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Dal mio punto di vista

Ieri, sabato 10 gennaio 2009,c’è stata a Pordenone una manifestazione per la Palestina. L’esercito israeliano è entrato a Gaza, i morti crescono di giorno in giorno. E continuano a dire e fare poco i governi europei.

Ero molto scettica e critica rispetto alle modalità con cui la manifestazione è stata organizzata: l’idea è partita da un gruppo di studenti medi, aiutati da alcuni ragazzi che ora studiano all’Università. Gente prossima alla laurea, non ingenui fanciulletti.

Come ho già scritto anche domenica scorsa c’era stata una piccola manifestazione e pareva unanime l’idea di convocarne un’altra, meglio pubblicizzata, aperta, costruita con una piattaforma comune. Così non si è voluto fare e non per quell’ingenuità politica che sono solita capire e giustificare.

Il leaderismo di alcuni ha danneggiato tutti: non raccontano falsità i giornali di oggi.

Presenti al corteo c’era una grossa fetta di appartenenti al mondo arabo: palestinesi e non solo che vivono nel nostro territorio. Erano la fetta più consistente del corteo.

partenza

Non v’era una piattaforma su cui aderire e i ragazzi avevano già fatto circolare un volantino ben poco condivisibile, per nulla disposti a discuterlo o a mediarlo, seppure credo che in questo caso almeno una parte di loro avrebbe avuto piacere e bisogno di capire.

Così che io c’ero, ma con grande scetticismo. E lo scetticismo non ha potuto far altro che aumentare ascoltando gli slogan che venivano urlati: quelli del “gruppo arabo”, che inneggiavano ad Halla (il resto non si capiva…) e poi il ragazzo che teneva il megafono in mano, di cui non dico il nome perchè spero un giorno abbia modo di far da sè i conti con la sua storia personale, nonostante sia prossimo alla laurea ha ineggiato all’Intifada. Non credo sappia cosa significhi questo nella storia del popolo palestinese. Eppure doveva ricoprire il suo ruolo di leader del momento, senza rendersi conto della sua totale incapacità nel guidare il corteo.

Senza rendersi conto di quello che diceva. Ha cantato Bella Ciao (stonandola miseramente) e parlato di Resistenza: ma quale messaggio si va così a lanciare? Per l’Italia la Resistenza ha un legame strettissimo con la laicità. E la laicità del nostro Paese ci costringe quotidianamente a discuterne e a difenderla. Non esiste religione che si possa ritenere migliore delle altre. E non si difende la laicità di un paese invitando i partecipanti ad un corteo a pregare, come si è fatto alla concusione di questa manifestazione.

Qualcuno potrebbe dire che processioni, via crucis e quant’altro fanno la stessa cosa. No, non è vero. Perchè chi vi partecipa sa a cosa sta partecipando.

In questo caso si sapeva ben poco di quel chesarebbe accaduto. Se ne avevano notizie sparse dai giornali. Ma a me apparivano così poco credibili! Siamo arrivati davvero al punto del non ricordo, della non memoria, da non ritenere che a sinistra sia patrimonio comune e condiviso la laicità?scarpe_vs_carrarmato

Speravo poi che si potesse parlare di manifestazione pacifista: ma di tanto in tanto venivano tirate scarpe ad un carrarmato giocattolo dicendo: “sfoghiamo verso questo carrarmato la nostra rabbia!”. Il potere dei simboli è importante: usarli senza cognizione una follia.

E poi mi ha colpito non poco una scena: ad un certo punto da un balcone un signore che avrà avuto quasi 90 anni ha sventolato assieme alla moglie due vecchie bandiere israeliane. Le bandiere erano molto vecchie e pure la coppia era molto, molto anziana. Qualcuno ha detto: “certo che ci vuole coraggio! Ma è facile per lui che se ne sta all’ottavo piano”. Io ho visto molta forza in questo gesto. No, nessuna forza e nessuna intelligenza in chi da sotto gli gridava contro. Perchè si era, nel bene e nel male, un gruppo che se ne vive a Pordenone, molti ragazzini di buona famiglia, senza nessun diritto di esprimere giudizi sragionati rispetto alla storia di quel vecchino.

Così che la richiesta di pace è finita in seconda fila rispetto all’idea di annientare Israele, condannare Bolzonello in maniera volgare perchè non ha concesso una piazza per un concerto, pregare.

Lo stolto ragazzo che conduceva il corteo non ha potuto evitare di ricordare che la fiera del libro di Torino ha dedicato a Israele l’esposizione dell’anno scorso. L’ignoranza non dovrebbe essere più una virtù, invece continua ad essere per molti l’unica a cui aggrapparsi riuscendo a fare pure bella figura.

gennaio 11 , 2009 at 6:19 pm 26 commenti


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