Archive for febbraio 4 , 2009
Telenovelas Rifondazione
Mi ero ripromessa di non raccontare nulla di quanto accade in Rifondazione. Ma siccome certe cose mi fan proprio arrabbiare ecco qualche appunto disordinato e rabbioso.
Come qualcuno ricorderà fui tra le sostenitrici del documento di Vendola all’ultimo congresso di partito. Poi si perse, si svuotarono vasi di amarezze e fastidi e come i giornali non han mancato di riportare un paio di settimane fa alcuni compagni han deciso di uscire dal partito (o meglio di non rinnovare la tessera del 2009). Io come la maggioranza della federazione pordenonese non ho condiviso questa scelta. Pur ritenendo che sto partito non va bene così perchè dovrei andare a creare qualcos’altro ammalato degli stessi mali? Oggi ho avuto una lunga telefonata con una compagna che ha cercato di spiegarmi che uscendo si fa l’unità della sinistra. Ma a me non sembra.
In questi giorni, mentre nel mondo reale succede di tutto (si veda anche banalmente la vicenda foibe del precedente post), c’è chi si sta incancrenendo sulla questione della legge elettorale per le Europee. Diciamocelo: è certo una questione importante, ma cosa pensa la sinistra da sola, raggruppata, sommata di fare? Rifondazione col suo fiero quasi 8% alle precedenti europee elesse 5 parlamentari europei. Ora, stando sul 2-3% cosa si potrà mai cavar fuori? Un eletto? Forse nessuno. L’unione, la frammentazione, il collasso… la verità è un’altra, sono tante altre le verità.
Non è morta Rifondazione perchè segretario è Ferrero (ma che non creda di salvarsi assieme a tutta la sua corte…), male stava già prima. Non è che fuori ci sia una bolgia di gente che non vede l’ora di dichiararsi di sinistra… mi preoccuperei se ci fossero e fossero fin’ora restati lì a non far nulla in attesa che un leader parli per loro!
E poi per fare?? Sarei curiosa di vedere cosa come ogni anima definisce la sinistra dentro codesto calderone. Sono abbastanza convinta che al di là delle parole fioccherebbero insulti, accuse… personalismi prodotti da anni di confronti fossilizzati sempre tra le solite persone. Magari poi riguardando la registrazione di se stessi si accorgerebbero di che cosa succede ascoltandoli alle persone normali, a quelli che fanno il lavoro sporco di distribuire volantini, di attaccare manifesti… a chi nella partecipazione ci crede e non concepisce la delega alla delega di decidere chi avrà la delega a governare un paese.
Forse sarebbe da organizzarsi un convegno così: fino a far morire di vergogna chi non si è neppure mai fatto un libretto di lavoro o non ha neppure una riga che non sia firmata PCI o Rifondazione o similari.
La passione per la politica è un’altra cosa. Guarda molto più in alto. Non getta il cuore oltre lo steccato (frase così di moda ultimamente), ma se lo tiene attaccato addosso. Mai lasciare il cuore senza testa e senza testa il cuore.
Iniziativa sulla questione foibe a Pordenone
Non di tutto quel che mi capita qui scrivo, ma di questo ora mi tocca.
Sto collaborando ad una serie di iniziative che un gruppo di ragazzi han deciso di mettere in piedi per il 25 aprile. Dentro questo calendario è stata proposta una serata sulla “questione foibe” che si terrà venerdì 6 febbraio (ore 20.45, Casa del Popolo di torre) in occasione della Giornata del Ricordo che dal 2005 (per iniziativa di Menia, noto fascista triestino già eletto in Parlamento) si celebra in Italia il 10 febbraio.
All’iniziativa interverranno Claudia Cernigoi, una giornalista-ricercatrice triestina e Sandi Volk, uno storico sloveno, che presenteranno gli atti di un convegno tenutosi l’anno scorso a Sesto San Giovanni.
Ebbene, la scorsa settimana l’evento è stato pubblicato su Facebook, libera iniziativa di uno dei ragazzi del gruppo (come libere sono e dovrebbero essere le notizie che girano in rete) che ha però avuto l’infelice idea di associare all’evento un’immagine inadeguata il cui senso è balzato subito agli occhi dei giovani di AN. Non hanno infatti mancato di scriverne sui giornali locali. Noi abbiamo difeso sugli stessi giornali l’iniziativa, facendo notare la non condivisione della cosa.
Sembrava finita lì. Invece sul Messaggero Veneto di oggi (4/02) si legge che i consiglieri comunali di AN a Pordenone hanno criticato i fondi alla cultura devoluti alla Casa del Popolo, la quale mette a disposizione solo la sala previo pagamento di un contributo da parte di chi la usa. Nessun soldo infatti è stato chiesto all’associazione Casa del Popolo, che dal comune, secondo quanto riportato dai giornali, riceve ogni anno poche centinaia di euro. Ovviamente l’interrogazione presentata da cotali consiglieri non si è domandata se vi fosse o meno una relazione tra i finanziamenti del Comune e l’iniziativa.
Quando gli spazi della politica vengono utilizzati a fini meramente strumentali vengono corrosi, rovinati nel loro valore. Quando la comunicazione si basa sul niente, su gesti accusatori che costringono alla difensiva e non su azioni costruttive e propositive, si dissolve a poco a poco il senso di democrazia.
Quando poche centinaia di euro vengono utilizzate come pulce nell’orecchio per sollevare polemiche sul nulla significa che una strategia è in atto e questi non sono altro che elementi di decoro, gesti buttati lì, momenti.
Si solleva la tensione, si aprono i dubbi, si distribuisce un po’ di paura… chissà magari chi ha organizzato questa cosa ci penserà un po’ prima di combinarne un’altra… chissà cosa sperano di ottenere facendo così.
Un altro bicchiere d’ignoranza e falsità versato sul mondo.
Ma forse è solo la lenta vendetta: le barricate del 1921 ancora infastidiscono la memoria fascista?
[In questo file (rassegna_stampa_09) si trovano gli articoli tratti dai giornali, i nostri, le repliche e il comunicato stampa originale... la stampa è stata così accorta che tanto nel Messaggero Veneto quanto nel Gazzettino ha storpiato i nomi...]

