Il filò partigiano a San Vito

Sabato alla fine si è fatto il filò sotto la loggia. Il tempo ha tenuto ed èintervento piasentin riuscito benissimo. La loggia di San Vito è veramente un luogo accogliente, che magicamente ha fatto da contorno a quest’iniziativa. C’era l’ANPI di San Vito, i ragazzi del Comitato per il 25 aprile, i ragazzi del collettivo Aut e insomma, un’ottantina di persone si sono lasciate calamitare dalle musiche del gruppo di suonatori e dai racconti dei partigiani che ci han raccontato la loro storia: Mario bettoli, “l’Innominato”, che è anche presidente della Casa del Popolo di Torre, Umberto Lorenzon, “Eros”, presidente dell’ANPI di Treviso, Dino Candusso, “Atos”, figura storia anche del dopoguerra sanvitese, Antonio Piasentin, “Gallo”, presidente dell’ANPI di San Vito al Tagliamento. E a interloquire con loro c’era Sigfrido Cescut, appassionato ricercatore della Resistenza, sempre disponibile a dar una mano in queste cose.

Anche se c’era già stato in aprile il filò a Montereale, beh, è stato emozionante, in molti momenti commovente: storie proprie messe a disposizione di tutti, per insegnare da cosa è sorta la Resistenza, quali sono le radici della democrazia italiana, com’è stato che dopo 20 anni di fascismo si è trovato il modo di stravolgere le cose. E tutti han fatto la loro parte: perchè ognuno deve sapere qual è il ruolo che gli spetta in quel preciso momento di storia.pubblico

E poi c’è stata la cena, una lunga tavolata di giovani e meno giovani, a parlare della politica di oggi, della sinistra di oggi. Da tenersi strette alcune frasi: che ai tempi della Resistenza convivevano assieme cattolici, comunisti, liberali, socialdemocratici… con fatica stavano assieme, perchè contava il dopo. Ed è da quella fatica che è venuta fuori la nostra carta costituzionale… se la storia insegna qualcosa…

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Pubblicato su antifascismo, Avvenimenti, friuli, partecipazione, Politica, Riflessioni, Sinistra
6 comments on “Il filò partigiano a San Vito
  1. Dan scrive:

    E’ venuto fuori come si massacravano tra partigiani rossi e verdi, le sporche azioni del dopo 25 aprile, i veri intenti dei partigiani rossi (altroche carta costituzonale…), ecc….?

  2. sarasx scrive:

    ma che cazz… stai a dire? Questi han raccontato la loro storia, la prigionia in Germania, i morti per mano fascista, i pestaggi. Fai di tutta l’erba un vero e proprio fascio… ma non è così che si fa con la storia delle persone.

  3. ildan scrive:

    Non sono io quello Dan lì, eh ;)

    Penso che comunque volesse riferirsi, con un linguaggio un po’ troglodita, a fatti che, non essendo mai stati ben digeriti, lasciano uno strascico amaro su aspetti di una guerra sanguinosa che a volte viene descritta in modo troppo mitologico.

    Le cose tra partigiani di diversi colori non sono affatto andate sempre così bene, purtroppo: Eccidio di Porzus

  4. Dan scrive:

    Beh direi più “schietto” che troglodita….
    infatti mi riferivo non solo a Porzus, ma anche alle ricerche di storici e giornalisti (non solo Pansa) sempre attaccate e contrastate da anpi e dintorni…
    mi chiedevo se a SVito ci fosse stata l’ennesima autocelebrazione, tutto qui.

  5. ildan scrive:

    L’Anpi avrà i suoi casini ma “massacravano” usato in queste circostanze è molto troglodita.

  6. sarasx scrive:

    Capisco bene cosa intende dire il primo Dan, è la storia che salta sempre fuori, ma guarda caso dimentica di citare le deportazioni in Germania e nei vari campi-lager italiani…
    Comunque non si trattava di una conferenza elogiativa, ma di un filò, ossia di una serata di racconti di persone che riportavano un po’ della loro vita, di quello che avevano vissuto quando avevano 17 anni. Tra un po’ non ci saranno più di queste storie, solo contrapposizioni basate sul nulla, senza una goccia di sentire, senza un pezzo di eventi.

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