Archive for febbraio 25 , 2011
Io e il ministro Maroni
Io e il ministro Maroni abbiamo in comune una cosa. Forse anche più di una, ma questa, beh, per me è importante.
Io e il ministro Maroni compiamo gli anni lo stesso giorno. Sento già chi esclama: “Wow che culo!”, chi specifica “Ma siete nati in anni diversi” e chi “Magari tu avessi preso qualcosa da lui”.
A me fa un po’ effetto la data del mio compleanno invece. Sarà perché coincide con la morte di Giulio Cesare, sarà perché è lo stesso giorno in cui compiva gli anni il mio insegnante di ginnastica delle scuole medie.
Oppure sarà solo perché divento un anno più vecchia.
Certo è che marzo sta per arrivare e se c’è una cosa che so per esperienze è che la primavera passa sempre in fretta, veloce veloce. Io quest’anno me la devo gustare per bene. Sfruttare tutto il tempo. Per inventarmi l’autunno. Mica uno scherzo eh!
Non voglio farmi prendere dall’ansia che nutre il mondo dei precari. Né dalla depressione esistenziale degli over 30 insoddisfatti. No no. Neppure le due cose assieme mi interessano. Mi interessa di più il ministro Maroni.
Sapere che da adolescente un po’ sballinato che come tutti seguiva le masse e le mode è diventato un dirigente di partito che non ha propriamente alle sue spalle masse, ma ha certo consensi di massa. Uno che voleva la sua parte e alla fine se l’è presa. Uno che tiene una coerenza ineccepibile e che nessuno comprende. Perché infatti il governo italiano avrebbe dovuto condannare le violenze in Libia? Fin’ora le ha sempre finanziate, con il consenso di gran parte del popolo italiano. Come un uomo sulla terra è un documentario del 2008. Non del 2011.
Io invece questa primavera sono orfana di campagna elettorale. Per la prima volta in penso sei anni andrò a votare (alle amministrative a Pordenone) senza avere una campagna elettorale di cui predermi cura. Se non si va al referendum sull’acqua mi verrà un’incondivisibile tristezza. Incondivisibile perché chi la capisce? Chi ne arriva a comprendere il senso e lo smarrimento che produce? Bah, neanche la spiego.
Intanto il 15 marzo io e Maroni diventiamo più vecchi. Ma per mia fortuna io son più giovane di lui. E ancora posso sperare di vivere in un Italia che come oggi critica Gheddafi domani si possa riprendere in mano i principi costituzionali con cui è nata… e che capisca quanto c’è di bello nel seguire una campagna elettorale
.
Biscotti alle nocciole e cioccolato
No, non voglio cominciare a darmi ai fornelli come massima della vita, ma ogni tanto fa bene allo spirito. Così la scorsa settimana, prima della grande influenza, ho fatto dei biscotti. La ricetta l’ho presa dal blog di Alice che è pieno di bellissime ricette per i biscotti.
Io ho utilizzato ciò che avevo tra i vari residui dell’esperimento Putizza e quindi alla fine la ricetta è stata adattata così:
- 300gr di farina 00
- 120gr di burro
- 120gr di zucchero semolato
- 80gr di zucchero di canna
- 1 uovo
- una bustina di lievito vaniliato
- 150gr di cioccolato fondente (all’arancia e alla quinoa!) tritato
- 30gr di noci tritate
- 70gr di nocciole tritate
Poi ho proseguito seguendo le indicazioni di Alice e quindi ho ammorbidito a crema il burro con lo zucchero (beh, ci ho provato diciamo) ho aggiunto l’uovo e poi tutti gli altri ingredienti. Il risultato è stato un composto granuloso che poi ho compattato in due palle e messe nel frigo avvolte nella pellicola per un’oretta. Una buona idea potrebbe essere quella di fare un salame e poi affettarlo per fare dei bei biscotti rotondi, vedete voi. Io dopo l’oretta del frigo ho fatto un po’ fatica a dare forma ai biscotti, ma non sono un’espertona!
Bene, infornate per 15 minuti a 180 gradi: se vedete che i biscotti sono ancra mollicci non prendete paura, li lasciate raffreddare e diventano solidi. Non fate come me che un’infornata l’ho bruciacchiata
!
Comunque son buonissimi
. Anche se la foto non rende, ma vabbè!

