Archive for febbraio 21 , 2011
Riflessioni in malattia: l’ignoranza non è un affare privato
Insomma, una volta ogni tanto capita, no? La testa che scoppia, la tosse che sale, il termometro che ti da giusto giusto la conferma che aspettavi per non alzarti dal letto: l’influenza.
Ebbene oggi riflettevo che ammalarsi nel 2011 è per me molto più tollerabile di quanto non fosse l’ammalarsi del 1987. Nel 1987, è vero, ero un’impaziente bambina di 8 anni. Ma della malattia ricordo la noia, il peso della solitudine mentre mamma magari faceva qualche lavoretto in giro per casa o si curava degli altri malati e il mio compito era quello di dormire. Oggi sarò forse un pochino più paziente, ma lo sarei lo stesso se non avessi il mio bel portatile, la connessione wireless, la possibilità di guardarmi qualche filmetto su Rai Movie o su Cielo o in alternativa, come oggi, gustarmi con piacere qualche talk di TED e magari discuterne su Facebook mentre gli amici locali di Twitter mi ricordano che se mi serve qualcosa posso fargli uno squillo? E di certo il cellulare a portata di mano fa la sua parte contro la paura della solitudine che fa così facilmente presa negli ammalati.
Ora, sappiamo bene che pensare da ammalati è molto meno lucido che pensare da sani.
Ma mi è venuto in mente un’articolo tratto da Nova24 del Sole 24 Ore di un paio di mesi fa. (Ecco e chissà dov’è finito? Maledetta carta! Uh, miracolo l’ho rintracciato online!) E questo ripensando all’uscita fatta dal candidato sindaco del PD Claudio Pedrotti sul portare una filiale di Google a Pordenone: quando l’ho letta mi sono scompisciata dal ridere pensando alle reazioni che avrebbe provocato tra la gente (come avevo preannunciato qui, prima di sentire la gente che diceva!).
Siccome la realtà però supera sempre la fantasia ho scoperto, ascolta che ti ascolta, che anche persone con un certo ruolo e spessore in questo Comune hanno pensato che si stesse proponendo un internet point, per non dire di peggio. Ora, non per fare di tutta l’erba un fascio, ma nell’articolo sopra citato si dice a un certo punto, analizzando dei dati indagati da Tullio De Mauro, quanto segue: “sette italiani su dieci tra i 15 e i 65 anni sono tagliati fuori dai benefici dell’economia della conoscenza” e questo non perché internet non arriva ovunque, ma per la “scarsa capacità alfabetica di profondi strati della popolazione”.
Questo talk tenuto per TED da Jeff Bezos, co-fondatore di Amazon, è molto illuminante da questo punto di vista. Ad un certo punto infatti spiega come l’elettricità fu portata nelle case non per portare l’elettricità, ma per portare la luce. Tant’è che gli elettrodomestici furono inventati prima delle prese di corrente e si alimentavano svitando la lampadina dal soffitto. Non esistevano gli interruttori ON/OFF e i primi problemi si verificarono con l’avvento della lavatrice, che veniva tenuta sul terrazzo e alimentata con un filo appeso al soffitto in casa. E c’erano non pochi incidenti domestici per via di braccia che si impigliavano con l’aggeggio acceso e nessuna possibilità di spegnerlo!
Nel 1917 Sears scrisse: “Usa la tua elettricità per qualcosa di più della luce”. Ed ecco, dice Bezos, per quanto riguarda Internet siamo paragonabili a “quel tempo”. Lo diceva nel 2007 e qualcuno mi potrebbe obiettare che beh, 3 anni fa erano altri tempi e che adesso siamo moolto più avanti.
Allora mi chiedo io, com’è che di presentazioni come quelle di TED, dove non si usa il Power Point, non ne ho mai viste? Com’è che se dico “chiedi a Google” devo prima spiegare cos’è Google? Tra 2007 e 2011 passa ancora troppo poca differenza, almeno qui, nella nostra Italia.
Ecco, io so di non sapere molte cose. E lo dico perché intrecciando i pensieri mi sono resa conto che l’ignoranza non è un affare privato.
Ha conseguenze pubbliche catastrofiche. Se la politica può parlare solo per frasi fatte per riuscire ad attirare l’attenzione della maggioranza, se questa maggioranza è incapace di guardare in avanti e pensare seriamente al futuro dei propri successori e delle proprie pensioni, poi a pagarne le conseguenze saranno proprio gli ultimi nella scala del tempo.
Mah, chissà se quando arrivò nelle città la luce qualcuno rifiutava l’allacciamento per timore di essere spiato la notte dalla finestra? Ecco secondo me siamo a quella fase lì. Qui nel nostro bel nord est, dove ormai non si produce più niente, ci si è mangiati la terra, ci si fa mangiare quel che resta dalla mafia e ancora un sacco di gente non sa che Google ha fatturato solo nell’ultimo trimestre del 2010 8,44 miliardi di dollari e ha in previsione 6.200 assunzioni nel 2011.
Ok, saranno pensieri un po’ scombinati: colpa della febbre
!

