Archive for luglio, 2010

Se scende in piazza la Coldiretti

Da quando cominciare? Forse si dovrebbe partire da quando Giorgio Fidenato  del Movimento Libertario ed Agricoltori Federati (che non sono anarchici, ma dei separatisti della Coldiretti) ha esordito dicendo di aver seminato qualche piantina di mais transgenico in provincia di Pordenone. Era il 12 giugno e invitò preventivamente alla raccolta, fissata per l’11 settembre. Come prendere seriamente una notizia del genere? Pareva una mera provocazione.

Ma la Coldiretti non ci ha messo molto a identificare nei pressi di Fanna (località tristemente nota per le vicende legate al cementificio) il campo incriminato e  il 26 giugno la Coldiretti ha presentato alla Procura di Pordenone un esposto:

Un sequestro cautelativo del mais seminato a Fanna, mais che potrebbe essere il prodotto di sementi geneticamente modificate. A chiederlo è la Coldiretti di Pordenone che ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Pordenone per tutelare le imprese agricole e le coltivazioni da contaminazioni Ogm e difendere i consumatori. Dopo la denuncia contro ignoti dell’assessore regionale Claudio Violino, si è mossa anche la maggiore associazione degli agricoltori del Friuli Venezia Giulia. Anche in questo caso l’esposto non presenta nomi, ma ormai tutti sanno che il campo “incriminato” appartiene al presidente di Agricoltori Federati. (Il Messaggero Veneto del 26-06-2010)

Ma da allora non è successo niente. E più di qualcuno alza il sospetto che la causa dello  scarso interesse da parte della procura di Pordenone derivi dall’annunciato trasferimento del Procuratore di Pordenone Antonio Delpino alla più onorevole procura di Venezia. Cert’è che nel frattempo le piantine son cresciute e fiorite e ieri un bliz di Geenpeace, WWF, e tanti altri facenti parte della task Force contro gli OGM, hanno deciso di distruggere i campi da sè. Non è certo un caso se questo gruppo di associazioni ha reso pubblici i risultati delle proprie analisi ben prima che venissero rese pubbliche quelle portate avanti dagli inquirenti. La notizia per una volta ha portato il Friuli ad essere raccontato perfino da La Repubblica (on line, eh, che nella carta di oggi non c’era neppure mezza riga…), ma non è stata sufficiente a smuovere nè l’opinione pubblica, nè a far agire il Prefetto. Da ieri infatti gli agricoltori di Coldiretti hanno deciso un presidio davanti alla Prefettura e continueranno ad oltranza anche la prossima settimana, ogni mattina, finchè qualcosa non si smuoverà.

Perché di campi contaminati ce ne sono probabilmente più di quelli fino ad ora contati (sono stati individuati a Fanna e a Vivaro) e gli agricoltori lo sanno bene : “si capisce da come non è stato trattato il campo che lì c’è qualcosa di strano” mormorano gli agricoltori al presidio.

Oggi ho incontrato il presidente nazionale dell’Aiab, l’associazione italiana per l’agricoltura biologica, che è venuto a sostenere il presidio pordenonese e ha sottolineato la gravità di quanto sta accadendo: esistono leggi ben precise rispetto alla coltivazione OGM in Italia e la violazione è palese. Eppure non si muove un dito e anche la politica “che difende il territorio” pare non agire un granché. Ma non solo quella “le lobby pro ogm e pro nucleare sono ben insediate tra le file del centro sinistra” mi ha spiegato il presidente.

Eppure se passa questa cosa qui in Friuli si sfonda un portone per l’intero paese: come se non fosse palesemente questa la ragione per cui han deciso di cominciare da qui, dall’ultima provincia del mondo, dimenticata dalla geografia italiana, mediamente troppo poco popolata per raccogliere ampie fette di contestatori, mediamente troppo tranquilla per avere l’abitudine ad agitarsi.

Ecco, è stata una mattinata istruttiva. Perché mi ha dimostrato come oggi è chi coltiva la terra l’unico paladino della terra. E se questi della Coldiretti non avessero sentito il bisogno di alzare la voce non se ne saprebbe niente.

Nella mia breve storia ho sempre sentito parlare male dei contadini: paraculati della DC, evasori fiscali e mille altre cose. Beh, ce ne sarà qualcuno che fa così. ma ho come l’impressione che adesso che serve, loro non abbiano proprio un granché di appoggi che li sostengano e la sinistra sia abbastanza incapace di avere proposte utili e capaci di dargli una mano.

Non so, ma vorrei fare qualcosa in più che pubblicizzare questa storia: in una mattinata ho incrociato varie intelligenze differenti. La prova lo è il presidio fatto all’ombra, con succhi di frutta e vino autoprodotto.

Scusate se è poco…

luglio 31 , 2010 at 1:53 pm 3 commenti

A Ferrara dall’1 al 3 ottobre 2010

:) . In una giornata discretamente magonosa ho appena avuto la notizia che… dal 1 al 3 ottobre 2010 potrò fare la blogger che va al Festival di Internazionale a Ferrara con un accredito tipo stampa. Che spero aiuti a saltare le file (ma sarebbe sperare troppo forse :P ).

Ecco, saranno le mie ferie, quelle. E quindi non vedo l’ora di vedere il programma. E prepararmi alla possibilità di intervistare gli ospiti.

Oh si, sono tanto tanto contenta. Spicchi di luce tra le pieghe della vita.

[Ne approfitto per ricordare a tutt* che dal 20 al 29 agosto a Ferrara ci sarà pure il Ferrara Buskers Festival 2010: IMPERDIBILE!]

luglio 30 , 2010 at 7:40 pm Lascia un commento

Ciao Giovanni…

Oggi alle 17.30 alla Casa del Popolo di Torre si terrà l’ultimo saluto a Giovanni Moroldo. Giovanni se ne è andato all’improvviso sabato scorso.

Ci era successo due anni fa di rimanere assieme a piedi, senza benzina. Era anno di congresso per Rifondazione, si giravano le case degli iscritti, si discuteva di politica e a me veniva un po’ da ridere, lo ammetto, incontrando certi personaggi incollati ai ricordi più che alle storie del presente. Anche quel giorno si era andati prima di tutto a salutare alcune persone per le quali svolgeva il ruolo di amministratore di sostegno. E mi aveva parlato di cosa faceva da quando aveva un po’ lasciato all’angola la politica teorica. Si era dato all’azione, senza risparmiarsi.

Moroldo era uno che prima di tutto insegnava a guardare alle persone. Alle persone prima di tutto, perché è con quelle che si ha a che fare, di quelle che si deve avere fiducia o no. Così mi ha insegnato dal primo giorno che mi ha incontrata, dal primo giorno che mi ha accolto in Federazione, sapendo bene che ci entravo con idee un po’ sballinate.

Non mi ha mai detto cosa fosse giusto e cosa fosse sbagliato. Ha sempre fatto in modo che lo capissi da me. Mi ha dato gli strumenti (i racconti di Partito, le storie delle persone, i ricordi) e ho capito attraverso di lui, fin da subito, la durezza e il senso di ingiustizia che tocca imparare a buttar giù quando ci si dedica alla politica. E mi ha fatto capire fin da subito che a pensare con la propria testa non si fa mai male, anche dentro un Partito, che serve avere forte senso di responsabilità però, certe volte, e lui l’ha dimostrato fortissimamente, specie negli ultimi anni.

Quando era segretario provinciale, nella prima metà di questo decennio, mi ha insegnato ad usare il ciclostile, ad averne cura, a non avere fretta, a guardare in là e a saper aspettare. Nella sua attenzione alle piccole cose c’era veramente quell’arte rara del tramandare.

E’ stato una guida e un maestro, com’era nella sua natura di insegnante in pensione, e forse è questo che ne rende la mancanza un grande dolore. Forse è per questo che la commozione in questi giorni mi assale di continuo, perché certamente non sarei quel che sono se lui non fosse venuto tante volte a prendermi a casa e non so se so tutto quel che c’è da sapere per permettermi di incazzarmi come sapeva fare lui quando le paranoie si infilavano dentro certi discorsi e si perdeva il nesso tra il parlare delle cose e la loro materialità.

Ci mancherai Giovanni, di quella mancanza e nostalgia che si dedica alle persone importanti e che hanno lasciato il segno. Anche se so che preferiresti vederci agire provando ad abbattere almeno un’ingiustizia, passo dopo passo, come tu hai provato a fare, che trovarci piagnucolosi mentre il mondo attorno a noi si muove…

luglio 30 , 2010 at 10:02 am 1 commento

Averne le scatole piene

Ne ho le scatole piene che ogni estate non vedo l’ora che l’estate passi. Passi portandosi via l’ansia del pensiero di come risolvere i piccoli (ma sostanziali!) problemi di casa, di stanchezza che rende pesante affrontare tutto. Ma proprio tutto.

Così che alla fine i nodi in gola si sommano l’uno con l’altro, da aspettare con ansia l’autunno e il color di fuoco del tramonto capace di scioglierli.

Oggi ho constatato pure che la TV è effettivamente morta.

Ne ho le scatole piene.

Piene delle lamentele e della gente che vede tutto nero, che va fuori a pranzo e si lamenta dei prezzi (ma allora che cosa vai fuori a pranzo a fare? I lussi te li permetti se puoi…) che dice che così stanno le cose così tocca tenersele (di lavorare male, di guadagnare poco…), che sputa per terra non appena sente la parola politica.

Piena di chi si lamenta della televisione eppure dimostra di conoscerla benissimo (perché non ci troviamo delle chiacchiere da bar più intelligenti?), che critica le Pupe e i Secchioni e poi sotto sotto li invidia (già, perché non mi si dica che se tieni testa a una discussione tra uomini poi alla fine ne trovi uno che ti accompagna a casa volentieri…).

Alla fine perché ci dobbiamo tenere addosso questa cresta di banalità? Sinceramente non lo capisco più: si è così rintruniti da non notare che si va a votare sempre uomini che ambiscono al potere non tanto per denaro, quanto per la possibilità di fuggire dalle proprie mogli, proteggendo in maniera bipartisan i propri indulti l’un con l’altro (alla faccia delle contrapposizioni ideologiche…). Si è così rintruinti da ripetersi all’infinito che quest’Italia fa schifo e il resto del mondo è il paradiso solo per il non coraggio di affrontare i problemi delle proprie esistenze, che sarebbero andate così magari pure nel boom degli anni ’60.

Si è così qualunquisti da parlare di libertà d’informazione per poi non accorgersi che abbiamo giornali liberi e ugualmente schifosi che, in armonia col contesto sociale, sono i primi a lanciare appelli per la libertà di stampa.

Si è così banali da negare che se le mode di questi ultimi anni sono aperitivi e droghe forse forse non siamo poi così poveri e tantomeno così generalmente felici dentro di noi. Dai, che lo sappiamo che non funziona dare al Sistema la colpa di tutto.

Eppure la domanda genera l’offerta. Se soltanto non fossero le banalità protagoniste dei nostri aperitivi e delle nostre pause pranzo forse, forse, ci sopporteremmo meglio e forse capiremmo che cosa sta sotto tanto fumo e polvere.

luglio 28 , 2010 at 6:51 pm 2 commenti

Una pre recensione

I Perturbazione sono l’unico gruppo italiano che quando ascolto per radio mi fa drizzare le orecchie e accapponare la pelle. Così oggi dopo aver sentito alla radio “Del nostro tempo rubato“, dall’ononimo ultimo album sono volata alla ricerca del disco. Cosa che non faccio mai. Però bisogna ricompensare il merito. Ma ovviamente il disco non c’era nei negozi pordenonesi. Arriva venerdì, per amor mio.

Così mi sono accontentata di pescare da You Tube qualcosa… che dire? Dopo “Agosto” (video tenerissimo!!) sono riusciti a superarsi superbamente.

Non è così brutta l’Italia. Ha cose belle che mettiamo sotto al letto e teniamo nascoste… a favore delle bruttezze a volte. Ma cerca che ti cerca l’impegno a volte funziona, come nel caso di questa Mao Zeitung, di cui merita leggersi pure il testo.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=ljN7a1CKeoM]

luglio 27 , 2010 at 6:36 pm Lascia un commento

Povero Friuli

In questi giorni vari elementi mi spingono a credere nell’esistenza di un mondo parallelo dentro al quale mi sia capitato di essere finita per il troppo lamentarmi di questa vita qui. Lo dicono certe stupide storielle, ma pure avvenimenti ambientali che stravolgono il mio abituale punto di vista. Cosa sta succedendo al Friuli??? Da regione mediamente tranquilla, o apparentemente capace di lavarsi i suoi panni in casa pare essersi trasformata in terra zeppa di manie di protagonismo, cronaca nera, disgrazie.

- Ai confini orientali è stato arrestato un serial killer di prostitute solo pochi giorni fa

-Ieri un abitante di Sacile dalla disperazione a Lucca ha fatto fuori se stesso e i dirigenti dell’azienda dove lavorava fino a qualche tempo fa

-E’ stata sgominata di bresciani dediti all’usura, una fitta rete che aveva messo al lastrico a quanto pare pure un po’ di pordenonesi…

Io leggo tutto questo (e per una volta non si può “risolvere tutto” puntando il dito verso i migranti) e non mi stupisco tanto dei fatti in sé, quanto della loro dimensione. E’ come se questo microcosmo di equilibri silenziosi, di apparenze socialmente accettate e tacitamente reinterpretate si stesse frantumando, in maniera rumorosa…

Poi ieri ho letto qui (ma ne ha parlato anche l’Espresso!) di questo progetto veramente interessante che parte da un’idea, una cosa che non conoscevo:

Perché nella lingua friulana la parola felice non esiste? Perché per esprimere questo concetto vengono utilizzate parole come beat o content, che indicano una soddisfazione solo temporanea, precaria?

E’ solo un caso, una bizzarra coincidenza linguistica, oppure l’indizio di una peculiarità più profonda del popolo Friulano?

Il trailer lo trovate qui! (per chi non ci capisce niente esiste anche la versione con i sottotitoli… io comunque è 30 anni che cerco di imparare invano…:P)

luglio 24 , 2010 at 10:42 am 2 commenti

Mia madre dice

Mia madre dice che esser single sia una scelta pacchiosa. Non sa che un single deve mettersi molto d’impegno per arrivare a scrivere cose così. Come minimo copia. Mia madre dice pure che le storie di botti e calamari nascondano doppi sensi. Devo chiedere a papà se abbia usato una frittura come segno d’amore :P .

Sarai distante o sarai vicino
sarai più vecchio o più ragazzino
starai contento o proverai dolore
starai più al freddo o starai più al sole
Conosco un posto dove puoi tornare
conosco un cuore dove attraccare
Se chiamo forte potrai sentire
se credi agli occhi potrai vedere
c’è un desiderio da attraversare
e un magro sogno da decifrare
Conosco un posto dove puoi tornare
conosco un cuore dove attraccare
Piovono petali di girasole
sulla ferocia dell’assenza
la solitudine non ha odore
ed il coraggio è un’antica danza
Tu segui i passi di questo aspettare
tu segui il senso del tuo cercare
C’è solo un posto dove puoi tornare
c’è solo un cuore dove puoi stare

(P.Fabrizi)

luglio 19 , 2010 at 10:43 pm Lascia un commento

Acqua e notizie

Ieri sera al Parco di Sant’Osvaldo di Udine ci si è trovati per tirare le somme a livello regionale sulla campagna di raccolte firme sull’acqua. A conti fatti nella regione Friuli le firme certificate raccolte sono state più di 31.000!! Numeri incredibili, se si pensa che l’obiettivo che ci si era prefissati è stato raggiunto e superato (si è andati oltre al 150% in Friuli). In provincia di Pordenone le firme valide sono state un po’ più di 5.000, bei numeri se si pensa che inizialmente dubitavamo di raggiungere le 4.000 che ci avevano proposto!

A livello nazionale le cose sono andate stra bene, superando il milione di firme certificate, tantissime. Vediamo un po’ adesso se il referendum ci sarà. Tra l’altro ieri è intervenuto pure il buon Honsell, che ha raccontato di aver parlato di acqua anche con Napolitano, in regione negli scorsi giorni (ma potevano invitarmi a pranzo con lui, insomma, io devo imparare a fare il presidente!).

Però, una riflessione: siamo stati a discutere fuori, sotto il caldo cocente e i moscerini delle sei del pomeriggio. Io non capisco perché si debba essere così masochisti. Sempre e comunque.

Il Parco di Sant’Osvaldo di Udine tra l’altro è l’ex ospedale psichiatrico e oggi ospita varie comunità di salute mentale. Ma ci sarà una ragione se di matti fuori non ne passeggiava nessuno.

Grazie tante che fare politica è roba di nicchia…

Ah, giovedì prossimo ci si vede in bottega del mondo per festeggiare tra pordenonesi. Ore 21.00, aria condizionata accesa.

luglio 16 , 2010 at 8:55 am Lascia un commento

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