Archive for giugno 21 , 2009
La Cina e la Censura
Ennesimo atto di censura da parte del governo cinese: ha richiesto a Google di bloccare l’accesso ai siti esteri. Un tempo affermazioni di questo tipo mi indignavano, ma dovpo aver vissuto per un anno con una cinese in Italia per studio da 2 anni mi sono resa conto che è un’indignazione senza senso. Ho passato giorni a chiederle opinioni sulla questione della censura portata avanti da Google e Yahoo a proposito dei siti a contenuto politico senza riuscire proprio a farmi capire. E si che lei stava attaccata ad internet circa 20 ore al giorno! E non era sciocca. Così alla fine ho scoperto, cosa poi confermatami da alcuni esperti di cultura cinese, che lì non esiste proprio il concetto di censura. Non era colpa dei nostri vocabolari se non riuscivamo a capirci! Ciò che per noi è censura per loro non è niente di comprensibile. E pensare che studiava giurisprudenza… Grazie tante che aveva grossi problemi a comprendere l’impianto delle leggi italiane.
Comunque poi per lei il “possibile cattivo mal funzionamento di Google” era una questione del tutto marginale. In Cina usare Google è da sfigati, per esere di tendenza bisogna usare Baidu! Che guardate un po’ a cosa assomiglia?…
Cena multietnica
Ieri sera a Pordenone presso la Comunità Missionaria di Villaregia c’è stata la tradizionale cena multietnica alla quale da un po’ di anni mi invita sempre la mia mamma
. Il luogo è veramente molto molto grande e a quest’evento vi partecipano sempre qualche centinaio di persone. Vi si possono trovare cibarie varie suddivise per i vari continenti d’origine: Asia, America, Africa e Europa. Ogni anno raccolgono fondi per qualche loro missione in giro per il mondo e accompagnano la serata con un tema, quest’anno era l’acqua.
La cosa più divertente è sempre trovare le faccie incredule di chi ti vede in un posto del genere e conosce la tua posizione politica. Eppure, visto che non mi si richiede di condurre nessuna preghiera di sorta, ogni anno ho l’occasione per sentirmi meno fuori posto di altri. Negli anni della bandiera della pace esposta sui balconi questi missionari avevano richiamato il banner nel loro sito. Così come ieri sera parlavano di acqua in maniera molto ragionata e critica, avevano preparato tanti bigliettini messi sui tavoli che parlavano dello spreco dell’acqua, dell’uso dell’acqua minerale, del giro d’affari delle multinazionali che le producono.
Certo non tutti i loro fedeli comprendono queste cose e le perseguono poi nella vita di ogni giorno. Ci puoi trovare infatti quello stesso tuo amico di vecchia data che ti deride ogni volta che sa che vai a protestare per una guerra. Eppure poi c’è chi si sente portatore del vestito più pulito e punta il dito. E allo stesso modo c’è dall’altra parte chi si sente unico legittimo portatore di certe “verità”, e a sua volta non perde occasione di puntare il dito.
Dita che si puntano da una parte e dell’altra: eppure è tempo di comunità capaci di parlarsi dirigendo lo sguardo verso obbiettivi comuni, mettendo a comune parole che non offendano e non imbarazzino. Forse così, non pretendendo di ottenere il quadro perfetto, si comincerebbe magari sul serio a rendere “pensiero comune” la tutela delle nostre acque senza bisogno di aumentare la quantità di plastica nei nostri bidoni.
Tanto per cominciare.

