Archive for giugno 16 , 2009

Temporale

Il vento muove le foglie, raccoglie la polvere e parla lui solo. I fulmini stanno all’orizzonte e fanno luce là, a mostrar i profili delle montagne.

“Tanto è di là” Di là oltre le montagne. Mi viene istintivo pensare che tanto non c’è niente di là, per un po’.

Poi è Austria.

Ma la geografia del mio istinto sono ricordi della mia infanzia, di là ci sono altri paesi, chissà che non anneghino per la pioggia. Oltre il Piancavallo non è proprio Austria, però mi ricordo che da piccola, dalla pianura, gli occhi arrivavano solo fino a lì. Fino a vedere il Piancavallo e poi a chiedere: “E dopo?” Cosa c’era dopo? “Altre montagne”. E dopo? “Dopo c’è l’Austria”.

L’Austria poi l’ho raggiunta passando per la Slovenia. Basta un’ora di macchina e sei di là, in Slovenia. Basta un poco di più e sei ancora più in là, in Croazia. Basta stare fermo e sei a casa.

Così in questa sera di temporale, un momento prima di andare a dormire, mi viene da pensare, così, da appuntare in fretta, che i confini segnano un territorio, lo determinano, e che qualcosa conta questo nel parlare di uno spazio, nel formare i pensieri di chi lo abita, e non è poi così indifferente la maniera di percepire la propria dimensione di chi dice: ecco da questa parte c’è il mio mare e di chi dice “ecco arrivo fino a lì. E poi è Austria.”

Ma poi non so quale sia la differenza, perchè non conosco entrambi i sentire, e forse è solo un’impressione, forse la ricerca, a mo’ di azzardo, ma da qualche parte bisogna pur partire, nel trovar la differenza, del perchè il sud non risponde come il nord di un’infinita paura dell’altro, di un così strano bisogno di chiamare ogni dialetto lingua, ogni gesto tradizione, ogni cortile casa.

giugno 16 , 2009 at 10:18 pm Lascia un commento

Ricordando Berlinguer

In questi giorni c’è stato un grande ricordare Enrico Berlinguer in occasione dell’anniversario della sua scomparsa. Io tante volte ne ho sentito dare valutazioni di ogni sorta, sulle scelte che portato avanti, su quello che ha detto e fatto. E spesso ho letto sue parole che non sempre sono state a me chiare. Allora in questi giorni ne ho rilette, stimolata da questo post.

Così, forse perchè ho cominciato a comprendere meglio certe dinamiche e certe questioni, forse perchè ho visto coi miei occhi certi comportamenti, queste parole hanno una loro certa attualità. Nessun uomo è santo, nessuno è perfetto, e non mi piace la mitizzazione che spesso si conduce verso taluni. Però allo stesso modo credo che oggi ci vorrebbe almeno qualcuno capace di raccogliere il raccoglibile, riunire il possibile, pulire il fattibile. Per ricominciare un po’ a pensare dentro a questo nostro Paese. Tanto per cominciare ad uscire dalla crisi…

Tanto per cominciare a rendersi conto che a qualcuno che prenderà in mano le nostre parole tra 30 anni dovremmo lasciare qualcosa su cui dire “erano altri tempi, ma sono cose ancora così attuali…”.

giugno 16 , 2009 at 1:47 pm Lascia un commento


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