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Averne le scatole piene

Ne ho le scatole piene che ogni estate non vedo l’ora che l’estate passi. Passi portandosi via l’ansia del pensiero di come risolvere i piccoli (ma sostanziali!) problemi di casa, di stanchezza che rende pesante affrontare tutto. Ma proprio tutto.

Così che alla fine i nodi in gola si sommano l’uno con l’altro, da aspettare con ansia l’autunno e il color di fuoco del tramonto capace di scioglierli.

Oggi ho constatato pure che la TV è effettivamente morta.

Ne ho le scatole piene.

Piene delle lamentele e della gente che vede tutto nero, che va fuori a pranzo e si lamenta dei prezzi (ma allora che cosa vai fuori a pranzo a fare? I lussi te li permetti se puoi…) che dice che così stanno le cose così tocca tenersele (di lavorare male, di guadagnare poco…), che sputa per terra non appena sente la parola politica.

Piena di chi si lamenta della televisione eppure dimostra di conoscerla benissimo (perché non ci troviamo delle chiacchiere da bar più intelligenti?), che critica le Pupe e i Secchioni e poi sotto sotto li invidia (già, perché non mi si dica che se tieni testa a una discussione tra uomini poi alla fine ne trovi uno che ti accompagna a casa volentieri…).

Alla fine perché ci dobbiamo tenere addosso questa cresta di banalità? Sinceramente non lo capisco più: si è così rintruniti da non notare che si va a votare sempre uomini che ambiscono al potere non tanto per denaro, quanto per la possibilità di fuggire dalle proprie mogli, proteggendo in maniera bipartisan i propri indulti l’un con l’altro (alla faccia delle contrapposizioni ideologiche…). Si è così rintruinti da ripetersi all’infinito che quest’Italia fa schifo e il resto del mondo è il paradiso solo per il non coraggio di affrontare i problemi delle proprie esistenze, che sarebbero andate così magari pure nel boom degli anni ’60.

Si è così qualunquisti da parlare di libertà d’informazione per poi non accorgersi che abbiamo giornali liberi e ugualmente schifosi che, in armonia col contesto sociale, sono i primi a lanciare appelli per la libertà di stampa.

Si è così banali da negare che se le mode di questi ultimi anni sono aperitivi e droghe forse forse non siamo poi così poveri e tantomeno così generalmente felici dentro di noi. Dai, che lo sappiamo che non funziona dare al Sistema la colpa di tutto.

Eppure la domanda genera l’offerta. Se soltanto non fossero le banalità protagoniste dei nostri aperitivi e delle nostre pause pranzo forse, forse, ci sopporteremmo meglio e forse capiremmo che cosa sta sotto tanto fumo e polvere.

luglio 28 , 2010 at 6:51 pm 2 commenti


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