E poi la crisi ce la paghiamo…
settembre 24 , 2009 at 8:18 pm Lascia un commento
Dice Il Gazzettino di oggi che in una sola giornata la provincia di Pordenone è riuscita a mettere sul mercato 400 disoccupati: paiono infatti ormai fissati i 160 esuberi dell’ideal standard e poi ci sono i 170 dell’azienda metalmeccanica Siap di Maniago e gli 80 esuberi della multinazionale svizzera Sfs Intec di Fontanafredda. Altro che ripresa!
In questi giorni ho dovuto interrogare qualche amico un po’ più esperto per capire come mai nonostante tutto paiono rialzarsi gli affitti e pure i mutui delle case. Così ho scoperto l’effetto dell’immissione sul mercato della liquidità di Stato e banche: liquidità comporta investimenti, che se non si trasformano però in produzione diventano una bolla destinata a svuotarsi presto, come pare stia accadendo.
Già perchè a chiudere non sono “fabbrichette” e va quindi calcolato l’effetto di questi ridimensionamenti e chiusure nell’indotto del territorio: se per l’Electrolux vale la proporzione 1:3 per la Siap si calcola che per ogni lavoratore interno ne lavorino il doppio nell’indotto.
Non so, ma tutti questi disequilibri che si vanno creando, dal problema dei precari della scuola, alla perdita di posti di lavoro tra donne (a quanto sento pare che gli asili nido non sono più una così grossa “urgenza”) e i giovani (i primi a perdere il loro ruolo di “contrattisti a termine”), ai migranti (di cui si sentono alcune storie simboliche di rientri a casa o verso altri paesi) non mi fanno presagire che la soluzione prevista per tutto ciò sia il rilancio, ma piuttosto la resa, l’attesa, il deperimento, fino al punto in cui qualcuno ci vedrà come così simili all’India e alla Cina da ritenere utile investire anche qui.
Sarò pure pessimista, ma…
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