Archive for febbraio, 2009
Causa persa
Purtroppo è di questi giorni l’esito della causa intentata dal 5 cittadini pordenonesi e dal Comitato Via le bombe contro il Governo degli Stati Uniti per la presenza di atomiche nella base USAF di Aviano.
La Cassazione ha infatti evidenziato il difetto di giurisdizione e quindi un giudice italiano non può esprimersi sulla vicenda…
Qui un po’ di informazioni in più.
Non so se qualcuno abbia mai creduto veramente di vincere questa causa, certo è che sarebbe stato fondamentale e importante riuscire almeno ad aprire un dibattito all’interno del paese su queste questioni. Forse però non c’è nulla meno discutibile, oggi, dopo l’accordo sul nucelare raggiunto con la Francia. O forse non c’è nulla di meno necessario del discutere in sè per sè. Tutto pare deciso nel nulla, da questo al tentativo di sgretolare il diritto di sciopero.
Ma proprio il fatto che nè in Parlamento nè nel “paese reale” queste cose vengano seriamente dibattutte mi fa ben sperare: non basta una legge per formulare o abbattere un principio, e quindi se c’è ancora della lifa vitale che attraversa gli animi prima o poi si farà sentire.
O almeno spero.
Il pirata nero
Partendo da qui , un post tratto dal blog di Luca De Biase, ho letto la storia non certo trasparente di tal Carl Lundström, il maggior azionista di The Pirate Bay (che potremmo banalmente definire un sistema per scaricare gratuitamente musica, film, etc…)
Tale sistema fu al centro di una polemica quest’estate quando il portale fu “censurato” dalle autorità italiane per violazione dei termini di copyright.
Ebbene, a quanto pare questo Carl Lundström tanto finanzia The Pirate Bay (ne è azionista al 40% in modo a quanto pare da evadere bellamente le tasse svedesi…) quanto i partiti dell’estrema destra svedese dei quali ha fatto anche parte e dai quali è stato anche scacciato in quanto considerato “fin troppo” di destra.
Di questa vicenda non tanto mi colpisce la strana convivenza tra “la democrazia digitale” di cui si fa portavoce un sistema quale The Pirate Bay e la teologia della purezza della razza, quanto altro. Cos’ha fatto costui di così loffio da indignare chi ne ha scritto sul web? Ha fatto parte di una banda neonazista di picchiatori (cose di gioventù), ha amici non troppo raccomandabili, è ricco e finanzia partiti di destra, evade le tasse.
Non solo in Italia un profilo così non indigna più di tanto (assomiglia a quello di certi nostri ministri e sindaci…): ma se ci si sapesse indignare come si deve, nel rispetto della nostra storia, se di dovesse indagare come si deve, beh, ho come l’impressione che visto il governo che abbiamo oltre ad aver ben poca tv degna di essere guardata avremmo ben poche macchine degne di essere guidate e ben pochi prodotti alimentari meriterebbero di finire sulle nostre tavole…
Ma è solo un impressione, così ad occhio…
Se qualcuno ne sa di più…
Sono stata derubata
Ebbene, capita. troppa fiducia verso il prossimo? No, pigrizia…
Ieri sono andata all’università per l’esame di storia economica (era uno scritto e quindi chissà…), poi con la mia biciclettina mi sono recata in un negozio. La bici è rimasta fuori, ovviamente, lontano dai miei occhi, ma neppure troppo e nel cestino, zac, ci ho lasciato una borsa di tela nera contenente:
-il libro di storia economica
-gli appunti
-penne
-Il foglio del permesso studio firmato dal prof.
Ovviamente niente di grande valore, se non il foglio del permesso studi che per poter riavere mi costringerebbe ad andare a Udine e prendere un giorno di ferie, quindi il gioco non vale la candela. Però il libro era tutto bello sottolineato e appuntato e se non ho passato l’esame lo dovrò ricomprare, in mezzo c’era anche una foto che mi dispiace aver perso, la borsa me l’aveva regalata mia sorella e le penne… le avevo appena comprate!!
Però che bizzarria. La bicicletta era aperta, potevano prendersi quella. Nel cestino c’era anche un ombrello ed è rimasto lì. La bici era “parcheggiata” in via Udine a Borgomeduna e quindi che dire, di passanti lì ci son solo gli abitanti del quartiere. Chi può essere così mal messo da prendersi una borsa dal contenuto così inutile? Eppure è capitato, forse per mano di qualche cleptomane o qualche bambino alternativo? [Si, si ho verificato: in università non l'ho dimenticata, per strada non l'ho persa: me l'hanno proprio portata via!]
Comunque sia ciò non scalfisce la mia fiducia verso il prossimo (non andrò per questo dal signor sindaco a dirgli di pattugliare il quartiere e mettere in galera terribili e pericolosi delinquenti!): per cui se qualcuno trova una borsa nera di tela con una streghina disegnata su, un libro, degli appunti, e il fatidico foglio, beh, mi faccia un fischio…
Oppure caro ladro, sii gentile se magari leggi queste pagine avendo trovato il mio nome su quelle carte: riponi il tutto dove l’hai trovato, magari un giorno che non piove, o sulla maniglia del negozio di biciclette…vedrai, nessuno ti dirà niente e mi farai veramente tanto tanto felice
!
Il benzinaio
La macchina è quella della ditta. E noi siamo due ragazze.
“Cosa vorrà dire che di benzina segna due tacche?”
“Ah, non so, l’ho presa in mano solo quando erano tutte grigie… non me ne intendo di cose digitali”
“Eh, con le lancette si capisce meglio… cavoli, adesso segna una tacca sola! Che sia in riserva?”
“Boh!”
Ma siamo ormai in mezzo alle montagne. Dieci chilometri ancora per arrivare a destinazione. E da lì il primo distributore utile sta a 30 chilometri tornando in giù.
“40 chilometri. Che resista?”
“Mah. Speriamo!”
Poi il viaggio di ritorno.
“Quando arriviamo a Montereale ci fermiamo al distributore. Ma sta macchina va a disel o benzina?”
“Disel. Penso. Ma il benzinaio saprà. Io non dico mai niente, il benzianio sa sempre tutto da solo…”
Passiamo un primo distributore. Ore 12.29. Chiuso, chiudeva alle 12.30. E non c’è il self service.
Ne incontriamo un altro. Bello nuovo. Chiuso. Ma c’è il self service. E non c’è ombra di benzinaio.
“Qui c’è scritto super disel”
“E qui gasolio”
“Ma gasolio e disel sono la stessa cosa????”
Chiamiamo una collega in pausa pranzo per avere conferma che le due cose son la stessa.
Tentiamo un avvicinamento dell’auto per misurare la lunghezza della pompa. Infiliamo i 10 euro, ma la pompa non si accede. Ci stiamo per arrendere deluse, riagganciamo la pompa ed ecco che… inizia a dar segnali di vita.
“Adesso è passato da una a 3 tachette”
“Con soli 10 euro?”
“Mah, forse perchè sto gasolio costa di meno?”
O forse perchè ci sono decine di tacchette… ed ogni tacchetta può ben permettersi di valere 5 euro.
In un modo o nell’altro ripartiamo verso casa, dopo 15 minuti dedicati alla benzina.
Fuori dal bar di fronte al benzianio una cricca di signori osserva. Qualcuno ride.
W il benzinaio!
Alberto Juantorena
Ieri pomeriggio alla libreria Feltrinelli di Udine c’era Alberto Juantorena, già campione olimpico e viceministro dello sport cubano.
L’iniziativa era organizzata dall’associazione Italia Cuba alla quale mi sono iscritta quest’anno (ok, mamma parti pure con la predicuzza…).
Devo dire che è stata una serata particolarmente interessante. Juantorena vinse alle olimpiadi di Montereal l’oro nei 400 e negli 800 metri piani e oggi segue il ministero dello sport per tutti a Cuba.
Ha spiegato un po’ come viene vissuto lo sport a cuba e la cosa che più mi ha colpito è stata la grande semplicità di quest’uomo: è una mente molto fine, preparato, non è per nulla paragonabile alle nostre vallette divenute ministro, nè, purtroppo, alle nostre sportive che diventano vallette (o politiche).
La mattina era stato a visitare l’impianto di atletica nuovo di Udine che è costato tanto quanto il budget a disposizione di tutto il ministero dello sport cubano. Si, Cuba è piccola, ma calcolando che su 12 milioni di abitanti ha portato a casa 24 medaglie contro le 28 portate a casa dell’Italia… vien da pensare che quel che hanno lo sfruttano al meglio.
Certo, so che questo post si offre a mille polemiche, ma dopo aver visto girare tanti politicanti con pochi ruoli e meriti italiani vedere che si può essere a servizio della politica in modo diverso fa bene. Era qui da solo, e la sera siamo anche andati a cena in un ristorantino modesto in centro a Udine ed è stato lì con noi nonostante crollasse dal sonno.
ndisio.sys: cos’è costui?
…in realtà non so bene cos’esso sia, ma ad un amico è stato rilevato da AVG come Trojan molesto.
Però seguendo le istruzioni di questo forum sono riuscita a debellarglielo.
Non che sapessi precisamente cosa stessi facendo neanch’io, comunque ho avuto modo di riflettere per l’ennesima volta come alla fine sia stato banalmente il mio coraggio rispetto a quello di chi il pc me l’ha portato a permettermi di risolvere il problema. E il mio coraggio era dettato da una vaga convinzione di non poter causare troppi danni grazie ad una mia parziale conoscenza del sistema (Windows resta per me unaspecie di radice di pianta intricata in un vasetto di terra troppo piccolo) più che ad una mia vera sapienza.
Esempio piccolo, ma concreto, di come un po’ di conoscenza debelli la paura, di come l’assenza di paura permetta di osare qualche passo in più rispetto a quanto non conceda il non sapere…
p.s.: l’operazione ha richiesto 15 minuti pagati da chiacchere gentili…
San Remo è San Remo
Come non parlare di Festival in settimana di festival? [Tanto per alleggerire almeno un po' le tensioni politiche] Almeno due righe gliele devo dedicare. A dir il vero ne ho vista solo una mezz’oretta l’altra sera, ma ascoltando ogni giorno Radio 2 devo ammettere che ormai credo di essermene fatta una discreta opinione.
Ogni anno finisce a San Remo qualche canzone portatrice di polemica. Non ho sentito quella di Iva Zanicchi, ma ormai mi tontona quella di Povia, sulla storia del povero Luca che era gay e ora sta con lei. Se è vero che nella musica ci si può ritrovare tutti, beh, gran pena mi è salita spontanea a tutti i piccoli Luca che verranno. Io da Sara mi subisco di continuo quel tormentone che sembra nono poter essere dimenticato in cui Venditti cantava che sarebbe arrivata la primavera e me ne sarei andata a scuola col pancione.
Un’ossessione. Un peso.
Le canzoni che contengono nomi propri dovrebbero essere come minimo belle e perfette. Altrimenti sarebbe bene contenessero il dovuto numero di informazioni supplementari. Caro Venditti e caro Povia, cari futuri emuli di costoro: la prossima volta che vi balena in testa la voglia di citare un nome proprio fate un test. Provate a chiedere a qualche portatore di quel nome se ci metterebbe mai il proprio codice fiscale sotto al titolo di una vostra così fatta canzone…
E come tutti i Luca spero che Povia non vinca Sanremo.
Di chi è il TFR?
Ecco qui l’uscita del momento della Mercagaglia. Tenere i TFR in azienda anzichè mandarlo all’INPS. Alle aziende serve liquidità e visto che nessuno pare ben disposto al credito… ci pensino i dipendenti! A rigor di “logica” (non mia) costoro dovrebbero irritarsi, i sindacati arrabbiarsi e un unico blocco lavoratori-media industria scagliarsi contro le banche e costringere il Governo a qualche provvedimento tipo (e qui le mie conoscenze economiche crollano) chiedere alla banca europea il taglio del costo del denaro e cose simili.
Presumibilmente forse solo la CGIL dirà qualcosa, i dipendenti magari non capiranno neppure di cosa si stia parlando (anche se non è detto visto che non tutti si sono lasciati fregare dai fondi di categoria…) e chissà, la Mercegaglia riuscirà ad ottenere i medesimi risultati. Soldi liquidi e a buon prezzo.
Ma perchè non sgrida mai invece i suoi compari per come hanno investito i fondi fino ad ora? Perchè queste industrie in crisi lo sono sempre per colpa di un “mondo in crisi”?
Ma forse facciamo parte di un altro pezzo di galassia…


