Avoledo e Manfredi, Wu ming 2 e Brizzi
settembre 19 , 2010 at 8:33 pm 6 commenti
Ancora un post di cronaca e poi farò una riflessione più seria sui saperi di Pordenonelegge. Ma come non raccontare la splendida scoperta di oggi pomeriggio? Incuriosita da Tullio Avoledo e vedendo che non c’era molta coda, ho deciso di fare una capatina alla presentazione di un libro di un autore a me sconosciuto: Gianfranco Manfredi.
Ebbene Avoledo lo ha presentato in un modo incredibile, un’ora di lacrime agli occhi dal ridere. Eppure si sono toccati argomenti seri, perchè Manfredi, scrittore gothic-horror, ha parlato di vita e di morte e soprattutto è uno che insomma, è e forse in un certo modo lo è ancora un compagno (ma nelle parole, nei pensieri, nelle argomentazioni, non nelle etichette). Con un autoironia incredibile ha raccontato il suo ’68, quando si è improvvisato cantautore, e poi gli inizi degli anni ’80, quando ha scritto il suo primo libro, ambientato nel cimitero di Crespi D’Adda (e l’esistenza di questo luogo è solo una cosina delle tante cose che c’eran da imparare in un’oretta di risate).
Bene, considerando che Tullio Avoledo è forse il massimo esperto di codesto scrittore penso si debba ringraziare lui per avercelo portato in città. E una parola va spesa pure per Avoledo: ricomincerò a leggerlo. Una bella persona, mi è sembrato, ecco. Che ti viene da dire: posso continuare a vivere in sta città, che in fondo non son tutti da buttare. Anzi, dei suoi fan dicevano che per farsi un’idea chiara bisogna leggere un po’ di suoi libri, tipo immersione e poi si comprende (a me non è che non sia piaciuto, mi ha solo un po’ deluso lo stile, ecco, ma avevo forse troppe aspettative: e a tutti spettano seconde possibilità).
E poi è stata la volta di Wu Ming 2 e Enrico Brizzi, che hanno presentato due libri di camminate. Che ridere. Brizzi me lo immaginavo un figo colossale, secondo i miei modelli adolescenziali. Invece, bah! Wu Ming 2 invece si è confermato una bella, bella persona. Fa bene scrivere libri faticosi, decisamente (e questo “il sentiero degli dei” è frutto pure di una fatica fisica). Si conquista una certa posa, e anche un certo tipo di lettori (bello vedere i ragazzi in coda per l’autografo sul libro
). Ecco, mi metterò un po’ più di impegno e riprenderò a leggere anche i Wu Ming, và.
E comincerò pure a prendere di mira la gelateria che c’è da poco in viale Martelli: la gestiscono ragazzi giovani. E’ tempo di fare lobby.
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1. Recuperare pezzi « Il blog di Sara R | settembre 20 , 2010 alle 10:31 pm
[...] fare a meno di andare su Youtube e sentire com’era da giovane sto Gianfranco Manfredi che ieri ho scoperto grazie a Avoledo. Scriveva canzoni assai spassose, non c’è che dire! Un mio collega appena [...]
2.
Costanza | settembre 21 , 2010 alle 10:15 am
Ciao Sara,
grazie per le belle parole sula presentazioni Manfredi-Avoledo.
Volevo chiederti se potevo riprenderle sulla Rassegna stampa del sito? Assieme alle belle foto che hai scattato.
Ti segnalo inoltre
3.
Francesca | settembre 29 , 2010 alle 1:55 pm
Ignoranza massima: chi era colui che ha presentato Enrico Brizzi e Giovanni Cattabriga? E’ scivolato in un battuta sessita davvero banale: metà sala ha mormorato.
Ti dirò: non mi è piaciuto l’ultimo di Brizzi e mi è piaciuto discretamente Cattabriga. Son rimasta affezionata ad altri libri di Brizzi, come “Nessuno lo saprà” e “il pellegrino con le braccia d’inchiostro”.
Spero che Italica 150 porti più fortuna.
E Brizzi è un figo imperiale: ha gambe che macinano 30 km pro die ed una biro felice.
4.
sarasx | settembre 29 , 2010 alle 2:04 pm
Era un tal Matteo Crema, giornalista de Il Gazzettino di Venezia (mi pare di Venezia). (Un volgarissimo direi!!!) Io Brizzi dopo la delusione del suo secondo libro (rispetto a Jack frusciante
) non l’ho più letto. L’ho messo in un angoletto, ecco. La delusione è stata più forte della possibilità di dargli una seconda opportunità.
macinerà pure tutti quei chilometri, ma ciò non toglie che è tanto tanto bruttino. E anche un po’ banale. Ma, eh, davanti a un Wu Mingo di così ampia testa è difficile tener il discorso
5.
Francesca | settembre 29 , 2010 alle 3:35 pm
Dai sì, è vero il Wumingo ha fatto più spessore a quell’incontro, hai ragione.
Ma ha troppi capelli su quella – fantastica – testa!
Pensa che di Brizzi io non ho letto nulla prima della sua folgorazione per i lungo trekking, quindi lo conosco solo per quel genere.
Baci!
6. Breve storia di lunghi tradimenti « Il blog di Sara R | novembre 1 , 2010 alle 11:25 pm
[...] Atlantide” non mi era piaciuto un granché. Ma mi è sempre stato simpatico Tullio Avoledo e dopo averlo sentito a Pordenonelegge, beh, mi è diventato ancora più simpatico. Come non dargli una seconda [...]