Archive for agosto, 2010
I social network cambiano il tuo modo di pensare?
Risposta: sì.
Che sia nel bene o che sia nel male mi sto rendendo conto che tendo a condividere domande e questioni tipo: “quale mac mi consigliate?” “Come si sceglie il cavalletto per la reflex?” Questioni che a dir il vero potrei risolvere da me e magari in parte ho già risolto, ma non sempre. Chi lo sapeva infatti che la miglior marca di cavalletto è la Manfrotto? Mi è stata consigliata in modo spassionatissimo che non oso immaginare non sia vero.
Poi per quanto riguarda cose meno pragmatiche non è certo così facile: quando si parla di idee e pensieri sfidarsi a suon di tastiere non è poi così sensato. In rete si creano popoli, piccole masse, che twittano o facebookkano le peggiori idiozie, semplificazioni, estremismi che raccontano l’IO proprio senza aver mai bisogno di guardare o toccare qualcuno vicino a sè.
Però ciò non toglie che il principio della condivisione che ho imparato a sentire da strumenti come Twitter (quando chiedo consigli per qualche guasto informatico che non so risolvere ottengo spesso preziosi suggerimenti
) è qualcosa a cui credo d’essermi educata in questo tempo qui. Per cui partendo dall’idea che la mia visione parziale oggi non è sufficiente a descrivere il mio territorio, a costruire un orizzonte condiviso di obiettivi minimi, pensando alle prossime elezioni comunali mi viene addirittura difficile buttar giù 4 righe di senso compiuto. E sento che ci vorrebbe un po’ di crowdsourcing anche solo per raccontare lo stato di cose presenti.
Una volta chissà come lo chiamavano quel modo di riunirsi e discutere che avevano i grandi partiti di massa, suddivisi nel territorio, nei quartieri, nei paesi. Esisteva certo una parola italiana per raccontare quella cosa lì.
Se adesso ricorriamo a un termine inglese è certo perchè abbiamo smesso una pratica. L’abbiamo, in senso collettivo, e forse sarebbe il caso di fare lo sforzettino necessario per rimetterla in piedi. Tanto per cominciare. Tanto per dire che Pordenone è zeppa di visionari da chiamare in causa e raggruppare secondo la condivisione d’idee d’ognuno. Così, tanto per provarci. E’ un’idea proprio tanto strampalata?
Blog Day 2010
E allora via alle segnalazioni, in ordine puramente casuale, ovvio, di alcuni blog che vi consiglio e che non vi ho consigliato mai fino ad ora!
- Oscilloscopio azzurro: perché ci trovate consigli musicali di qualità, filmici e ricette, cose speciali! Perché chi lo scrive è una che la sa lunga
- cartoline da Pordenone: il nuovo esperimento di narrazione della città ad opera di Piervincenzo Di Terlizzi, dove si mescolano scatti del presente a ricordi del passato e si raccolgono le opinioni dei lettori…
- argomenti_e_circostanziali: storie di frustrazioni che però si risollevano nel tempo
- Panzallaria: da leggere, storie di una mamma, di una donna, di una donna che pensa alle altre donne e che riflette sulle cose
- Parole Appiccicate: qui tutto è curioso! ci sono molte cose da imparare sulla comunicazione, ma anche tante cosine che fanno sorridere e mettono di buon umore, video, idee… sbirciate!
Aggiornamenti
Rispetto a quanto ho scritto qui vedo che ci sono delle news! Infatti L’ASGI (Associazione Studi Giuridici sull’immigrazione), che da tempo tiene d’occhio la Regione FVG e nei mesi passati ha già presentato e vinto dei ricorsi contro le recenti leggi regionali che negano a cittadini europei, oltre che hai migranti, l’accesso a determinati servizi, “ha inviato tre distinte segnalazioni rispettivamente all’UNAR (Ufficio Nazionale Anti-Discriminazioni Razziali), al Garante per la protezione dei dati personali e alla Commissione europea, relativamente ad alcuni aspetti del Piano Territoriale Provinciale per l’Immigrazione Anno 2010-2011, redatto dalla Provincia di Pordenone” (fonte: qui).
Chissà il tempo che ci vorrà per avere delle risposte.
Però intanto…
…Intanto mi vien da riflettere sul fatto che fino a qualche tempo fa mi si diceva che l’inseguire la via legale per ottenere delle risposte politiche era sempre una cosa sbagliata (e con questa scusa i ragazzini che vengono pestati da altri ragazzini -magari senza tornargliele e rimettendoci pure gli occhiali- non muovono un dito per denunciare chi li ha colpiti) e che la politica si batte con la politica, oggi invece ben vengano queste iniziative qui. E questo vuol dire qualcosa di molto pesante: vuol dire che la politica d’oggi nega sui valori -sulla politica- quel che era universalmente accettato e riconosciuto fino a qualche anno fa (tanto da sancirlo da leggi) e non c’è un opposizione sostanziale a questi comportamenti.
E forse questo capita perché forse ci va bene così. Altrimenti ci faremmo sentire. Ci troveremmo a studiare. Proveremo a riflettere. Su quand’è stato che abbiamo perso il filo, su quand’è stato che abbiamo deciso che la Democrazia si fa dicendo ad altri d’intuire quel che pensiamo vogliamo altri facciano…
Il Cristo che sanguina
Ad ognuno la sua via per la ripresa economica di un territorio. E quando dal fondo non si riesce a risalire cosa c’è di meglio che un miracolo?
Fatto sta che è bastato un annuncio non ancora verificato -si tratta di sangue o di vernice? Ancora non si sa- di Cristo sanguinante all’interno di una cappella privata che subito si è accesa la luce in tanti fedeli, curiosi, etc. Ne parlano in questo articolo qui, e guarda caso la zona è la stessa all’incirca dove qualcheduna ha, pare, visto la Madonna.
Si può credere ciò che si vuole, per carità, passare il tempo come meglio di desidera, ci mancherebbe, ma ecco, ciò che non capisco e non so se potrò mai capire è perchè dedicare il proprio portafoglio in primis, le proprie gambe, il proprio tempo, i propri risparmi dietro a queste forme di devozione che ormai anche i sacerdoti cercano di contenere. Non dovremmo essere più il Paese dei creduloni ad ogni cosa! Ci servono davvero i miracoli per andare avanti?
Forse si. Quando una società non sa più che inventarsi per andare avanti allora zacchete che arriva il miracolo, sempre buono e sempre utile, perché ricostruisce un collettivo di speranze quantomeno, seppure pericolose (la massificazione produce eserciti di indubbio preciso controllo…). Ecco, il miracolo vale in quanto collettivamente riconosciuto.
Certo che questa nostra provincia tra credo “ufficialmente riconosciuti”, sette, misticismi… e poi ci si chiede come il massimo miraggio epr un giovane da 50 anni a questa parte sia riuscire ad entrare in Electrolux??
La prossima volta vedete di convincervi che il mio sguardo magnetico in cambio di offerta libera vi porterà tanta gioia…
Succede nella mia città, nella mia provincia, nella mia regione
Succede nella mia terra e io per poco perdo il filo dei fatti dentro la calura estiva, la preoccupazione prima per la ricerca di una nuova inquilina, poi di una bicicletta perduta, poi di un pc nuovo, poi… (Certo, sciocchezze. Chissà quindi come sta il livello di consapevolezza altrui…)
Insomma succede che Grizzo, assessore all’immigrazione per la Provincia di Pordenone, uno della Lega Nord che è così tanto della Lega da insultare i suoi colleghi in Consiglio Comunale a Cordenons (eh sì, perché che politico sei se non tieni il Potere- non tanto il denaro- in almeno 2 o 3 poltrone?) perché napoletani, decide un piano diabolico per finire sui giornali.
Succede che in agosto il signor Grizzo fa mandare a casa di 1102 stranieri nuovi iscritti nei comuni della provincia dal 1° gennaio al 31 luglio delle lettere per proporre un incontro “volto ad accertare il grado di inserimento sociale e verificare la possibilità di interventi sul fronte linguistico e della conoscenza delle regole e dei servizi” (fonte: il Messaggero Veneto). Le lettere le fa mandare due volte, e non stiamo lì tanto a puntigliare sui costi anche solo postali di codesta operazione.
Cosa capita? Capita che 110 lettere gli ritornano indietro: una manna dal cielo! Subito va dal Prefetto (finalmente chiamato a intervenire sul disordine di 110 indirizzi sbagliati anziché sui problemi di centinaia di agricoltori preoccupati dagli OGM o migliaia di bambini dei nostri distretti scolastici) e dal Questore e ottiene il permesso di fare indagini su questi 110. Ebbè! Non solo. Già che c’è vuole verificare se i 900 immigrati che hanno avuto accesso a contributi per disoccupazione etc l’anno scorso son riusciti quest’anno a trovare lavoro.
Altrimenti?
Altrimenti tutti fuori dall’Italia. Questo aspetta Elio Grizzo: in virtù del fatto che se non hai una casa come si deve e non hai un lavoro perdi il permesso di soggiorno secondo la normativa italiana vuole veder ripulita la provincia (anche se son sicura che non gliene frega niente e vuol solo farsi pubblicità).
Chissà se la Provincia è così solerte anche con gli evasori fiscali?
Comunque la verità è che la storia passa dal generale al personale: non mi sarei mai ricordata di aver pescato qua e là notizie su questa passione di pulizia esercitata da Grizzo se non avessi visto la polizia di quartiere sulla fontana vicino a casa mia a controllar l’andazzo di chi prendeva l’acqua. In verità la prima cosa che ho pensato è stata un po’ egoistica: “ecco vengono a verificare chi mi ha minacciata per 4 foto” (una storia che non sto qui a raccontare che mi è capitata 3 settimane fa -beh, per un po’ dalle fontane sto alla larga comunque), ma poi razionalmente come potrebbero loro saperlo?
Allora ho capito che forse si può vivere senza niente, ma non si può vivere senz’acqua… e che forse non è mera abitudine o idea di vita sana che fa sì che le nostre fontane siano sempre piene di gente d’ogni nazionalità in coda, italiani compresi.
Ecco.
Controlla l’acqua e avrai una mappa del mondo. Ascolta i discorsi ai bordi di una fontana e avrai idea delle miserie nascoste. Ma sfida e sarai sfidato e non ci saranno né veri vinti né veri vincitori: non avevano certo paura di alcuno i migranti che prendevano l’acqua mentre la polizia si guardava intorno. Avevano persino alzato il rumore a livelli insopportabili della musica che usciva dall’auto riempita di bottiglie .
Ecco. Ecco cosa produce la politica che mira a prendersi cura solo del proprio IO e non del senso collettivo di società. Ecco cosa combina la politica che guarda al presente e ignora cosa vuole costruire per il domani. Sempre che non ci sia veramente qualcuno che vuole la guerra. Che quando c’è la crisi, si sa, tutto sistema, la guerra.
Spero che un giorno a Elio Grizzo rubino la bici, la macchina, il cellulare. Tipo quando è in ferie a Milano, o Torino che so’. E che tutta la città ne sia testimone. E che tutti tacciano. E che poi gli facciano sapere che son stati degli immigrati e visto che lui sembrava tanto un rumeno li han lasciati fare. Forse poi capirebbe che le non idealità provocate da certi modi d’agire ti si riversano contro. Senza attenuanti.
E’ lei, quest’inverno

Questa è la mia bici ricoperta di neve, l’inverno scorso.
Eccola, se la vedete fate un fischio, date un colpo, portatela alla polizia e dite: “è la super bike di Sara!!”
Se la chiamate Super bike potrebbe anche arrivarvi da sola.
Non garantisco.
Chissà quante ne ha passate, povera!
Ah, se non la trovate ricoperta di neve, non temete, è normale ad agosto.
Busker Festival 2010
Anche quest’anno a Ferrara c’è il Busker Festival! Io ci ho fatto una capatina sabato (come già feci nel 2009 e 2008- sto diventando metodica come i vecchini), anche se mi sentivo un po’ fessa tra migliaia di fotografi a scattare, ma bon. Sto dedicandomi ad un hobby particolarmente di tendenza a quanto pare e questo festival è, a quanto sembra un grande laboratorio di scatti
!
Comunque vi consiglio vivamente di farci un saltino, con amici e bambini, perché troverete angoli magnetici un po’ per tutti, grandi e piccini…
Qui se volete vedere la mia raccolta di foto sull’argomento degli ultimi 3 anni (già, ero più brava con la compatta
)
E il signore che parla al vento
Ogni mattina sta lì alla stessa ora. Parla con qualcuno che probabilmente gli spacciano per responsabile dei lavori. E dice cose tipo “In sessant’anni” o “Da quando vivo qui”. Tiene i pantaloni chiusi con la cinta, la camicia sbottonata e spera che qualcuno lo ascolti “Perchè è da quando avete cominciato voi che…” Ma io cammino a piedi e visto il frastuono del cantiere in viale Marconi a Pordenone, non si può comprendere il resto delle frasi.
Da 3 anni vedo questa via condita di betoniere. Da un lato ristrutturazioni e ricostruzioni, dall’altro palazzi coi terrazzi che crollano. Speculazioni anni ’70? Il tutto moltiplica appartamenti e negozi vuoti. E un signore che nessuno ascolta.
Perché gli venisse pure l’asma a causa della polvere che gli entra in casa, venissero pure le crepe al suo palazzo a causa degli scossoni dei mezzi, s’ammalasse pure d’insonnia: lo spettacolo del cemento di colore ancora non ricoperto da smog deve continuare.
Speculazioni anni ’10? Lo scopriremo tra 20. Intanto una cosa è certa: una concessione edilizia vince, stra vince, sui bisogni di un anziano che vorrebbe qualcosa che nessuno ascolta. E dentro una città fatta di palazzi sempre più nuovi e sempre più vuoti chissà quale concessione edilizia basterà a far vincere le prossime elezioni a chissà chi…
Possibile che non esistano lobby meno fastidiose e invasive?



