Spingendo la notte più in là

More about Spingendo la notte più in làSotto consiglio ho letto anche questo libro, “Spingendo la notte più in là” di Mario Calabresi, figlio del commissario Luigi Calabresi, ucciso il 17 maggio del ’72 mentre usciva di casa. Ok lo ammetto, mi commuovo facilmente, ma queste storie, questi pezzi di vita, come non possono commuovere? Commuovere come effetto del sentire.

Il 2009 è stato l’anno dei figli che raccontano, ma non quell’Italia bella e miticizzata che sento in un comune sentire quando si parla degli anni settanta. A dir il vero, già da un po’ lo sapevo che non c’era niente da miticizzare sull’allora. Però è successo, e continua, dentro un paragone continuo che si fa del Paese di oggi col Paese di ieri, con la narrazione continua ed estenuante di un oggi orribile, privo di democrazia e libertà, diritti, giustizia. Ma com’erano le cose in altri tempi? Qual era la magnificenza di una generazione che passava le sue giornate di sole a protestare, a pensare al suo prossimo obiettivo o quanto meno a nascondere qualche amico? Come sono state le cose quando c’erano ragazzini che seguivano i processi dei padri vivi e dei padri che non c’erano più?

Perchè al pragmaticismo di quei tempi si è sovrapposto così facile un immaginario idilliaco che qualcuno innalza di continuo?

Ecco un’altra cosa che dirò ai prossimi dell’età dei miei che proveranno a chiedermi che ne ne penso su certi alchemici ragionamenti di 35-40 anni fa dirò, beh, che quella è storia, e che dalla storia si apprende ciò che è bene non sia mai più. E nello scrivere questo mi sorge un dubbio sul perchè certe cose non si raccontino mai..

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Pubblicato su Libri, Me, partecipazione, Politica, Riflessioni
6 comments on “Spingendo la notte più in là
  1. akeley scrive:

    Perchè? … Me lo chiedo anche io…e non trovo risposta….

  2. sarasx scrive:

    ..forse perchè fa sempre comodo che qualcosa ritorni, destabilizzante a portare tempesta. così che poi a qualcuno vada il merito della quiete…

  3. akeley scrive:

    si… forse e così…ma la cosa mi fa schiumare di rabbia e sentire impotente…

  4. sarasx scrive:

    un poco alla volta… un poco alla volta e arriva il tempo in cui ci accorgeremo che è il Nostro tempo…

  5. ildan scrive:

    Certe cose si sono raccontate poco perché i migliori narratori sono di sinistra e la sinistra non ha mai fatto i conti con il proprio passato, a partire da Stalin, passando per la RIvoluzione Ungherese per arrivare al Terrorismo Rosso di casa nostra.

    Non abbiamo, in questi casi, tutti noi sempre un “ma però” giustificativo da qualche parte in mente? È perché in fondo non siamo mai riusciti fare i conti con la storia. Non ci può essere nessun “ma però” nei confronti dei Regimi, dell’Ideologia e del Terrirismo comunisti.

    Quindi del Comunismo, perché quello il Comunismo è riuscito a partorire, e non leggendari orizzonti di progresso.

    Tante persone oggi si dicono comuniste, perché la cultura di sinistra non ha mai avuto il coraggio capire cosa significhi questa parola, congelandosi, nei casi migliori, sulla nostalgia di un mondo virtuale come ci ha cantato il bravissimo Giorgio Gaber.

    Ci tramandiamo una specie di vulgata che è solo lo specchio della caricatura che amano tenere in vita e strumentalizzare alcuni politici di destra.

    La crisi della sinistra finirà con la fine di questa vulgata. Le nuove idee che cerchiamo e non troviamo da anni sono lì, dietro questa cortina rossa che ci aspettano.

  6. sarasx scrive:

    manco a farlo apposta guarda qui, anche se non si capisce molto bene chi ci sarà fisicamente…

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