Archive for settembre, 2010

Pronti? Partenza e… Internazionale a Ferrara!

Da sta sera e per tre giorni questo blog si occuperà del Festival di Internazionale di Ferrara. Domani mattina treno alle 5, per avere il tempo di un immancabile caffè-cornetto alla stazione di Mestre e per arrivare presto in città. Così da trovare la Sala Stampa per ritirare l’accredito da blog accreditato ( :) ), capire come mettersi in coda e dove per l’inaugurazione, ripassare se e come mi riuscirà di trovare l’alberghetto che ho prenotato.

Frizzo di contentezza e speriamo vada tutto bene, che il tempo sia magicamente clemente e che mi riesca di degustarmi il concerto dei Perturbazione.

Il programma è così vastamente interessante (e ancora oscure sono per me le quantità di code, tempistiche, geografie) che se non mi riesce una cosa me ne riuscirà un’altra.

Anche se molto mi attrae. Dall’informazione italiana vista don occhi spagnoli, tedeschi e statunitensi alle mostre fotografiche, dai documentari  alla presentazione di libri come “L’allegro canto della pernice” di Paulina Chiziane. E poi c’è la colazione offerta da quelli di Last Minute Market (con Andrea Segrè venuto anche a Pordenonelegge), Tim Harford, quello che Internazionale riporta nella spettacolare rubrica “Chiedetelo all’economista” e poi una cosa sulle Frontiere Digitali, la Destra Americana… troppe cose!

Tra l’altro dice l’immancabile oroscopo di Internazionale che questa settimana devo riprendere le cose vecchie e riadattarle all’adesso… tipo la mia antica passione giornalistica insomma, è ora si faccia strada, no?

A tal proposito segnalo che un cantiere del mio quartiere è stato messo sotto sequestro. Non si capisce da chi, i cartelli non lo dicono e poi son appes con lo spago non con i sigilli. Magari è uno scherzo? Non so, chi lo farebbe uno scherzo del genere? (se fosse invece una sorta di segno, avviso o che? eh!)

settembre 30 , 2010 at 8:30 pm Lascia un commento

Cjalsòns Krofin di Timau

Cjalsòns Krofin di Timau: molto pressapoco, diciamocelo. Perchè a dire il vero non penso di averli mai mangiati, fatti secondo i crismi, questi Cjalsòns. Ma come potevo non rimanere tentata dall‘invito di Rossella a provarci? Specie poi dopo aver sentito le risate sarcastiche di mamma al telefono :D (beh, non sono notoriamente una cuoca provetta…). I Cjalsons sono un tipico piatto della cucina carnica ed esistono in molte varianti, dolci e salate, ma nel sito di Rossella risponderete a tutte le vostre curiosità a riguardo.
inizialmente_un_caosNon a caso Rossella mia ha spedito un sacco di ricette, ma alcune richiedevano erbette varie che in questa stagione non si trovano facili, altre prevedevano la ricotta (e io e il formaggio non andiamo d’accordo), o ingredienti strani (tipo sta “polmona”). Così alla fine ho deciso di provare i Cjalsons Krofin di Timau. La ricetta ovviamente ha subito modifiche necessarie non avendo io… la bilancia :P
Quindi veniamo agli ingredienti utilizzati (in corsivo le Sara-varianti):
acquaefarina

PASTA:
250 gr di farina 00
acqua tiepida
sale qb (tipo un cucchiaino scarso dico io)
1 uovo per spennellare (io non ho spennellato a dir il vero)

RIPIENO:

300 gr di patate (o a occhio 4 patate medie)
1 cipolla
50 gr di burro (questo me lo sono proprio dimenticato!!)
20 gr di cannella in polvere (20 gr sono tantissimi, mezzo vasetto! io ne ho messa finchè si sentiva un po’)
100 gr di uvetta sultanina
100 gr di zucchero (io ne ho messi 3 cucchiai…)
la buccia di un limone grattugiata
un pizzico di sale e pepe
un pizzico di menta secca
CONDIMENTO:
80 gr burro
100 gr ricotta affumicata (che ovviamente non ho messo odiando il formaggio, ho solo spolverato di cannella :) )
Per comporre queste cose basta che mettiate le patate a lessare, fate un impasto con la farina e dell’acqua tiepida col sale (io ho messo nella pasta anche un mini filo d’olio) e mentre la pasta riposa (consigliano 20 minuti), le patate cuociono e magari l’uvetta sta ad ammorbidirsi nell’acqua tiepida, tagliuzzate la cipolla e soffriggetela fino a farla appassire (e non bruciare!). Mi raccomando, ricordatevi anche di grattugiate il limone.
A questo punto, se avete fatto tutto con la dovuta calmetta, le patate saranno cotte e potrete schiacciarle con lo schiacciapatate, aggiungerci la cannella, il sale, il pepe, lo zucchero, la buccia del limone, l’uvetta asciugata per bene, la menta, le cipolle e mescolare tutto per benino con una forchetta. Mentre l’impasto riflette un po’ potete mettervi a stendere la pasta: io l’ho stesa con il mattarello su una tovaglia a quadri. Stendete per bene eh!

preparazione_ravioli

Prendete poi un bel bicchiere con diametro 7 cm e fate tanti cerchietti, in ognuno mettete un cucchiaino di ripieno e chiudete a mezzaluna: mi raccomando, sigillate bene con la punta della forchetta, anche se questa parte potrebbe rivelarsi assai impegnativa.
A questo punto, beh, acqua a bollire, sale, e ciuf! Fate tuffare i vostri Cjalsons crudi nell’acqua: magicamente li vedrete venire a galla quando saranno cotti. (Questa è la parte più emozionante). Mi raccomando, tirateli fuori a mano a mano con una schiumarola e trattateli con cura, depositateli nei piatti e condite con burro fuso e un pizzico di cannella e… buon appetito!

finali

Note: Io sono una scarsissima cuoca di solito, nota per cucinare pochissimo e tendenzialmente bruciare molto. Però devo dire che la parte più difficile dell’opera è stata il reperimento di un mattarello, che mi ha portato a possederne 2 adesso. E la soddisfazione è stata veramente veramente tanta, specie perchè nessun fagottino si è aperto mentre bolliva e poi la mia coinquilina from Sicilia ha apprezzato, facendo perfino il bis!! E sta sera si replica, perchè ne sono avanzati un pochini :P .
Infatti con queste dosi potete sfamare tranquillamente e senza problemi 5 persone, eh!!
Mentre li preparavo, nonostante lo scetticismo di mamma, pensavo che come tutte le ricette tipiche friulane non potevano essere così improbi: e vabbè l’esercizio, ma mica passavano le donne friulane la loro vita a cucinare! E quindi mi son sentita rinfrancata. E pure un po’ più friulana.
Tutte le fasi dell’esperimento sono disponibili qui.

settembre 29 , 2010 at 12:18 pm 7 commenti

Chi sarà il prossimo sindaco di Pordenone?

Gigi di Meo, direttore del telegiornale di Telepordenone (e per capire il peso di questa rete in provincia date un occhio a quanto si dice addirittura qui), si sta in queste ore interrogando su Facebook se valga o no la pena candidarsi a sindaco di Pordenone. Se avete un account su Facebook andate a leggere quel che gli scrivono i fans! Spettacolari.

Mai uomo fu meglio capace di incarnare l’animo del leccapiede e quello del leccapiedato, del santo e diavolo, dell’amato e odiato in tutta la mia breve memoria da autoctona locale. Chi più di lui ha fatto ridere e piangere? Chi meglio di lui ha incarnato lo spirito della pordenonesità con tutte le sue accezioni negative e positive?

Io sinceramente, provando a guardare la cosa astraendola un po’ rido. Sinceramente non capisco infatti una cosa. Per quale schieramento potrebbe mai candidarsi Gigi di Meo? Uno che ha un pubblico bello consistente e transgenerazionale e mantiene costante l’audience al cambiar delle mode e dei tempi, delle maggioranze e delle minoranze? Il più bipartisan dei bipartisan.

Gigi di Meo ha amato Bolzonello, l’attuale sindaco, e mi chiedo se ne abbia mai disdegnato uno. Non c’è personaggio pubblico/politico della schiera pordenonese che non sia passato almeno una volta nel suo studio. Quale schiera di assessori vorrebbe attorno a sé?

Ovviamente su Facebook c’è chi festeggia, chi tace, chi critica e sta al suo gioco.

Visto che non bisogna per forza mantenere le linee delle proprie tessere anche sulla rete io sinceramente rido.

Rido, perché Di Meo è veramente un mago del marketing (bene o male l’importante è che se ne parli…). E mi inchino davanti a tale abilità.

Perchè sinceramente, tra rodersi il fegato e osannare il messia, tra lo stare pro e lo stare contro, a volte esiste una terza via, che non corrisponde, attenzione, all’indifferenza.

In fondo su Twitter non c’è nessuno che ne parli, di sto Di Meo. Nessuno che si sconvolge alla notizia. Che sia perchè forse non c’è nessuna notizia?

settembre 27 , 2010 at 10:36 pm 2 commenti

Il nord est ammalato

A leggere certe notizie mi pare di aver a che fare con una terra ammalata che nega i suoi mali e pertanto non ritiene di doversi curare. Il Friuli Venezia Giulia fa sempre la parte dell’angelo rispetto alle dinamiche schifosette che capitano a livello nazionale, mentre tra OGM, inquinamenti, monnezze, tanto puliti e perfetti non siamo. Anzi, se ci si mettono pure tramacci legati al mondo della sanità, beh, questa è la prova che dovremmo avere più cura della nostra terra.

Leggo infatti che a Grado una fondazione che gestiva un ospizio è arrivata ad aprirsi un buco da 28 milioni di euro. Da luglio è chiusa e ora 61 dipendenti rischiano il posto. Ha chiuso perchè a quanto pare era un luogo divenuto indecente (quasi sia normale per i familiari vedere anziani e invalidi crepare di caldo…) e quindi a luglio sono arrivati i carabinieri scovando la faccenda e l’andamento dei conti.

A nord est vengono fatte chiudere entro periodi molto più brevi aziende con scoperti bancari molto molto più piccoli. Qui si è trascinata per anni una vicenda fallimentare. (Leggete da voi l’articolo del Messaggero Veneto e vi schiferete un bel po’: è un ottima lezione per capire come si finisce in Parlamento. Se è questa la gente che piace agli elettori…) E non mi si dica che sono “normali” situazioni economiche etc, etc. Per me trattasi di riciclaggi, tramacci, affari. Sporchi.

settembre 27 , 2010 at 2:59 pm 2 commenti

Letture noiose

More about L'ultima notizia

Insomma, tempo fa son stata a Trento per il Festival dell’Economia alla presentazione di questo libro. La lettura è stata così faticosa da finire ieri sera, dopo svariato tempo. L’avrei abbandonato prima, ma chissà perché pensavo si riscattasse prima o poi. Di questo libro ho capito tutto. Perché non c’era nulla su cui riflettere che non fosse giunto al mio pensiero nel tempo. E io non sono una giornalista. Forse sarà perchè avendo letto altro sull’argomento avevo già indirettamente appreso (meglio) la faccenda. O forse è stato il troppo livore che gli autori hanno cercato di scaricare su Google e compagnia a rendermi al faccenda particolarmente noiosa.

Le critiche a Google e le polemiche sulla privacy sono ormai così diffuse che tutti dovrebbero conoscere la differenza secondo la legge italiana tra dati sensibili e dati personali. Invece mi sa che tanto si parla e poi neppure ci si ricorda quando il proprio datore di lavoro si è impegnato a predisporre la formazione sul tema ai proprio dipendenti.

In tempi di crisi ogni categoria professionale si rimescola. In tempi di precarietà le grosse lobby (intesa, questa parola, nel senso di categorie capaci di autotutelarsi, non nell’accezione negativa che solitamente si dà al termine) quale quella dei giornalisti è, hanno la fortuna di poter essere gruppo e ragionare in maniera collegiale sulle cose. E che ragionino anziché apparire vittimismo allo stato puro! Bah.

settembre 24 , 2010 at 3:32 pm Lascia un commento

Di qui a una settimana

Tra una settimana sarò a Ferrara per il Festival di Internazionale. Su questo blog (e su Twitter ovvio ;) )vi racconterò tutto ciò che mi riuscirà di degustare!! Certo che il programma è bello pieno di cose da curiosare. E io non vedo l’ora, nonostante mi dicano non mancheranno le code. (Ma una come me allenata a Pordenonelegge che problemi dovrebbe avere?) Certo che vale sempre quella bella canzone di Carmen Consoli “grandi aspettative ingannano”, ma l’importante, forse, è non puntare ad eventi miracolosi o magie. E poi suonano i Perturbazione in piazza. Proprio lì. Proprio quando ci sarò io. Serendipità.

cartaOggi intanto è il Clandestino Day ideato da Carta e a Montereale Valcellina il circolo Arci preparerà da mangiare per tutti gli avventori e finanziatori dei progetti che seguono da lassù. Palato e mente si faranno compagnia. Chi vuole venga!!

E domani un’altra cena in mezzo ai campi caorlotti.

E la domenica a studiare per l’esame di lunedì.

settembre 24 , 2010 at 12:14 pm Lascia un commento

Il peso del sapere

Il corso di Contabilità generale è durato 3 ore, anche oggi, come lunedì, come mercoledì scorso, come..

Una deliziosa ragazza spagnola mi ha reso consapevole del fatto che devo riprendere lo spagnolo in fretta…

Lunedì ho l’esame di Risorse Umane 2…

Volevo tanto studiare il mio nuovo MacBook. Ma sono un po’ stanchina. La partita doppia mostra doppia la partita …

[Comunque, non per dire, ma la casa editrice di Gianfranco Manfredi ha ripreso il mio post su Pordenonelegge qui. Queste sono soddisfazioni :) !! ]

settembre 22 , 2010 at 9:50 pm 1 commento

Recuperare pezzi

Sarà pur finito Pordenonelegge, ma oggi non ho potuto fare a meno di andare su Youtube e sentire com’era da giovane sto Gianfranco Manfredi che ieri ho scoperto grazie a Avoledo. Scriveva canzoni assai spassose, non c’è che dire! Un mio collega appena quarantenne mi ha svelato di avere tutta la sua discografia recuperata in qualche modo.

A me non resta che condividere le mie scoperte musicali… Su, chi lo conosceva già? sinceramente…

settembre 20 , 2010 at 10:31 pm 4 commenti

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