Archive for maggio, 2009

Torneo Antirazzista edizione 2009

passaggioAncora non so chi abbia vinto, ma oggi si è concluso il torneo antirazzista edizione 2009 a Villanova di Pordenone.

Al torneo partecipano ogni anno un sacco di squadre: dalla squadra del Circolo Arci di Montereale Valcellina, al gruppo dei Peruviani, dei Turchi, degli Albanesi… Io di calcio non ci capisco un granchè, però è un’occasione d’incontro interessante per vedere quel calcio di cui tanto ha scritto Pasolini.

Più riguardo a Volevamo essere i tupamaros e altri racconti di palloneDurante le tre giornate del torneo c’è stata la presentazione del libro “Volevamo essere i Tupamaros”, racconti scritti da Paolo Patui, alla presenza dell’autore intervistato da Pierpaolo Simonato, un giornalista sportivo del Gazzettino di Pordenone (tra l’altro in questa occasione ha confermato l’opinione che mi stavo formando su di lui, ossia che è proprio un bravo giornalista). Che dire, la presentazione è stata così piacevole che non ho resistito e un nuovo libro occupa la mia scrivania.

locandinaSabato sera hanno suonato gli Arbe Garbe, storico e allegro gruppo friulano e son state cucinate salsiccie, paste e alte leccornie.

E nella giornata di oggi era presente Luther Blissett, un ex giocatore di cui non conoscevo l’esistenza, del quale mi hanno raccontato la storia da cui deriva l’ononimo nome che si presero gli autori di Q.

saraTutto questo mentre a Pordenone la Lega insiste per chiudere il presidio medico gestito dalla Caritas in collaborazione con l’Azienda Sanitaria dove si curavano fino ad ora gli immigrati senza permesso di soggiorno. Eppure giornate come queste dimostrano che esiste un altro modo di costruire relazioni, altri terreni su cui risolvere gli scontri, altre maniere per continuare a convivere nello stesso territorio. Esiste un altro modo d’essere di questa città che a tanti brutali insulti preferisce il sorriso.

maggio 31 , 2009 at 6:40 pm 2 commenti

Crisi e decrescita

CIMG3676Venerdì scorso a San Vito ad un’iniziativa organizzata da Rifondazione per la campagna elettorale delle provinciali si è parlato di crisi e decrescita. C’erano Giorgio Zanin, candidato alla presidenza della provincia di Pordenone, Riccardo Segatti, candidato nella circoscrizione di san Vito per Rifondazione e Paolo Cacciari, che scrive per Carta e da anni si occupa di questi temi.
Di decrescita a Pordenone si parla da anni, varie sono le realtà che si stanno muovendo, dai ragazzi che provano a fare il villaggio ecologico a Torrate, ai gruppi d’acquisto solidale (Gas) sorti in varie realtà, alle Feste della Decrescita organizzate negli scorsi anni.

La serata è stata molto partecipata e sono emersi vari aspetti generali che richiedono l’impegno a livello locale a più livelli, tra i quali l’impegno delle amministrazioni locali al sostegno di quei progetti che cercano di speriementare approcci economici diversi, dove s’interseca il tema del biologico con quello della solidarietà tra le persone, la condivisione di risorse e conoscenze.

Ma uno degli aspetti e degli interrogativi che ha colto più di qualcuno in sala è stato: se è vero che il sistema che noi meglio conosciamo, quello capitalistico, è in crisi, se è vero che un altro modello, quello socialista, non ha portato i risultati voluti, quali altri modelli esistono che al livello economico-politico-sociale siano effettivamente capaci di trasformare lo stato di cose e siano capaci di autosostenersi? Questa domanda a tutti gli effetti non ha avuto una vera e propria risposta. E, a mio modesto parere, la ragione è che il capitalismo non è affatto finito e la crisi segna soltanto un momento di passaggio, di trasformazione di modo, ma non di senso.CIMG3677 Verranno le multinazionali del sole e dell’aria a sostituire quelle del petrolio, verranno le multinazionali che sfruttano la conoscenza anczichè l’aria e l’acqua, cambieranno i beni prodotti, muteranno i bisogni, ma non si arresterà la politica mondiale. Se vi fosse veramente una crisi di pensiero economico in atto questa investirebbe in maniera ineludibile il pensiero sociale e politico. Invece ancora così non è. Forme di democrazia meno democratiche si stanno affermando, si sta modificando il concetto di diritto (vedi la sanzione di Amnesty International all’Italia per i rimpatri degli immigrati), ma questo non sta avvenendo in maniera frettolosa e repentina. Accade un passo alla volta, un passo alla volta con la trasformazione delle cose. E non è essere pessimisti provare a condire di realismo la lettura dei fatti…

maggio 31 , 2009 at 5:44 pm Lascia un commento

Paolo Cacciari a San Vito

Questa sera (venerdì 29 maggio) c’è Paolo Cacciari a San Vito al Tagliamento, ore 20.45 presso la Sala Consiliare di Palazzo Rota per un’iniziativa dal titolo: “Come uscire dalla crisi e perchè sempre noi dobbiamo pagarne le conseguenze?”. Si parlerà di crisi della globalizzazione e di decrescita. E ad introdurre sarà Riccardo Segatti, candidato di Rifondazione alle provinciali per il comune di San Vito.

maggio 29 , 2009 at 12:41 pm Lascia un commento

Su la testa …:)

maggio 29 , 2009 at 9:02 am Lascia un commento

Come si attacca un manifesto elettorale

Guida basata sull’esperienza di una notte.

Prima di tutto è necessario farsi una copia dei fax mandati dai comuni (dietro richiesta scritta) sulla propaganda diretta e indiretta. Visto che quest’anno ci sono due elezioni ci siamo presi sia quelli per la propaganda diretta e indiretta delle Europee che quelli delle provinciali.

Poi è necessario avere i manifesti, un secchio, un bastone, acqua e colla da parati, un pennello. O una scopa. La colla appena fatta appare come una sostanza liquida e inadatta allo scopo, ma dopo mezz’ora ecco che si trasforma in qualcosa di viscidoso stile fantasmini di Gosthbuster. Vedrete allora come appiccica!

Serve poi una macchina per girare tutte le viuzze dove ci sono gli spazi. E via con l’attaccare!! E’ meglio, se non si è molto esperti, che uno stenda la colla e un altro appiccichi il tutto. Si consiglia poi un’ulteriore passata di colla sopra il manifesti appesi. Tanto per sicurezza. Ogni tanto qualcuno ha attaccato sugli spazi sbagliati e volendo lo si potrebbe pure far notare ai vigili. Ma a che pro? Basta riappicicare sopra e bon.

Porre attenzione ai giovinastri nelle vicinanze dei cartelloni: potrebbero non mancare di iniziare a riempire l’aria di schiamazzi al vedersi attaccare un manifesto che umilmente e convintamente dice: Vota Rifondazione.

maggio 29 , 2009 at 8:15 am 3 commenti

Per ricordare

Mi hanno chiesto di scrivere qualcosa sulla mia esperienza in Abruzzo e il risultato è questo.

maggio 28 , 2009 at 8:16 am Lascia un commento

Santino!

CIMG3672Ieri sera ho ritirato le mie cartoline elettorali. I così detti santini in vista delle elezioni provinciali. Inevitabilmente hanno sbagliato il mio cognome! Ma, come già ho raccontato, non è una novità. Accade dall’inizio della sua esistenza.

Poi ho guardato la foto e certo non ho fatto proprio nulla per nascondere gli occhi stanchi dalla giornata di lavoro. Non ho fatto nulla neppure per mutare il look, perchè il tempo a mia disposizione era veramente poco. Così che qualcuno potrebbe ben poco sentirsi attratto dal votare a son dell’immagine.

Però… però allo stesso tempo oggi ho visto tanta pubblicità elettorale. E certo, non sarò una velina, ma almeno ho dalla mia di aver fatto una scelta fuori dal tempo e dalla moda, di impegnarmi in un partito politico, di tornare la sera con le mani sporche di ciclostile e spesso la testa piena di parole e di essere oggi candidata perchè un po’ d’impegno sempre l’ho impiegato dentro questo percorso, sempre ci ho creduto che stare e partecipare, arrabbiarsi e arrovellarsi, impegnarsi senza delegare e poi solo lamentarsi fosse fondamentale per mantenere in piedi un pochino l’Italia.

Certo è una campagna elettorale un po’ strana questa. Devo ancora riprendermi un poco dalla settimana a Tempera. Il cuore si è stretto oggi al lavoro quando mi chiedevano delle mie “ferie”. E tutto mi sembrava così banale rispetto al laggiù che c’era…

maggio 26 , 2009 at 10:07 pm 1 commento

Tempera

Insomma son tornata. Quante cose porto a casa? E cosa lascio?

tendeC’è che Tempera non si legge come la tempera dei colori, ma l’accento deve cadere sulla seconda e. C’è che L’Aquila non l’ho vista, ma ho attraversato tanti paesi grossissimi che la circondano e ne sono frazioni: Paganica, Tempera, Camarda. C’è che i giornali del terremoto non parlano più, quasi fosse tutto risolto, invece di risolto non c’è proprio nulla e la genete vive tra scossette continue dentro tende che uccidono dal caldo e costringono ad alzarsi preso la mattina e ad andare a caccia di ombra che non c’è dentro campi dal terreno fatto di ghiaia e pietre che bruciano. C’è che la gente è stanca, accaldata, esausta e nervosa, vorrebbe avere certezze, vorrebbe avere una casa, vorrebbe fare i conti e sapere di cavarsene fuori al più presto, vorrebbe avere qualcosa che è rimasto tra le pareti spaccate e le stanze inagibili.

Io non so cosa lascia una guerra, ma quando siamo arrivati una settimana fa, non so, non è facile da raccontare cosa sia, tutta quella polizia, carabinieri, esercito, vigili del fuoco, protezione civile e campi di tende blu che ritrovi ogni pochi chilometri e case crepate, che cedono ormai di millimetri ogni giorno, mobili distrutti, averi cancellati, storie che ogni tanto ti vengono riportate come un dono. Perchè il racconto di quella notte ha tante storie, tanti volti, tanti bambini che hanno paura di ritornare a casa, tanti vivi per miracolo, tanti dolori.la_mensa

Ecco, è stata anche una settimana di tanto lavoro, colazioni da preparare per le 6 del mattino, tavoli da purlire, pranzi e cene da distribuire, ma alla fine anche di sorrisi e di dispiaceri e di “torna presto” così che alla fine l’Abruzzo, ah, l’Abruzzo…

maggio 25 , 2009 at 2:12 pm Lascia un commento

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