Archive for febbraio, 2009

Soru e Veltroni

Essendo stata colpita improvvisamente da un devastante virus del momento, non ho avuto modo di leggere in maniera diretta i risultati delle elezioni sarde. Non solo, non ho potuto neppure averne notizia dalle tv. Quindi so un po’ quel che in internet si trova e dalle telefonate degli amici, credo, purtroppo, senza errore.

Soru ha perso le elezioni in Sardegna, con un margine di distacco non da poco, Veltroni lascia l’incarico da segretario del PD. Si sa che le elezioni regionali raccontano di un popolo più che di una nazione, ma da friulana non posso non riconoscere dei legami tra quanto accaduto in sardegna e quanto accaduto l’anno scorso in Friuli. Due presidenti della regione provenienti entrambi da tradizione imprenditoriale più che politica falcidiati dal centro destra.

Solo dal centro destra? Nel caso di Soru verrebbe da dire di no. Fu a causa di frizioni dentro lo stesso PD che si dimise. E quindi che qualcuno avrebbe tradito già lo si poteva intuire. E nel caso di Illy? Beh, non si può certo dire che vi fosse un centro sinistra diffusamente forte nei nostri territori. Non c’era prima ed è palese non ci sia neppure ora. E quindi la vittoria di Illy rappresentava di certo un sostegno anche di altri al suo progetto politico.

I risultati sardi però si traducono anche in qualcosa di molto più grave: le dimissioni di Veltroni. E allora mi chiedo se tutte le dinamiche che agli esterni sono solo parzialmente chiare (poichè i panni ogniuno li lava in casa propria) sono invece limpide alla base sostenitrice del PD, a coloro che per la prima volta hanno deciso di dedicarsi alla politica, fondando i circoli, etc etc. A tutti costoro cosa vien voglia di fare, adesso?

Se non c’è partecipazione muore la democrazia. Che qualcuno abbia già gli annunci pronti per il funerale?

febbraio 18 , 2009 at 1:22 pm Lascia un commento

L’Italia degli stupri

E alla fine l’Italia proprio pare volersi impegnare a farsi eleggere paese degli stupri dell’anno. All’improvviso pare che non vi sia più di che stare tranquille: la violenza attenzione ragazze, sta dietro l’angolo!

Per l’ennesima volta si fa del corpo della donna materiale giocattolo. Qual è la vera emergenza violenza? Quella che da che mondo e mondo le donne subiscono sempre con la stessa frequenza, ma che va di moda a seconda del momento, o quella che dall’alto la Politica agisce in forma collettiva e largamente diffusa agendo in maniera bieca sulla libertà? La vera castrazione in fondo non è forse questa? Quella che a son di gridare al pericolo svende la paura dentro ogni singola persona?

Dicono i giornali che le bombolette spray da spruzzare negli occhi hanno avuto un picco nelle vendite… più del 40% nell’ultimo mese.

Non è forse questo segnale della paura gratuita distribuita tra la gente? Intanto le violenze continuano e non serviranno nè provvedimenti più ferrei (ma chissà come mai in piena crisi tutta sta urgenza, improvvisamente…) nè i soldati nelle strade. Perchè dentro le mura segrete delle case tutto continua a succedere senza che nessuno ricordi la frequenza e il peso di questi avvenimenti. Già, è vero: “tra moglie e marito mai mettere dito”…

Guai a discutere la cultura italiana.

febbraio 16 , 2009 at 11:07 pm 2 commenti

Il leone del deserto

leone_del_desertoVenerdì sera è stato proiettato a Montereale Valcellina il film “Il leone nel deserto” di Moustapha Akkad. E’ il primo di tre film che abbiamo deciso di proiettare all’interno del Cineforum antifascista messo in piedi come Comitato per il 25 aprile. serata riuscitissima. C’erano una cinquantina di persone. Contate, mica proselitismo.

“Il leone nel deserto” è un film del 1981, cast d’attori noti, eppure in Italia non è mai uscito nelle sale. Non è stato neppure doppiato e infatti la versione che abbiamo visto noi era sottotitolata in maniera anche un po’ imprecisa.

E tutto questo perchè? Perchè vi si racconta della guerra coloniale condotta dal fascismo in Libia. Dei campi di concentramento costruiti in mezzo al deserto per sedare un popolo “ribelle” ai voleri del governo italiano. Dei crimini commessi verso la popolazione per i quali mai nessuo è stato giudicato colpevole. Non è certo un caso se Gheddafi oggi può ancora pretendere dall’Italia risarcimenti economici per quanto accaduto durante la guerra coloniale!

Eppure chi in Italia sa? Chi in Italia conosce?

Venerdì 27 febbraio alle ore 20.45 proietteremo in Casa del Popolo a Torre (PN) un documentario, “The Gonars memorial” sul campo di concentramento di Gonars, un paesino in provincia di Gorizia la cui storia è rimasta ignorata per tanto tanto tempo e forse lo è ancora per la maggior parte degli italiani.

Perchè seppure l’Italia sia nata dalle lotte antifasciste mi rendo sempre più conto che il fascismo di allora non venne estirpato del tutto. Passò di testa in testa, di generazione in generazione, e mi auguro che adesso nessun bambino impari più dalla propria maestra che Mussolini fece le bonifiche e che queste aiutarono l’economia del paese, che l’autarchia fece il bene dell’Italia e che le leggi razziali furono imposte da Hitler. Perchè non è di parte dire che questo non è vero, parlano le carte, parlano i dati, ma fino agli anni ’80 la storia delle scuole elementari era questa…

Così che con uno sberleffo la politica di quegli anni, lo stile, l’anda, si permettono di ritornare. Basterà forse che qualcuno prema un bottone e qualche segnale radio comincerà a propagarsi. Verso quei microcontrollori che vorrei credere arrugginiti, che ci impiantarono in testa quando meno lo abbiamo creduto possibile.

Beh, forse è fantascienza. Ma mi dicevano fosse fantascienza che l’Italia potesse partecipare ad altre guerre dopo la seconda guerra mondiale. Ma poi anche dentro i nostri confini arrivarono i proiettili dalla Jugoslavia non ancora ex. Tremarono per notti intere i vetri delle nostre finestre al rombo degli aerei americani che dalle nostre terra partivano a bombardare l’Iraq. Soldati italiani stanno tutt’ora in Kossovo. Soldati italiani sono morti in Iraq. Soldati italiani stanno in Afghanistan.

“Ma non dovete avere paura bambini: l’Italia ripudia la Guerra.”

febbraio 15 , 2009 at 3:42 pm 2 commenti

L’estradizione a Battisti

Il Brasile continua a negare l’estradizione a Cesare Battisti.

E l’Italia si divide neppure tanto tra chi dice che è ben fatto e chi dice Lula sta compiendo un atto gravissimo.

Io mi stavo facendo mille ragionamenti sul perchè il Brasile tenga questo comportamento quando ho saputo da un mio collega brasiliano che il Brasile ritiene di avere ottime ragioni per aver dato a Battisti lo status di rifugiato: solo che di queste ragioni, che sono state scritte dal governo brasiliano e inviate al nostro, nei nostri giornali non è comparsa neppure mezza riga (o me le sono perse).

Da quanto mi è stato raccontato, quel che si dice da quelle parti è che l’Italia non è in grado di garantire a quest’uomo un trattamento nel rispetto dei diritti umani perchè negli ultimi anni questi in Italia sono stati violati troppe volte: dal caso del rapimento di Abu Omar, al modo in cui sono trattati gli immigrati. In fondo il rapporto di Amnesty International dell’anno scorso parla chiaro!

Eppure guai a guardarci per come gli altri ci guardano… Guai a concepire altri goveri capaci di giudicarci. Guai a pensare che in fondo nonostante il nostro apparente benessere siamo molto più imperfetti di altri.

Lo ha detto anche la Corte dei Conti: l’italia sta tra i paesi che sperperano, che convivono con la corruzione, che speculano sul denaro pubblico. Sta coi peggiori, ovvio.

Avremmo bisogno di occhiali nuovi e nuovi sistemi per saperci guardare dall’alto e capire meglio…

febbraio 11 , 2009 at 10:19 pm 2 commenti

Com’è andata la serata

pubblico2La serata di venerdì 6 febbraio sul tema delle foibe è andata decisamente bene. In sala c’erano poco più di 80 persone, contate e non pubblicitarie . Moltissime di queste persone erano sconosciute, giovani venuti in ascolto, amici degli altri ragazzi organizzatori… Insomma un bel segnale per il nostro territorio.

Anche la discussione si è rivelata interessante, ci sono stati anche degli interventi che hanno un po’ stimolato la riflessione e la discussione. La riflessione perlomeno mia, ovvio.

Infatti è chiaro che su questi temi per troppo tempo non c’è stata ricerca nè attenzione alla verità. In fondo cosa c’è di veritiero, certo sicuro, nella storia italiana degli ultimi 60 anni?

Il risultato è che i primi a sparare i numeri e a raccontare i fatti sembrano più legittimati di altri, in questo caso per anni è apparsa come verità inconfutabile la storia raccontata dal centrodestra. Così che oggi chi racconta i fatti a partire da altre fonti è accusato di negazionismo. Per affrontare la verità storica è necessario essere disposti alla verità. E io non credo vi sia un condiviso obiettivo di farlo.

Troppo comodo gestirsi le scolaresche in assemblee dedicate al tema (si fa forse lo stesso il 2 giugno per parlare della Costituzione? O ancora: non è che per caso tutta questa mobilitazione nelle scuole per il 10 febbraio succede solo nei territori provinciali amministrati dal centro destra?), invitando chi si ritiene idoneo all’educazione collettiva.

La cosa che più mi addolora è che un’iniziativa pubblica sia stata strumentalizzata per attaccare la Casa del Popolo. Infatti dopo le polemiche suscitate nei giorni precedenti, sabato vi è stata un’ulteriore polemica sollevata da Ciriani e Menia, che addirittura hanno organizzato una conferenza stampa per lanciare il proprio attacco.

Questa è la prova che essere mediamente giovani e rampanti rispetto ad altri esempi di classe politica, saper vestire elegantemente e occupare gli alti scrigni del potere come un sottosegretariato e la presidenza della provincia non è cosa sufficiente a dimostrare la propria serietà politica, non basta a tenere il dibattito al di sopra della falsa logica dello scontro obbligato. Se persone di tale rilievo si abbassano alla volgarità beh, non c’è di che vergognarsi ad esserne rappresentati.

Chissà che venga il giorno in cui finalmente si capisca che l’abito non fa il monaco…

Ecco il nostro comunicato a seguito degli attacchi gratuiti di Menia e Ciriani

Dal Messaggero Veneto dell’8/02/09

«An vuole imporre la sua verità anche con Pn pensa»

(more…)

febbraio 9 , 2009 at 4:14 pm 3 commenti

Telenovelas Rifondazione

Mi ero ripromessa di non raccontare nulla di quanto accade in Rifondazione. Ma siccome certe cose mi fan proprio arrabbiare ecco qualche appunto disordinato e rabbioso.

Come qualcuno ricorderà fui tra le sostenitrici del documento di Vendola all’ultimo congresso di partito. Poi si perse, si svuotarono vasi di amarezze e fastidi e come i giornali non han mancato di riportare un paio di settimane fa alcuni compagni han deciso di uscire dal partito (o meglio di non rinnovare la tessera del 2009). Io come la maggioranza della federazione pordenonese non ho condiviso questa scelta. Pur ritenendo che sto partito non va bene così perchè dovrei andare a creare qualcos’altro ammalato degli stessi mali? Oggi ho avuto una lunga telefonata con una compagna che ha cercato di spiegarmi che uscendo si fa l’unità della sinistra. Ma a me non sembra.

In questi giorni, mentre nel mondo reale succede di tutto (si veda anche banalmente la vicenda foibe del precedente post), c’è chi si sta incancrenendo sulla questione della legge elettorale per le Europee. Diciamocelo: è certo una questione importante, ma cosa pensa la sinistra da sola, raggruppata, sommata di fare? Rifondazione col suo fiero quasi 8% alle precedenti europee elesse 5 parlamentari europei. Ora, stando sul 2-3% cosa si potrà mai cavar fuori? Un eletto? Forse nessuno. L’unione, la frammentazione, il collasso… la verità è un’altra, sono tante altre le verità.

Non è morta Rifondazione perchè segretario è Ferrero (ma che non creda di salvarsi assieme a tutta la sua corte…), male stava già prima. Non è che fuori ci sia una bolgia di gente che non vede l’ora di dichiararsi di sinistra… mi preoccuperei se ci fossero e fossero fin’ora restati lì a non far nulla in attesa che un leader parli per loro!

E poi per fare?? Sarei curiosa di vedere cosa come ogni anima definisce la sinistra dentro codesto calderone. Sono abbastanza convinta che al di là delle parole fioccherebbero insulti, accuse… personalismi prodotti da anni di confronti fossilizzati sempre tra le solite persone. Magari poi riguardando la registrazione di se stessi si accorgerebbero di che cosa succede ascoltandoli alle persone normali, a quelli che fanno il lavoro sporco di distribuire volantini, di attaccare manifesti… a chi nella partecipazione ci crede e non concepisce la delega alla delega di decidere chi avrà la delega a governare un paese.

Forse sarebbe da organizzarsi un convegno così: fino a far morire di vergogna chi non si è neppure mai fatto un libretto di lavoro o non ha neppure una riga che non sia firmata PCI o Rifondazione o similari.

La passione per la politica è un’altra cosa. Guarda molto più in alto. Non getta il cuore oltre lo steccato (frase così di moda ultimamente), ma se lo tiene attaccato addosso. Mai lasciare il cuore senza testa e senza testa il cuore.

febbraio 4 , 2009 at 10:08 pm 3 commenti

Iniziativa sulla questione foibe a Pordenone

Non di tutto quel che mi capita qui scrivo, ma di questo ora mi tocca.

Sto collaborando ad una serie di iniziative che un gruppo di ragazzi han deciso di mettere in piedi per il 25 aprile. Dentro questo calendario è stata proposta una serata sulla “questione foibe” che si terrà venerdì 6 febbraio (ore 20.45, Casa del Popolo di torre) in occasione della Giornata del Ricordo che dal 2005 (per iniziativa di Menia, noto fascista triestino già eletto in Parlamento) si celebra in Italia il 10 febbraio.

All’iniziativa interverranno Claudia Cernigoi, una giornalista-ricercatrice triestina e Sandi Volk, uno storico sloveno, che presenteranno gli atti di un convegno tenutosi l’anno scorso a Sesto San Giovanni.

Ebbene, la scorsa settimana l’evento è stato pubblicato su Facebook, libera iniziativa di uno dei ragazzi del gruppo (come libere sono e dovrebbero essere le notizie che girano in rete) che ha però avuto l’infelice idea di associare all’evento un’immagine inadeguata il cui senso è balzato subito agli occhi dei giovani di AN. Non hanno infatti mancato di scriverne sui giornali locali. Noi abbiamo difeso sugli stessi giornali l’iniziativa, facendo notare la non condivisione della cosa.

Sembrava finita lì. Invece sul Messaggero Veneto di oggi (4/02) si legge che i consiglieri comunali di AN a Pordenone hanno criticato i fondi alla cultura devoluti alla Casa del Popolo, la quale mette a disposizione solo la sala previo pagamento di un contributo da parte di chi la usa. Nessun soldo infatti è stato chiesto all’associazione Casa del Popolo, che dal comune, secondo quanto riportato dai giornali, riceve ogni anno poche centinaia di euro. Ovviamente l’interrogazione presentata da cotali consiglieri non si è domandata se vi fosse o meno una relazione tra i finanziamenti del Comune e l’iniziativa.

Quando gli spazi della politica vengono utilizzati a fini meramente strumentali vengono corrosi, rovinati nel loro valore. Quando la comunicazione si basa sul niente, su gesti accusatori che costringono alla difensiva e non su azioni costruttive e propositive, si dissolve a poco a poco il senso di democrazia.

Quando poche centinaia di euro vengono utilizzate come pulce nell’orecchio per sollevare polemiche sul nulla significa che una strategia è in atto e questi non sono altro che elementi di decoro, gesti buttati lì, momenti.

Si solleva la tensione, si aprono i dubbi, si distribuisce un po’ di paura… chissà magari chi ha organizzato questa cosa ci penserà un po’ prima di combinarne un’altra… chissà cosa sperano di ottenere facendo così.

Un altro bicchiere d’ignoranza e falsità versato sul mondo.

Ma forse è solo la lenta vendetta: le barricate del 1921 ancora infastidiscono la memoria fascista?

[In questo file (rassegna_stampa_09) si trovano gli articoli tratti dai giornali, i nostri, le repliche e il comunicato stampa originale... la stampa è stata così accorta che tanto nel Messaggero Veneto quanto nel Gazzettino ha storpiato i nomi...]

febbraio 4 , 2009 at 9:36 pm 1 commento

10.000

Da fine marzo 2008 ad oggi questo blog ha raggiunto le 10.000 visite! se son tante o no non saprei dire, certo è un numero affascinante, mi ricorda una banconota in lire che trovai da bambina sotto un albero e un altro bambino mi convinse che era sua e l’aveva persa…

Tal bambino all’epoca aveva 8 anni. Oggi fa il commercialista.

febbraio 3 , 2009 at 10:14 pm 1 commento

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