Archive for Ottobre 2009

Per poi sentirti dire: “Ma va all’estero”

Su La Repubblica ondine è uscita una piccola inchiesta che raccoglie le storie dei lavoratori under 35: stage, tirocini, lavori precari, lauree messe da parte, partenze. Di quante partenze di miei coetanei ho raccolto le storie in questi anni? C’è chi se ne sta in Giappone, Germania, Inghilterra, Spagna, Canada. C’è chi sta per partire per gli USA. E poi ci sono le mamme che li decantano. Certo, qualcuno adesso sta anche tornando a casa. La crisi non fa grandi differenze. Oh, mica tutti a fare i geni della scienza… ci sono i baristi, i gelatai, i camerieri, gli operai.

Quando dico a qualcuno che con la laurea in ingegneria porto a casa 1000 euro al mese sento sempre la stessa solfa: “Ma perché non vai all’estero? Parti! Va via di qua!” Mi chiedo che paese è mai questo che ti dice di fare fagotto. Mi bastano le storie dei ragazzi del Sud, che arrivano a Nord Est con la nostalgia che contagia. E mi è bastato vedere come se la passa chi sta fuori, tra lingue che magari disprezza, cibi di cui si è abituato per forza, a rincorrere accenti italiani per la strada della serie “facciamoci forza”. C’è chi torna da Londra ogni 15 giorni: tener d’occhio i voli low cost ormai per molti è un secondo mestiere. Ora ha cominciato pure mia madre: “Ma perché non vai?”. Perché ho la forza per resistere dico sempre a tutti. E mi posso permettere la speranza.

Mentre governi locali e nazionali elogiano all’italianità mi chiedo che ne resta se quel primo articolo della Costituzione “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro” lo si lascia delegato al mondo. E altro che la commiserazione ai piccoli imprenditori che Ballarò ha cercato di sollevare ieri sera. Sarebbe bastato così poco in questi anni… Sarebbe bastato che le imprese avessero osato, senza troppi investimenti, a trasmettere e condividere competenze e conoscenze. Sarebbe bastata la responsabilità di dire “se vuoi imparare io ti insegno”. Almeno, come minimo. E invece niente. O poco. E adesso sfido io a recuperare questa depressione generazionale di porte sbattute in faccia. Quando il senso di inutilità si fa strada, s’insinua nelle menti fino a devastarle, no, questa non si chiama né debolezza, né pigrizia, né ambizione stroncata. È tutta dignità fatta a pezzi

E per fortuna che quel primo articolo della costituzione italiana lo conoscono anche i bambini. Chissà, forse 40 anni fa non costringevano a mandarlo a memoria.

7 comments Ottobre 28 , 2009

Baarìa

baariaSon stata al cinema a vedere Baarìa. Sarà che non frequentavo da un po’ tali ambienti, cert’è che per quanto il film sia lunghetto non ho mai preso sonno, nè desiderato uscire dalla sala. Questo film di Tornatore che lo porta ad ottenere la nomination agli oscar, non è poi così speciale, ma porta in sè del bello. Belle le scene, i colori, anche se rispetto a quel che mi aspettavo manca un po’ di storia, di contesto, non so. Sarebbe dovuto durare una vita in fondo, visto che è di questo che si parla, e riassumere una vita non è poi così banale, neanche quando sembra non capiti niente di speciale.

Le signore cinematofile e fan di Cinemazero sedute affianco a me avevano una faccia abbastanza delusa. Così che forse vale la pena di andarlo a vedere, ma senza termini di paragone. E sopratutto senza signore mormoranti in zona.

Add comment Ottobre 26 , 2009

Marrazzo e Berlusconi

Berlusconi l’aveva detto che si sarebbe vendicato. Beh, non ci voleva poi molto. Sta volta è toccato a Marrazzo, la prossima volta potrebbe toccare a?

Inutile dirlo che è il segreto di Pulcinella l’amor profano agito dai politici italiani. Potrebbe esser altrimenti? Non son forse rappresentanti di un popolo dalla moralità bizzarra?

Qualche anno fa quando mi resi conto che è cosa assai normale tra i miei coetanei frequentare i night rimasi delusa e stupita. Poi la accettai come una di quelle verità che tutti sanno e poi tutti negano. E non è un caso che la condotta morale di Berlusconi non abbia poi così tanto indignato gli italiani: non ha fatto nulla di diverso da quanto loro fanno o vorrebbero fare. “Di cosa fa Berlusconi a letto non m’interessa” è stata la frase più gettonata di qualche settimana fa. E non per fedeltà al capo come qualcuno ha azzardato. Ma per senso d’appartenenza alla categoria. Che non fa differenza tra destra e sinistra.

Chissà se il caso Marrazzo basta a mettere a chiudere a pari la partita…

Le lavoratrici del sesso in Italia devono certo avere un codice deontologico ferreo (anche se paradossalmente ancora non le si riconosce come professioniste…): se si mettessero a fare nomi e cognomi salterebbe un’intera classe politica. Dove meno te l’aspetti riposa la scintilla della rivoluzione :P

2 comments Ottobre 25 , 2009

E Pordenone si tinse di nero

Ieri pomeriggio c’era a Pordenone un banchetto di Forza Nuova, in piazza Cavour. Contemporaneamente in Piazza Risorgimento c’era un presidio che contestava la presenza di Forza Nuova. Io avevo un po’ di febbre e sarei andata volentieri a casa. Si, perchè, lo confesso, a volte mi sento un po’ sfinita. Sfinita da questi balletti, come se la gente fosse del tutto scema e avesse bisogno di 30 personaggi grandi e grossi e vestiti di nero per passare dalla loro parte. O come se avesse bisogno di incontrarli e vederli per dar loro corda, o come se avesse bisogno di qualcuno che gli volantina contro per sapere chi sono. Non si ripara in un pomeriggio qualche grosso danno di qualche decennio. Siamo intelligenti noi a capire che la proposta che viene fatta da questi elementi sul mutuo sociale non merita mezza occhiata d’attenzione? O forse ne sa molto di più chi ha attraversato esperienze simili trentanni fa?

Berlusconi capo del Governo ormai non mi deprime nè interessa più. Mi interessano le culture, le intelligenze, i pensieri, le idee delle persone, mi interessano le proposte che saltano fuori dalla situazione in cui viviamo ed è questo sinceramente che mi deprime. sempre le stesse identiche dinamiche, le stesse storie trite e ritrite… Ma è davvero così impossibile stradicare l’idividualismo dominante a sinistra per cui “devo fare una certa cosa perchè mi fa star bene  a me”? E’ davvero smarrita per sempre l’umiltà di pensare le proprie azioni in seno al bene collettivo piuttosto che individuale? Leader e potere, potere e leader, le stesse dinamiche e le stesse storie, dal micro al macro, poltrone, caselline, ruoli, apparenze… Ma la svolta vera sta nelle parole, di senso e verità, di fiducia e realtà, di visione, futuro, possibilità. L’ingarbugliamento tra altezza, peso, colore degli occhi e dei capelli, l’apparenza dell’io davanti al resto ha salvato qualche gene dentro questo Paese o li ha ormai contagiati tutti?

27 comments Ottobre 25 , 2009

Previous Posts


Giorni…

Ottobre: 2009
L M M G V S D
« Set   Nov »
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
262728293031  

Ascolto...

Giornali

Seguo...

Letture recenti

Cloud delle categorie

Ambiente antifascismo Avvenimenti campagna elettorale 2008 Cinema città Congresso08 Discorsi Donne Elezioni 2009 friuli giornalismo Immigrazione informatica Lavoro libri Me musica partecipazione Politica Precarieta Riflessioni Rifondazione salute scuola Senza Categoria sicurezza Sinistra Televisione università

Foto strada andando...

grondaia

vari_tubi

More Photos

Scrivimi!

sara.rocutto[at]gmail.com

Articoli Recenti

Cosa combino…

Mi trovi anche…

Pagine

Archivi

Meta