Archive for settembre, 2009
Liberar casa
Liberar casa è un’attività assai faticosa. Non tanto per il trasloco che ancora non ho cominciato e sarà semplice in quanto piccolo, ma quanto trovar qualcuno a cui appioppar la mia stanza. S’incontra un mondo molto molto vario: oggi un signore napoletano mi chiedeva con grande diffidenza se i miei coinquilini erano italiani. Ma fortuna che non l’hanno sentito! Gli avrebbero gridato che italiano non era lui! Si è evitata una strage solo perchè c’era la fine del primo tempo della partita di calcio e c’è quindi stata la pausa in cui si son allontanati dalla sala.
Uno scrittore se perdesse l’ispirazione potrebbe mettersi a cercar coinquilini offrendo stanze a buon prezzo. Raccoglierebbe umanità a palate, di ogni sorta.
Intanto l’unico essere che ha deciso di prendersi la mia stanza è una cimice, essere inutile che io ODIO con tutta me stessa. Ora non sta più ronzando e spero sia finita nel buco nero delle cose che non si sa mai dove si perdono e non si ritrovano più… E tutto perchè non si trova più nei super market la miglior invenzione del mondo: il Vape anti cimici. Un prodotto eccezionale che andrebbe regalato, distribuito a palate dallo Stato per debellare l’Italia da questo prodotto d’importazione americano…
Varie ed eventuali
Domani incontro per preparare presidio di venerdì: alle ore 18.00 infatti il giorno 2 ottobre si terrà un presidio in piazzetta Cavour a Pordenone contro la guerra in Afghanistan.
Giovedì sera invece c’è un incontro sulla scuola orgnaizzato da Sinistra e libertà, sempre a Pordenone.
Venerdì oltre al presidio c’è pure da andare a festeggiare i tot anni di via Ricchieri.
E sabato ho recuperato un appoggio per traslocare. In mezzo a tutto questo devo però pure trovar modo di pulire e sistemar in fretta perchè nel pomeriggio di sabato…
…a San Vito commemorazione per i 65 anni dell’impiccaggione del partigiano Gregoris in zona ponte San Marco.
E in mezzo a tutto questo devo pure andara a lavorare: così che oggi sarà pure martedì, ma mi sento, come dire, un po’ stanchina in prospettiva. Che fatica…
Rimane tra l’altro libera la mia stanza qui a Borgomeduna: se qualcuno cerca una stanza a Pordenone…
Cercar di sbolognar casa
Cercar di affittar la propria stanza è in questo momento occasione divertente per scoprir gente e storie: come potrete ben intuire ancora non sono riuscita a liber… ehm, a rimettere nel mercato in maniera efficiente rispetto al mio portafoglio la stanza da cui me ne vo’ dai primi di ottobre.
Ebbene, ci sono gli insegnanti dal sud volati di corsa al nord, ci sono quelli che “si scusa sto cercando, ma se ti chiamo dopo il 30 è ancor libera? devo veder se mi rinnovano il contratto…”. Oppure “ma è un posto bello grande? ho un sacco di roba, trasloco per sport” Oppure “Ma spiegami bene com’è, sai a Pordenone ho visto un sacco di schifezze, mi hanno proposto loculi senza finestre, sono disperata…”
Un pezzo d’Italia di oggi e io mi chiedo se mai riuscirò a liberarmi di sta stanza. In tutto questo caos non sono riuscita neppure a trovare un abbonamento ancora libero per il teatro (“ma con la crisi chi vuoi che vada a teatro?” mi dicevano, ma tze, crisi o non crisi è sempre più conveniente una serata relax che un ricovero per gastrite ulcerosa.)
Speriamo che il 2010 porti ai pesci un po’ più di buona sorte.
Il filò partigiano a San Vito
Sabato alla fine si è fatto il filò sotto la loggia. Il tempo ha tenuto ed è
riuscito benissimo. La loggia di San Vito è veramente un luogo accogliente, che magicamente ha fatto da contorno a quest’iniziativa. C’era l’ANPI di San Vito, i ragazzi del Comitato per il 25 aprile, i ragazzi del collettivo Aut e insomma, un’ottantina di persone si sono lasciate calamitare dalle musiche del gruppo di suonatori e dai racconti dei partigiani che ci han raccontato la loro storia: Mario bettoli, “l’Innominato”, che è anche presidente della Casa del Popolo di Torre, Umberto Lorenzon, “Eros”, presidente dell’ANPI di Treviso, Dino Candusso, “Atos”, figura storia anche del dopoguerra sanvitese, Antonio Piasentin, “Gallo”, presidente dell’ANPI di San Vito al Tagliamento. E a interloquire con loro c’era Sigfrido Cescut, appassionato ricercatore della Resistenza, sempre disponibile a dar una mano in queste cose.
Anche se c’era già stato in aprile il filò a Montereale, beh, è stato emozionante, in molti momenti commovente: storie proprie messe a disposizione di tutti, per insegnare da cosa è sorta la Resistenza, quali sono le radici della democrazia italiana, com’è stato che dopo 20 anni di fascismo si è trovato il modo di stravolgere le cose. E tutti han fatto la loro parte: perchè ognuno deve sapere qual è il ruolo che gli spetta in quel preciso momento di storia.
E poi c’è stata la cena, una lunga tavolata di giovani e meno giovani, a parlare della politica di oggi, della sinistra di oggi. Da tenersi strette alcune frasi: che ai tempi della Resistenza convivevano assieme cattolici, comunisti, liberali, socialdemocratici… con fatica stavano assieme, perchè contava il dopo. Ed è da quella fatica che è venuta fuori la nostra carta costituzionale… se la storia insegna qualcosa…
E poi la crisi ce la paghiamo…
Dice Il Gazzettino di oggi che in una sola giornata la provincia di Pordenone è riuscita a mettere sul mercato 400 disoccupati: paiono infatti ormai fissati i 160 esuberi dell’ideal standard e poi ci sono i 170 dell’azienda metalmeccanica Siap di Maniago e gli 80 esuberi della multinazionale svizzera Sfs Intec di Fontanafredda. Altro che ripresa!
In questi giorni ho dovuto interrogare qualche amico un po’ più esperto per capire come mai nonostante tutto paiono rialzarsi gli affitti e pure i mutui delle case. Così ho scoperto l’effetto dell’immissione sul mercato della liquidità di Stato e banche: liquidità comporta investimenti, che se non si trasformano però in produzione diventano una bolla destinata a svuotarsi presto, come pare stia accadendo.
Già perchè a chiudere non sono “fabbrichette” e va quindi calcolato l’effetto di questi ridimensionamenti e chiusure nell’indotto del territorio: se per l’Electrolux vale la proporzione 1:3 per la Siap si calcola che per ogni lavoratore interno ne lavorino il doppio nell’indotto.
Non so, ma tutti questi disequilibri che si vanno creando, dal problema dei precari della scuola, alla perdita di posti di lavoro tra donne (a quanto sento pare che gli asili nido non sono più una così grossa “urgenza”) e i giovani (i primi a perdere il loro ruolo di “contrattisti a termine”), ai migranti (di cui si sentono alcune storie simboliche di rientri a casa o verso altri paesi) non mi fanno presagire che la soluzione prevista per tutto ciò sia il rilancio, ma piuttosto la resa, l’attesa, il deperimento, fino al punto in cui qualcuno ci vedrà come così simili all’India e alla Cina da ritenere utile investire anche qui.
Sarò pure pessimista, ma…
Filò partigiano a San Vito al Tagliamento
Dopo il bel risultato del filò partigiano che abbiamo organizzato ad aprile a Montereale Valcellina, sabato 26 settembre (ossia dopodomani) a partire dalle 17.30 ci sarà il bis sotto la loggia a San Vito al Tagliamento. Ci saranno i racconti di alcuni partigiani, l’intervento di Sigfrido Cescut dell’ANPI assieme a Umberto Lorenzon dell’Anpi di San Vito. Il tutto organizzato dal Comitato per il 25 aprile e dall’ANPI di San Vito, una bella collaborazione tra giovani e meno giovani che hanno a cuore la memoria e un po’ di sano antifascismo (indispensabile coi tempi che corrono!!)
Vi invito tutt* a fare un salto, merita veramente, l’effetto dei racconti e delle testimonianze fa pensare, rafforza e istruisce.
Pordenonelegge finito
Finalmente ieri si è concluso Pordenonelegge. La sera c’erano i residui del caos che attraversavano il centro: la pizzeria aveva il bagno guasto, l’osteria di fiducia pure, non aveva neanche qualcosina da tirar fuori da bere.
La città è stata quest’anno veramente sommersa. Le code sono state interminabili, un fenomeno sociologico che meriterebbe una certa attenzione: chissà se Massimo Cirri e Natalino Balasso si prestassero a impiegati delle poste, sarei proprio curiosa di vedere se la sopportazione della gente raggiungerebbe gli stessi livelli! Per assistere al loro evento che cominciava alle dieci di sera mi son messa in coda dalle 19.30… Meritava, anche se probailmente avrebbe richiesto un pubblico un po’ meno addormentato. Ma le code esauriscono anche le migliori ispirazioni visto che il compito dello spettatore era quello di partecipare alla scrittura collettiva di 15 righe di romanzo: in 3 ore ne abbiamo tirate faticosamente fuori 15! Per 230 posti ci saranno state in coda 500 persone. E venivamo in tanti da altre code: alle 11.oo dopo 45 minuti di coda per Beppe Severgnini siam rimasti incastrati tra i “rimasti fuori” e per fortuna siam riuscite a scavalcare le recinzioni.
Alle 14.00 ci siam messe in coda per la presentazione delle 15.30 di Daria Bignardi del suo “Non vi lascerò orfani”: che donna piacevole,
le stanno stretti però i panni dell’intervistata! Lì c’era pure Mauro Coronona, scrittore di Erto che si ama o che si evita. E per recuperare un bagno ho fatto pure una capatina a un’iniziativa che presentava un libro sull’architettura paesaggistica: ovvio che non ne ho compreso quasi nulla, ma qualcosina… e almeno non ho affrontato code!
Chissà come funziona per altri eventi in altre città… e pensare che ho evitato i big-big che avevano folle e bolge e gente irritosa in coda! Comunque il prossimo anno sarebbe interessante vi fosse una presentazione del libro: “voi che vi mettete in coda per questa coda”.
La strada vecchia per quella nuova
Oggi, per tutta una serie di questioni ho avuto uno slancio autunnale e ho deciso di cambiar casa. Un po’ mi dispiace. Proprio oggi la signora della rosticceria cinese mi ha chiesto come mi chiamo. Borgomeduna è un quartiere così carino e tranquillo… ma qualche volta è necessario cambiar aria per rimettere in circolo la propria testolina. Così trasloco… 2 chilometri più in là! Se qualcuno per caso cerca una stanza singola vicina all’università di Pordenone, beh, da ottobre se ne libera una! Casa abbastanza spaziosa, coinquilini tranquilli, supermercati vicini, vicini di casa sereni… La fermata dell’autobus è a pochi metri, e per i pedoni in 25 minuti si raggiunge anche a piedi la stazione dei treni: con valigia annessa!
Approfittate gente, approfittate! Mandatemi una mail, un messaggio su twitter, quel che vi pare!


