Archive for gennaio, 2010
Ridere
Ebbene, oggi mi ha fatto un sacco ridere una cosa che richiede una certa premessa. In regione Friuli Venezia Giulia in questi anni sono sorti un sacco di centri di formazione che hanno realizzato un sacco di corsi tra i più strani che si possano immaginare, gestito work experience talvolta inutili e via dicendo pur di raccimolare i famosi fondi del Fondo Sociale Europeo. Poi è arrivata la crisi e zac, i corsi sono praticamente spariti. Dicono che qui in FVG la regione li abbia usati per pagare i costi sociali della crisi, i vari provvedimenti sorti a livello regionale per far fronte alla disoccupazione, alla cassa integrazione, etc. Insomma, non proprio l’uso consono di questi soldi, ma vabbè. Così da un po’ di tempo i siti di questi enti di formazione erano veramente, paradossalmente, vuoti. (Paradossalmente perchè guarda caso se uno sta a casa o non trova lavoro magari ha più motivazioni di cercare e frequentare qualche corso, ma vabbè, forse c’è chi pensa che dalla crisi si esca con un’iniezione di ignoranza).
Però oggi… oggi ho trovato questo interessantisssssssimo corso, finalmente, finanziato dal Ministero delle Politiche Sociali, organizzato proprio da un’ente friulano, wow! Ma…
(non posso far a meno di essere sospettosa e immaginare qualche imparentamento tra qualcuno del ministero, il Friuli, e Cape Town: chissà chi ha aperto un ristorante da quelle parti e ha i dipendenti che sbaruffano un po’…)
Dopo la pioggia
Dopo la pioggia viene il sereno
brilla in cielo l’arcobaleno.
E’ come un ponte imbandierato
e il sole ci passa festeggiato.
é bello guardare a naso in su
le sue bandiere rosse e blu.
Però lo si vede, questo è male
soltanto dopo il temporale.
Non sarebbe più conveniente
il temporale non farlo per niente?
Un arcobaleno senza tempesta,
questa sì che sarebbe una festa.
Sarebbe una festa per tutta la terra
fare la pace prima della guerra.
(Gianni Rodari) -preso da qui-
A Pordenone un legggero strato di neve si sta sciogliendo, oggi pomeriggio la Lega scivolerà attraverso Piazza Risorgimento, nell’Auditorium della Regione si parlerà alle ore 15.00 di memoria. Riuscirà la giornata a concludersi con uno spriz?
Spingendo la notte più in là
Sotto consiglio ho letto anche questo libro, “Spingendo la notte più in là” di Mario Calabresi, figlio del commissario Luigi Calabresi, ucciso il 17 maggio del ’72 mentre usciva di casa. Ok lo ammetto, mi commuovo facilmente, ma queste storie, questi pezzi di vita, come non possono commuovere? Commuovere come effetto del sentire.
Il 2009 è stato l’anno dei figli che raccontano, ma non quell’Italia bella e miticizzata che sento in un comune sentire quando si parla degli anni settanta. A dir il vero, già da un po’ lo sapevo che non c’era niente da miticizzare sull’allora. Però è successo, e continua, dentro un paragone continuo che si fa del Paese di oggi col Paese di ieri, con la narrazione continua ed estenuante di un oggi orribile, privo di democrazia e libertà, diritti, giustizia. Ma com’erano le cose in altri tempi? Qual era la magnificenza di una generazione che passava le sue giornate di sole a protestare, a pensare al suo prossimo obiettivo o quanto meno a nascondere qualche amico? Come sono state le cose quando c’erano ragazzini che seguivano i processi dei padri vivi e dei padri che non c’erano più?
Perchè al pragmaticismo di quei tempi si è sovrapposto così facile un immaginario idilliaco che qualcuno innalza di continuo?
Ecco un’altra cosa che dirò ai prossimi dell’età dei miei che proveranno a chiedermi che ne ne penso su certi alchemici ragionamenti di 35-40 anni fa dirò, beh, che quella è storia, e che dalla storia si apprende ciò che è bene non sia mai più. E nello scrivere questo mi sorge un dubbio sul perchè certe cose non si raccontino mai..
L’iPad, come non parlarne
Insomma tutti quelli che seguo su Twitter, Friendfeed e via discorrendo oggi avevano dai tutti ad almeno uno post su sto nuovo prodotto della Apple, l’iPad. Critiche positive, negative e blablabla. Forse quello che più mi è sembrato significativo è stato questo, ma nei termini che do io alla parola significativo. Significativo nel senso che perde un concetto in tutta la sua analisi (ebbene si, invidiando io i giornalisti quando posso saperne più di loro, ah, che soddisfazione!!). Sofri dice che sto coso è totalmente inutile perchè non inventa niente di nuovo, io vorrei far notare che in questo settore di nuovo non mi pare che si stia inventando niente già da un po’.
Qualche volta ci si dimentica che dietro ai programmi (tanto per restare nell’ambito del software) ci stanno i linguaggi e dietro ai linguaggi le persone che li usano per far fare all’hardware qualcosa e che spesso non fanno altro che trovare il modo migliore per fare quello che qualcun’altro gli ha chiesto (attività mica banale, anche se lo sanno solo gli appartenenti alla categoria, poveri). L’informatica non inventa processi o modi di vita, risponde alle sollecitazioni, e se di sollecitazioni non ce ne sono, bah. Se tanto per vendere basta buttar fuori qualcosa di nuovo succedono cose tipo la Microsoft che lascia sul mercato Vista per un bel tot prima di mutare soggetto. Così la Apple può buttar fuori qualsiasi cosa bianchiccia che tanto la gente ci si fionda a prenderla lo stesso.
Insomma in conclusione mi pare un po’ paradossale lamentarsi di quel che le aziende di produzione immettono sul mercato. E questo perchè sul mercato funziona abbastanza ancora la famosa legge della domanda e dell’offerta. Sapessimo cosa vogliamo domandare forse, oltre ad essere elementi un po’ più attivi di questa nostra società, faremmo il mondo un tantinin più bello, capace di uscire dalla stagnazione economica, rilanciato dentro altri valori che non siano meramente di consumo che cancellano tutti gli altri.
p.s.: eh, preparare economia aziendale induce a riflettere (anche se temo che le mie riflessioni mi inducano a deviare dall’apprendimento delle nozioni…)
p.s.2: e quindi se volete regalarmi uno di questi nuovi cosi fate pure, ma mi va bene anche un portatilino della apple, pure una reflex mi va benissimo, perchè io non disdegno e mi offro come tester (tra l’altro son bravissima scovatrice di bachi
).
Lavare i piatti
Prima mentre lavavo i piatti mi son ricordata di un’estate in Cornovaglia passata con gente da tutta Europa e qualche ragazza italiana. E mi sono ricordata che nella nostra allegra brigata solo noi italiane avevamo l’abitudine di sciaquare i piatti. Non li sciaquavano i tedeschi, le ragazze ceche, e nemmeno quelle dai paesi baltici. Solo noi, sotto gli occhi stupiti dei nostri concittadini europei.
Qualcuno mi ha raccontato che anche in Olanda ha notato che nessuno sciaquava i piatti. Così mi son chiesta se usano forse dei detersivi speciali, tanto per non perdere il tempo fastidioso del doppio passaggio sotto l’acqua e sopratutto… per risparmiarne un po’!! Purtroppo questa volta Google non ha saputo aiutarmi un granchè… qualcuno ne sa magari qualcosa?
In questi giorni sto preparando un esame in casa dello studente a Pordenone e proprio oggi allestivano una mostra informativa sul tema dell’acqua e delle risorse idriche. Ecco, sarà che siamo abituati ad averne a volontà, però penso che trarremmo duplice beneficio a prender esempio dagli altri paesi europei, che spendono molto meno di noi in detersivi (ho letto questa cosa qualche tempo fa, ma penso resti un dato attualissimo): avremmo un po’ più cura della nostra acqua e libereremmo un po’ il nostro tempo (anche la nostra mente magari, paranoiata dall’irraggiungibile idea di igene totale).
Giornata della Memoria
Se questo è un uomo
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.
-Primo Levi-
Gli affitti delle case
Il Messaggero Veneto di oggi racconta la situazione “difficile” di chi affitta a Pordenone: a quanto pare stan calando i prezzi delle case e anche degli affitti! Miracolo annunciato dai più attenti al mercato. In fondo i prezzi non hanno fatto che crescere in questi anni… Ma l’articolo faceva ben capire che i proprietari piangon il morto, che bisogna intervenire… Nel senso che va individuata una bella sala grande dove offrire da bere a tutti per festeggiare l’evento?
Che la speculazione sul mattone si sarebbe dovuta afflosciare prima o poi (nonostante le iniezioni più o meno dirette degli ultimi periodi…) girava di bocca in bocca da un po’: se non c’è liquidità chi compra? Non si son forse già riempiti a sufficienza le tasche gli arrafini del cemento?
Queste sono cose super stra vergognose. Sarà che sono un po’ drogata dagli studi di economia aziendale, ma mica si può pretendere che lo Stato intervenga a far più gonfie le rendite di chi le rendite le ha già? Non è già abbastanza gentile? E’ giusto e naturale che le case calino il loro prezzo fasullo. Però sarebbe utile che qualche economista lo facesse notare anzichè leggere i consigli di chi dice che visto l’aumento dell’inflazione (un aumentone solo previsto) torneranno gli investimenti solidi. Come se non bastassero le teorie del Premier per cui non c’è nessuna crisi di cui preoccuparsi…
30 gennaio 2010, a Pordenone
“È avvenuto, quindi può accadere di nuovo: questo è il nocciolo di quanto abbiamo da dire.” (Primo Levi)
Sabato 30 gennaio a partire dalle ore 15.00 presso l’Auditorium della Regione di Pordenone (dietro al teatro Verdi) ci sarà un’iniziativa dal titolo “Mai più!”. Un’occasione speciale per ascoltare racconti dal vivo di chi ha vissuto l’orrore della guerra e della prigionia e per riflettere su certe storie di oggi, purtroppo non troppo lontane da quelle di ieri…
Presenteranno:
- Arianna de Maio Simboli: studentessa, Giovani Comunisti/e di Pordenone
- Michele Negro: a nome degli organizzatori
Storie e testimonianze:
- Reduce dai campi di concentramento, ANED (Associazione Nazionale ex Deportati)
- Mario Bettoli, ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia)
- Stefano Raspa, co-regista del film-documentario “The Gonars Memorial”
- Eddj Ntumba Immigrato
Nel corso del pomeriggio ci saranno le proiezione di video e racconti sui campi di concentramento in Europa e in Friuli
L’organizzazione è a cura di Partito Rifondazione Comunista-Federazione della Sinistra di Pordenone, Giovani comuniste/i, Associazione Immigrati di Pordenone, Circolo Arci Monterale Valcellina, Comitato per il 25 aprile.
Quest’iniziativa ha tanto più senso se si pensa che contemporaneamente la Lega Nord sfilerà in piazza con una fiaccolata per la fantomatica sicurezza. E questo quando in tutta la città nei prossimi giorni si organizzeranno iniziative in occasione della Giornata della Memoria. Per questo speriamo che l’auditorium della regione per una volta si riempia…


