Povero Friuli

In questi giorni vari elementi mi spingono a credere nell’esistenza di un mondo parallelo dentro al quale mi sia capitato di essere finita per il troppo lamentarmi di questa vita qui. Lo dicono certe stupide storielle, ma pure avvenimenti ambientali che stravolgono il mio abituale punto di vista. Cosa sta succedendo al Friuli??? Da regione mediamente tranquilla, o apparentemente capace di lavarsi i suoi panni in casa pare essersi trasformata in terra zeppa di manie di protagonismo, cronaca nera, disgrazie.

- Ai confini orientali è stato arrestato un serial killer di prostitute solo pochi giorni fa

-Ieri un abitante di Sacile dalla disperazione a Lucca ha fatto fuori se stesso e i dirigenti dell’azienda dove lavorava fino a qualche tempo fa

-E’ stata sgominata di bresciani dediti all’usura, una fitta rete che aveva messo al lastrico a quanto pare pure un po’ di pordenonesi…

Io leggo tutto questo (e per una volta non si può “risolvere tutto” puntando il dito verso i migranti) e non mi stupisco tanto dei fatti in sé, quanto della loro dimensione. E’ come se questo microcosmo di equilibri silenziosi, di apparenze socialmente accettate e tacitamente reinterpretate si stesse frantumando, in maniera rumorosa…

Poi ieri ho letto qui (ma ne ha parlato anche l’Espresso!) di questo progetto veramente interessante che parte da un’idea, una cosa che non conoscevo:

Perché nella lingua friulana la parola felice non esiste? Perché per esprimere questo concetto vengono utilizzate parole come beat o content, che indicano una soddisfazione solo temporanea, precaria?

E’ solo un caso, una bizzarra coincidenza linguistica, oppure l’indizio di una peculiarità più profonda del popolo Friulano?

Il trailer lo trovate qui! (per chi non ci capisce niente esiste anche la versione con i sottotitoli… io comunque è 30 anni che cerco di imparare invano…:P)

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Pubblicato su Avvenimenti, friuli, Luoghi, Riflessioni, Storia, Televisione
2 commenti su “Povero Friuli
  1. monodi scrive:

    Qualcuno mi faceva notare che il Friulano non conosce neanche una vera parola per “ridere”. Il verbo “ridi”, presente nella lingua attuale, sarebbe un prestito piuttosto recente, dall’Italiano.

  2. sarasx scrive:

    …qui è necessaria una riforma della lingua :)!

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