare il film La Fabbrica dei Tedeschi di Calopresti, poi la cosa è stata ampliata con un dibattito, per cui parteciperà anche Vallan, della CGIL di Pordenone.

Speriamo venga qualcheduno! Che il dibattito sia interessante. E che magari vengano fuori proposte e idee utili per un lavoro costruttivo sul territorio.

Io avrò il compito di presentare la serata e di far andare il lettore dvd… oltre che di portare il dvd, il film no è particolarmente leggero, anzi, ma non sono mai le cose leggere quelle che destano un po’ l’attenzione e fanno pensare e pensare e ragionare…

gennaio 29 , 2009 at 11:38 pm 1 commento

Torneo antirazzista

palestra1Ieri si è svolta al palazzetto di Vallenoncello, frazione (o quartiere?) di Pordenone, l’edizione invernale del Torneo Antirazzista che si tiene ogni anno a Villanova, altro quartiere di Pordenone.

Tra le varie squadre presenti vi era la squadra del circolo Arci di Montereale Valcellina, circolo che senz’ombra di dubbio ha il merito di insegnare a tutta la provincia e forse anche oltre che cosa sia l’Arci.

Gli avventurieri calciatori, dei quali qui potete vedere alcune immagini che certo non rendono merito all’impresa compiuta, erano composti da svariate tipologie di giocatori: taluni provenienti d’altri continenti, taluni pure da altre regioni d’Italia.

Io, in veste di tifosa neppure troppo in salute, devo dire che mi son resa conto di non conoscere molte regole di codesta disciplina sportiva così amata dal popolo maschile italiano e non solo vista la multietnicità delle squadre presenti.

E vista la percentuale di donne presenti all’interno della struttura forse meriterebbe una piccola riflessione l’idea di sport popolare” attribuita a tale disciplina. O forse ancor di più si dovrebbe riflettere a questo punto sul concetto di popolare. Ma… poi mi si direbbe che son solitamente polemica e allora tralascio. Magari, un giorno… :P

gennaio 25 , 2009 at 5:12 pm 6 commenti

Il ronzio

Come ho già avuto modo di riportare in più post… Drago Jancar è uno dei miei scrittori preferiti.

Immagine di Il ronzio L’influenza mi ha permesso di degustarmi per bene anche quest’altro suo libro, Il Ronzio.

C’è la storia di un uomo che racconta la storia di una rivolta, una rivolta che lui ha innescato e concluso, ma della quale nel mezzo ha perduto le tracce.

Si parla di memoria, di ricordi, di eventi e sopratutto di umanità, di visioni, di relazioni…

Ma se raccontassi troppo di questa storia se ne perderebbe forse la magia? Forse no, perchè non basta la trama in sè a fare di queste pagine momenti da portarsi dentro in cui sapersi raccogliere. Però raccontare la storia non serve a capire nulla di questo libro.

Ho sempre pensato che questa declamata letteratura Mitteleuropea fosse per me inafferrabile non riuscendo a leggere Magris. Invece ecco che alcune cose riesco a sentire. Sarà forse anche merito dell’età. O forse ogniuno deve trovare il suo sentiero per arrivare a comprendere.

gennaio 23 , 2009 at 4:09 pm Lascia un commento

L’influenza

L’influenza, così, non mi capitava da tempo. Ho avuto modo di vedere cose che mi hanno fatto riflettere un poco.

L’immondizia: non vivendo da sola l’immondizia si è ammonticchiata. Non so per quale legge metafisica gli uomini non portano giù i sacchetti dell’umido e del secco. Ma di certo in questi giorni non li porto giù io. Non esco. Come se la cavano gli anziani che vivono soli e magari ogni tanto si ammalano? Certo, sono meno abituati a produrre rifiuti, ma…

La televisione: la televisione al pomeriggio trasmette un sacco di immondizia. Trasmette pure le notizie dei tg in modalità “for dummies”. Manda in onda distorsioni della verità magari sapendo che critici e polemici alle 5, alle 6, han ben altro da fare che seguire i programmi per casalinghe e pensionati. Emblematico fra tutti un servizio del Tg2 su Hamas e Al Fatah, dove Hamas veniva descritta come un’organizzazione criminale che ammazza e tortura i suoi avversari e che ha preso il potere con la forza. Forse non ho sentito male, ma non hanno neppure citato la parola “elezioni”. Eppure i rappresentati di Hamas sono stati eletti dal popolo. Qualcosa vorrà pur dire…

Le medicine e i dottori: la mia dottoressa si è meravigliata di non conoscermi. Sembra che andare dal medico 3 volte l’anno sia troppo poco. In farmacia la stessa cosa: le dottoresse conoscevano tutti i clienti. Si sono mostrate stupite che non sapessi che con la nuova tessera sanitaria è possibile ottenere lo scontrino per scaricare i farmaci dalle tasse (e trattasi di farmaci super mega generici!!). Ho avuto l’impressione che la sanitarizzazione delle nostre vite sia un po’ esagerata.

Beh, dirà qualcuno, meglio accorgersi di ciò adesso che mai… Si, forse è solo così…

gennaio 22 , 2009 at 9:48 am Lascia un commento

Cessate il fuoco

Ieri a Pordenone c’è stata un’altra manifestazione per Gaza, un’idea partita dallo Zapata (circolo liberatario) e messa in piedi anche da altri e altre (dal comitato Via le Bombe a Rifondazione). In contemporanea correva la manifestazione che qualcuno ha ribattezzato Pro Israele… c’erano molte bandiere leghiste presenti. Eppure la Lega non sposava il principio di autodeterminazione dei popoli? mah, è proprio facile cambiare idea…

immaginiIl presidio per Gaza in piazzetta Cavour è andato abbastanza bene, ci son state punte con un centinaio di presenze, c’era il the caldo e il vin brulè. [Io stavo male da prima e il risultato è oggi un bel febbrone!]

Manifestazioni analoghe si sono tenute a Trieste e a Udine, si parla a Trieste di circa 800 partecipanti e circa 200 a Udine.

E un presidio in piazza per parlare di Gaza c’è stato anche a Portogruaro, cittadella che tra l’altro ha aderito alla manifestazione che si è tenuta sempre ieri ad Assisi partecipandovi con il gonfalone del comune.

E intanto si comincia a parlare di tregua. Sarebbe ora…

gennaio 18 , 2009 at 4:03 pm 8 commenti

Come siamo bravi

Qualche volta è necessario guardarsi da fuori per capire cosa succede dentro. Per capire il valore degli avvenimenti che attraversano il nostro paese. Un’Ansa di oggi riporta che l’organizzazione Human Rights Watchnel suo rapporto 2009 ha criticato l’Italia per gli atteggiamenti tenuti in tema d’immigrazione. Sono andata a guardarmi cosa dice sull’Italia il rapporto di Amnesty International del 2008. L’elenco, anno dopo anno, è sempre più lungo. Dai fatti di Genova del 2001 a quelli della Val di Susa del 2005, dai diritti dei rifugiati violati all’assenza di una legge sulla tortura. Penso che l’Idea d’Italia che uscì dalla Resistenza era un’altra cosa.

…oggi è anche il compleanno di Andreotti. E al Senato esultano. Cosa può succedere quando un paese non fa i conti con la propria storia?

gennaio 15 , 2009 at 4:28 pm 2 commenti

Ricordando

Leggendo i commenti di monodi (anche se forse le cose fra loro non c’entrano :P ) a questo blog mi sono ricordata di questo gruppo (i dodi e monodi) di cui una mia vecchia coinquilina era fan!! All’epoca non c’era youtube e le mail si inviavano via terminale, si usavano ancora le cassette audio e ogni tanto mi faceva ascoltare qualche brano registrato malissimo. Così in onore di quei giorni lontani…

gennaio 15 , 2009 at 9:32 am Lascia un commento

Siccome le canzoni

Daniele Silvestri scrisse:

“[...]Ti è mai venuto in mente che a forza di gridare
la rabbia della gente non fa che aumentare
la forza certamente deriva dell’unione
ma il rischio è che la forza soverchi la ragione
Immagina uno slogan detto da una voce sola
è debole, ridicolo, è un uccello che non vola
ma lascia che si uniscano le voci di una folla
e allora avrai l’effetto di un aereo che decolla
La gente che grida parola violente
non vede, non sente, non pensa per niente
Non mi devi giudicare male
anch’io ho tanta voglia di gridare
ma è del tuo coro che ho paura
perchè lo slogan
è fascista di natura
Quando applaudi in un teatro
quando preghi in una chiesa
quando canti in uno stadio
oppure in una discoteca
Sei tu quello che canta
è tuo il fiato che esce
ma il suono intorno è immenso e cresce, cresce
Il numero è importante
dà peso alle parole
per questo tu ogni volta prima pensale da sole
e se ci trovi il minimo indizio di violenza
ricorda che si eleverà all’ennesima potenza[...]“

E certo non sarà una bella poesia, ma me la porto sempre in testa quando vado in piazza.

gennaio 13 , 2009 at 2:26 pm 2 commenti

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