E Pordenone si tinse di nero
Ottobre 25 , 2009
Ieri pomeriggio c’era a Pordenone un banchetto di Forza Nuova, in piazza Cavour. Contemporaneamente in Piazza Risorgimento c’era un presidio che contestava la presenza di Forza Nuova. Io avevo un po’ di febbre e sarei andata volentieri a casa. Si, perchè, lo confesso, a volte mi sento un po’ sfinita. Sfinita da questi balletti, come se la gente fosse del tutto scema e avesse bisogno di 30 personaggi grandi e grossi e vestiti di nero per passare dalla loro parte. O come se avesse bisogno di incontrarli e vederli per dar loro corda, o come se avesse bisogno di qualcuno che gli volantina contro per sapere chi sono. Non si ripara in un pomeriggio qualche grosso danno di qualche decennio. Siamo intelligenti noi a capire che la proposta che viene fatta da questi elementi sul mutuo sociale non merita mezza occhiata d’attenzione? O forse ne sa molto di più chi ha attraversato esperienze simili trentanni fa?
Berlusconi capo del Governo ormai non mi deprime nè interessa più. Mi interessano le culture, le intelligenze, i pensieri, le idee delle persone, mi interessano le proposte che saltano fuori dalla situazione in cui viviamo ed è questo sinceramente che mi deprime. sempre le stesse identiche dinamiche, le stesse storie trite e ritrite… Ma è davvero così impossibile stradicare l’idividualismo dominante a sinistra per cui “devo fare una certa cosa perchè mi fa star bene a me”? E’ davvero smarrita per sempre l’umiltà di pensare le proprie azioni in seno al bene collettivo piuttosto che individuale? Leader e potere, potere e leader, le stesse dinamiche e le stesse storie, dal micro al macro, poltrone, caselline, ruoli, apparenze… Ma la svolta vera sta nelle parole, di senso e verità, di fiducia e realtà, di visione, futuro, possibilità. L’ingarbugliamento tra altezza, peso, colore degli occhi e dei capelli, l’apparenza dell’io davanti al resto ha salvato qualche gene dentro questo Paese o li ha ormai contagiati tutti?
Entry Filed under: Avvenimenti, Politica, Riflessioni, Rifondazione, Sinistra, antifascismo, città. Tag: destra, manifestazioni, pordenone, Riflessioni, Sinistra.
27 Comments Add your own
Leave a Comment
Some HTML allowed:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <pre> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>
Trackback this post | Subscribe to the comments via RSS Feed






1.
faberex | Ottobre 25 , 2009 at 9:51 pm
e sono bastate solo 30 persone a tinger di nero la tua ridente cittadina?
2.
sarasx | Ottobre 26 , 2009 at 11:47 am
Beh, se son grosse e nere e si pigliano la piazza centrale che è piccolina e trafficata… poi basta un po’ di nero per scurire tutto…
3.
ildan | Ottobre 25 , 2009 at 11:49 pm
Io sono sempre meno convinto che sia davvero esistito un periodo in cui “l’umiltà di pensare le proprie azioni in seno al bene collettivo piuttosto che individuale” fosse un modo di vivere e un sentimento davvero condiviso e diffuso. Non vedo questo passato radioso ma ormai spento a cui ispirarsi, sopra il quale piangere copiose lacrime nostalgiche…
4.
sarasx | Ottobre 26 , 2009 at 11:52 am
non piango lacrime copiose e neppure mi illudo che la verità fosse così simile al racconto che ne è scaturito. Però ecco, vedi, c’è stato un racconto collettivo che ha attraversato gruppi di persone, generazioni, che si è brutalmente interrotto. Io sfido a trovarsi 100 trentenni-quarantenni che abbiano un punto di vista comune, un racconto comune della loro storia in questo paese… lo stesso si può dire di altre età fotografate in questo momento probabilmente, ma almeno loro possono “categorizzarsi” meglio rispetto a una loro storia passata… cosa che non possiamo dirci noi…
5.
ildan | Ottobre 26 , 2009 at 12:08 pm
Mi pare che nell’Italia precedente alla Seconda Guerra mondiale le strade ed i canali di comunicazione in genere fossero così mal messi che il concetto di “collettivo” di cui parli non era nemmeno immaginabile, se non per le parti elevate della società.
Per fare un esempio, la Carnia del 1930 era talmente isolata dal Friuli che se uno di Latisana ed un’altro di Invillino si incontravano probabilmente faticavano a capirsi. Figurati un Siciliano e un Piemontese delle Langhe, per dire.
E allora questo racconto collettivo che ha attraversato gruppi di persone, è stata una cosa meravigliosa, certo, ma forse non ha le radici nel medioevo ma in tempi molto più vicini a noi. È stato un passaggio, un lampo.
Bello, breve, tutto quello che vuoi, ma forse è anche ora di svegliarsi dal torpore e rendersi conto che raccontare un brevissimo e recentissimo passaggio della storia dell’umanità come il paradiso in perduto in terra è mitologia e poco altro. Con tutto il rispetto per chi ci ha vissuto, sofferto e creduto.
6.
sarasx | Ottobre 26 , 2009 at 12:48 pm
Sarà, ma la Carnia è riuscita ad essere una delle poche Libere repubbliche d’Italia durante la Resistenza Partigiana…
Collettivo è il ricordo di aver votato per monarchia o repubblica, per il divorzio, gli anni delle lotte operaie, dello stare da una parte o dall’altra. oggi si pensa tutti da soli e a volte si crede di esser dei veri geni e si è pensato nulla di più di quel che pensan tanti altri (ah, non lo dico per me, penso ad esempi quotidiani)
7.
Dan | Ottobre 26 , 2009 at 1:02 pm
cito “forse tante belle casette comode potrebbero aiutarci? ”
Perchè se qualcuno propone un mutuo sociale non va bene?
solo perchè le bandiere non sono rosse?
8.
sarasx | Ottobre 26 , 2009 at 1:30 pm
Perchè le parole vanno definite e dietro alle parole “mutuo sociale” bisogna vedere cosa ci stà!! E da sinistra non credo ua proposta simile avrebbe mai avuto luogo: si parla di residenza in regione da almeno 5 anni tanto per cominciare e di palazzi ad hoc per questo tipo di cosa…
Senza contare poi che non è tanto la proposta che interessa a questi visto che non hanno perso tempo a lasciare il loro banchetto per andare poi a minacciare gente in giro per il centro città!
9.
Dan | Ottobre 26 , 2009 at 4:46 pm
processo alle intenzioni….
1. Cosa c’è di male a inserire come clausola la residenza in regione da 5 anni?
2. e se anche sono palazzoni?
10.
Dan | Ottobre 26 , 2009 at 4:59 pm
http://www.mutuosociale.org/progetto.html
leggere bene prima di criticare
11.
sarasx | Ottobre 26 , 2009 at 5:06 pm
1. Trattasi di posizioni provocatoriamente non legittime: basti vedere cosa sta accadendo in regione FVG per i provvedimenti sul welfare portati avanti dalla Lega. Vale forse di meno chi si sposta da una regione all’altra per ragioni di lavoro oppure perchè banalmente si sposa?
2. Quanti alloggi e quante situazioni abitative esistono nelle nostre città da recuperare e da rissitemare senza andare a costruirne di nuove? Guai però a toccare i vari palazzinari che non si fermano neppure in tempi di crisi!
3. E poi vorrei far notare come varie regioni abbiano sviluppato progetti di intervento sui mutui agevolati. Piuttosto è l’edilizia pubblica che è andata svanendo e in questo momento compito dello Stato sarebbe anche quello di garantire un alloggio a tutti, per lo meno imponendo affitti a canone concordato oltre che rilanciando la costruzione di alloggi pubblici, ponendo magari l’attenzione su strutture idonee ad accogliere anziani e disabili tanto per cominciare.
4. E poi ripeto: quale concetto di socialità c’è in chi va in una città che non è neppure al sua e ne minaccia gli abitanti?
12.
ildan | Ottobre 26 , 2009 at 2:08 pm
Sara, tu parli in modo mitico di un sacco di cose che sono avvenute ben prima che noi nascessimo. Il fatto che tu creda così fermamente che quei tempi fossero migliori dei nostri dice molto su di te, sulla tua storia personale. Ma politicamente, oggi, dice molto poco. Purtroppo? Certo, forse anche purtroppo.
Ma invece prova a raccontami un futuro senza sacchetti di plastica nella pancia dei delfini, un futuro senza guerre, un futuro colorato e sgargiante di novità e benessere per tutti. Se non riesci ad immaginartelo te che hai 30 anni, chi vuoi che lo faccia? Giorgio Bocca? E chissenfotte della Repubblica Libera della Carnia! (con il dovuto rispetto)
13.
sarasx | Ottobre 26 , 2009 at 2:13 pm
Ma io non dico affatto che siano stati tempi migliori!!! Non ritengo affattro siano mitici. è il passato che produce il presente. E raccontare un futuro gioioso senza avere le proposte per renderlo tale il problema: ciò che io credo è che un sogno singolo non possa produrre niente, visioni di tanti possono mettere insieme qualcosa, questo è ciò che cerco di dire. Il passato ha dimostrato che per raggiungere qualcosa serve che ognuno passi per un compromesso rispetto al proprio IO, il presente dimostra che non si trovano disposti a rinunciare al proprio IO per fare qualcosa per il bene di tanti ed è questo che inghippa. Anche chi festeggia per Bersani o per la Serrachiani oggi poi alla fin fine è convinto di aver fatto la sua parte e non si ferma neanche un momento a pensare alla sua parte per cosa. Come se qualcos’altro o qualcun’altro dovesse venire a salvare il mondo, quel che basta è indicarlo col dito…
14.
ildan | Ottobre 26 , 2009 at 3:23 pm
È che non si capisce: il tuo è solo un lamento? Oppure pensi che si debba fare qualcosa per cambiare il mondo?
Non ti viene mai il dubbio che forse diamo tanta importanza a certi aspetti del mondo e della storia perché sono emotivamente importanti per noi ma magari non lo sono in assoluto? Magari proprio perché noi stessi non vogliamo giungere ad un compromesso con il nostro IO e la nostra storia personale, peccando dello stesso peccato che vediamo negli altri non vedendolo in noi stessi?
A me pare che a volte siamo tanto buoni, tanto colti, tanto intelligenti e acculturati ma ci comportiamo in fin dei conti nello stesso modo bieco e stupido che attribuiamo agli altri.
Quindi ti propongo, applica la frase “Il passato ha dimostrato che per raggiungere qualcosa serve che ognuno passi per un compromesso rispetto al proprio IO” alla tua vita politica oltre che a quella degli altri.
Sei sicura di essere così disposta a rinunciare al tuo IO per fare qualcosa per il bene di tanti? Come la mettiamo con i simboli, per fare un esempio a caso?
15.
sarasx | Ottobre 26 , 2009 at 4:50 pm
A me dei simboli non interessa proprio niente. Visto che non sta nei simboli la differenza fra le scelte di appartenere ad una data area politica. Se tutti avessero una vita politica, cosa nient’affatto veritiera non avrei di che lamentarmi.
Io, come anche altre persone, credo di non avere il mio io proprio davanti a tutto. Non so se ti è mai capitato di andare a un colloquio e sentirti dire: “Dovrebbe lasciar perdere la sua attività politica per poter lavorare con noi” (o no, non si trattava della carriera da magistrato!).
Punti il dito verso di me, ma non credo tu abbia ben chiara la differenza tra chi alla politica piccola (che non ritorna niente di speciale) si mette a disposizione, con tutte le conseguenze del caso, con chi si nasconde e tutt’al più si lamenta e pare neppure farsi tangere dal sospetto che i suoi problemi dovrebbe saperli risolvere assieme a quelli altrui.
16.
sarasx | Ottobre 26 , 2009 at 5:07 pm
@Dan ho letto ho letto che credi…
17.
Dan | Ottobre 26 , 2009 at 5:17 pm
? cosa vuol dire “ho letto ho letto che credi” ?
18.
sarasx | Ottobre 26 , 2009 at 5:24 pm
Che son andata su cotal sito e ho letto prima che tu me lo indicassi!
19.
Dan | Ottobre 27 , 2009 at 10:22 am
“costruisca case e quartieri a misura d’uomo con soldi pubblici e che venda a prezzo di costo queste case a famiglie non proprietarie”
“rata che non superi 1/5 delle entrate della famiglia, una rata che viene bloccata in caso di disoccupazione, una rata che non passa attraverso le banche”
“costruire nuovi quartieri con modelli di bioarchitettura tradizionale, a bassa densità abitativa e con tecniche innovative in materia di fonti energetiche rinnovabili”
“per la progettazione dei quartieri, non deve pagare famosi e costosi architetti, ma bandire prestigiosi concorsi fra giovani architetti e istituti universitari di architettura e urbanistica”
“l’ Istituto Regionale per il Mutuo Sociale in qualità di ente pubblico non mira al profitto.”
“Possono accedere al MUTUO SOCIALE solo famiglie in cui nessun componente del nucleo risulti proprietario di altro immobile”
“Visto il carattere permanente della formula del MUTUO SOCIALE possono accedere solo famiglie con cittadinanza italiana e residenti da almeno 5 anni nella regione. Per le altre rimangono le altre forme di assistenza alloggiativa”
Se dici che questa non è un’iniziativa per il popolo….
e non è intelligente…
non so cosa dire
20.
ildan | Ottobre 27 , 2009 at 1:45 pm
Infatti cambiando la grafica del sito (il CSS, per gli informatici) questa potrebbe essere facilmente scambiata un’iniziativa di Rifondazione. Sono cose su cui ciascuno (all’estrema sinistra come al’estrema destra) dovrebbe riflettere un po’ più seriamente di quanto si fa di solito. Magari partendo dalla psicologia del singolo e non dalle ideologie.
Ps: un’altra cosa che mi colpì molto quando vivevo a Roma è l’identica politica nei confronti della Palestina di estrema destra ed estrema sinistra. Partendo da ideologie contrapposte, delle quali a me magari fa più ribrezzo quella dichiaratamente antisemita di estrema destra… Ma tant’è.
21.
Dan | Ottobre 27 , 2009 at 1:59 pm
oh ecco, questo è parlare
22.
sarasx | Ottobre 28 , 2009 at 3:40 pm
No no, mi spiace, ma con RIfondazione sta cosa non ci azzecca. Intanto si sta dimenticando il problema di partenza, ossia la soluzione del problema dell’emergenza abitativa che riguarda molte città o realtà sparse per l’Italia. Garantire la casa per tutti è cosa ben diversa dal garantirne la proprietà. Qui si vanno a sovrapporre temi e questioni differenti. Forse voi non ricordate, ma negli anni settanta e ottanta sorsero molteplici cooperative per la costruzione della casa, famiglie che si mettevano insieme per costruirsi le case. Alcuni casi funzionarono, molti no. E tutt’oggi esistono varie realtà di mutuo aiuto, esperienze di autocostruzione, edifici messi a disposizione in comodato d’uso, etc… Questa proposta che voi ritenete di grande contenuto sinistrorso parte da un presupposto veramente un pochettino paradossale, ossia dall’idea che la Regione fa le case per tutti quelli che al momento non la hanno. Ossia si pone come garante totale della proprietà privata, mentre non è neppure nelle condizioni di garantire il diritto all’alloggio. Attenzione che c’è una bella differenza tra tutelare la libera iniziativa e questa cosa qui. Ma davvero non riuscite a capire che questo è mero populismo? Perchè visti i mezzi utilizzati per promuoverlo d’altro non si può parlare… Tra l’altro vi invito a riflettere sul fatto che 200 euro al mese coprono 80.000 euro in più di 30. e questo senza considerare nessun tasso d’inflazione o interessi, cosa improponibile secondo le regole dell’economia 2classica”…
23.
Dan | Ottobre 28 , 2009 at 5:00 pm
Mi pare che un certo Benito Mussolini sia riuscito nell’intento…
24.
Dan | Ottobre 28 , 2009 at 5:04 pm
Ad ogni modo, è follia pensare che si debba pagare una casa, accendendo il mutuo per il 100% del suo valore.
E infatti nel progetto non si parla di questo.
Si parla della rata massima.
25.
ildan | Ottobre 28 , 2009 at 5:16 pm
Bah, io non penso che il senzatetto ami molto chi sta lì a disquisire su questioni di primaria importanza intellettuale.
Se non hai un tetto ti interessa solo chi ti dà una mano a procurartene uno, si chiami Benito o Baffone, sia proprietà o aggrattisse. Il resto son chiacchiere e CSS.
26.
sarasx | Ottobre 28 , 2009 at 5:24 pm
L’emergenza abitativa si chiama per l’appunto emergenza. Non ha certo tempo di aspettare si costruiscano case e casette. E neppure richiede il possesso… Inoltre finchè non si risolve la causa che determina i problemi essi si cammuffano, non si risolvono!
In quale intento sarebbe riuscito il fascismo?
27.
Dan | Ottobre 28 , 2009 at 5:38 pm
per costruire una casa non è che ci vogliano anni eh,
qualche mese ed è pronta.