Causa persa

Purtroppo è di questi giorni l’esito della causa intentata dal 5 cittadini pordenonesi e dal Comitato Via le bombe contro il Governo degli Stati Uniti per la presenza di atomiche nella base USAF di Aviano.

La Cassazione ha infatti evidenziato il difetto di giurisdizione e quindi un giudice italiano non può esprimersi sulla vicenda…

Qui un po’ di informazioni in più.

Non so se qualcuno abbia mai creduto veramente di vincere questa causa, certo è che sarebbe stato fondamentale e importante riuscire almeno ad aprire un dibattito all’interno del paese su queste questioni. Forse però non c’è nulla meno discutibile, oggi, dopo l’accordo sul nucelare raggiunto con la Francia. O forse non c’è nulla di meno necessario del discutere in sè per sè. Tutto pare deciso nel nulla, da questo al tentativo di sgretolare il diritto di sciopero.

Ma proprio il fatto che nè in Parlamento nè nel “paese reale” queste cose vengano seriamente dibattutte mi fa ben sperare: non basta una legge per formulare o abbattere un principio, e quindi se c’è ancora della lifa vitale che attraversa gli animi prima o poi si farà sentire.

O almeno spero.

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Pubblicato su Ambiente, Avvenimenti, friuli, Luoghi, partecipazione, Politica, Riflessioni, sicurezza
8 comments on “Causa persa
  1. faberex scrive:

    questa fantomatica linfa vitale dov’e’ ? in quale sentimento, ideale,partito,e’ rintracciabile? Stai facendo riferimento all’opposizione, o al comune senso del dovere di quel che rimane del popolo Italiano……….a cosa? ti giuro che non capisco.
    Vorrei tanto trovarne la radice,ne sai qualcosa tu?

  2. sarasx scrive:

    per linfa vitale intendo quel sentire per cui certe cose sono indispensabili e insostituibili… e questo non sta dentro le forze di uno o dell’altro partito e forse neppure in un senso del tutto comune. Se libertà e democrazia valgono ancora qualcosa, forse c’è un limite inferiore sotto cui non è possibile sendere e quando ci si avvicinerà ad esso dovrà per forza scaturire un qualcosa… E poi fossimo in 5, in 7, in 2 a credere che non tutto è perduto, beh, saremmo comunque un buon numero, perchè basta un angolino di muffa a marcir tutto il frutto…

  3. faberex scrive:

    ok ora mi e’ chiaro.Io credo poco o nulla nella democrazia,o olmeno credo che non e’ applicabile come organo direttivo ne per un popolo ne tantomeno per una nazione.
    Comunque mi trovo perfettamente concorde con la tua metafora della “muffa”.non importa la quantità dell’idea ma il perseverare in essa. Oddio comincio a darti ragione………mi devo preoccupare?
    Direi di no, ho leggiuchiato quà e la per i tuoi post , e devo dire ..
    che per quanto mi sento distante 1000 mondi dai toui pensieri
    (tieniti forte) c’e’ ……..SPESSORE !

    Ciao e buona serata.

  4. Massimo scrive:

    Visto che si parla di atomiche utilizzerò degli esempi bellici.
    Perdere una battaglia non significa perdere la guerra.
    Una guerra è costituita da un insieme di battaglie e
    la storia ci insegna che contro un nemico immensamente più potente , l’unica soluzione è la guerriglia di logoramento. Piccole azioni di disturbo intensivo,continuate nel tempo e miranti a causare il collasso dell’organizzatissimo apparato militare avversario, minandone la solidità delle fondamenta, tagliandone le radici che affondano nel territorio, stimolando, nel caso citato, la presa di coscienza collettiva del problema.
    Isolandolo dall’appoggio della popolazione o strappando la cappa di ignavia e ignoranza che circonda l’argomento.
    Attenzione che però in queste situazioni si profila un nemico secondario, troppo spesso sottovalutato, che non è la Cassazione con i suoi assurdi cavilli ma bensi’ il possibile scoramento derivante da una sconfitta iniziale.
    L’ illusione può essere l’anticamera della sconfitta, ma la disillusione è la prefazione della disfatta.

  5. sarasx scrive:

    @faberex: sarà forse la damocrazia il più o il meno perfettibile dei sistemi, ma visto che per arrivarci in molti ci han lasciato la pelle credo che tutelare l’una aiuti a sostenere la memoria per gli altri. Sapessimo fare di meglio sarebbe cosa buona, ma non sapendo ancora, credo, tocca contare su quel che abbiamo!

    E speriamo che lo scoramento non sia già in atto, anche se credo che i lunghi tempi passati ormai per arrivare a questo (la causa è partita nel 2006) abbiano fatto passare tanta di quell’acqua sotto i ponti… servirebbero affluenti nuovi a far girare le pale che mettono in moto nuovi processi di (desiderabile) trasformazione…

  6. faberex scrive:

    Hi Sara
    Capisco che la questione ” democrazia” meriterebbe una più profonda analisi anche da parte mia, ma non puoi avallorare la democrazia solo per il fatto che molti ci hanno lasciato la pelle (cit)
    Pur avendo il max rispetto per tutti coloro che hanno donato la loro vita per un’idea qualsiasi essa sia,mi sembra artificioso e anche pericoloso il tuo dire. Se dovessimo giustificare la presenza sul numero dei morti,ci sono altri sistemi che se non altro per “diritto matematico”potrebbero rivendicarne l’Imprimatur.L’URSS ad esempio ha avuto circa 20 milioni di morti nel secondo conflitto e non certo per portare la democrazia ,paradossalmnete perfino i due stati nazifascisti ne hanno avuto ben più di questa repub. da due soldi, il cristianesimo anche ,e se per questo anche i suoi perseguitati, ma probabilmente mi e’ sfuggito qualcosa dalla tua analisi……se ti va ne parliamo ancora.

    sera finisco qui di tediarti, a tutto c’e’ un limite scusami.

  7. sarasx scrive:

    Il fatto è che l’”averci lasciato la pelle” significa o no qualcosa? Significa, a mio avviso, che era qualcosa a cui ambiva o andava bene a gran parte del paese. stava dentro il concetto di senso comune.
    Quale senso comune c’è oggi che vada la pena di difendere?

  8. faberex scrive:

    il fatto che uno ci lasci la pelle non significa per nulla che esiste un sentimento comune,significa solamnete che ha fatto una scelta (che tra l’altro stimo) per una determinata idea o meglio ancora ideale. Era talmente grande questo concetto comune ,che gl’italiani si accorsero d’essere del tutto antifascisti solo il 25 aprile, e a volte cambiando solamente il colore del fazzoletto che avevano al collo. Vogliamo parlare del referedum monarchia-repubblica ?
    qui era lampante il sentimento comune vero? Adesso non vorrei essere scambiato per colui che difende il vecchio regime ,ti basta leggere il il blog per sincerartene.Era solo per fare una precisazione sulla tua risposta.Concludo dicendoti di fare un giro a Gaza o di volgere lo sguardo fuori dal mondo occidentale per sapere quale senso comune vale ancora la pena di difendere………sai potrebbe capitare anche a noi bei borghesetti pasciuti qualcosa di estremamente spiacevole

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