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Sciopero generale a Pordenone e uomini che parlano di donne

Ieri le vie di Pordenone sono state attraversate dal corteo più grande che io abbia mai visto in città (2.000 persone). Lo sciopero generale della Cgil ha spinto la crisi più crisi a farsi vedere: i lavoratori del legno, la Fiom, il pubblico impiego in attesa del contratto, quelli del commercio che il contratto lo hanno senza più diritto di malattia… e c’erano gli studenti, con le bandiere dell’acqua e della pace, che gridavano “se ci bloccano il futuro noi blocchiamo la città”. C’ero io, per la prima volta in piazza da vera scioperante, non da studente o da lavoratrice in ferie. E il sole era bellissimo e la gente contenta e c’era di che divertirsi (qui le foto).

Lungo la strada ho ricevuto il mio secondo santino elettorale: da una candidata che pensava stessimo festeggiando i 150 anni dell’Italia… Per pietà nei suoi confronti non dirò di che lista era… ma insomma bisogna ammetterlo: certi partiti mancano totalmente di quel minimo di educazione politica necessaria.

Ieri poi c’è stato anche un confronto tra i 6 candidati sindaci per parlare di donne. Beh, non l’avrei mai detto un gesto possibile, ma sono dovuta andare a complimentarmi con Santina Zanier, presidente della Commissione Regionale Pari Opportunità, per aver detto le cose più sensate di tutto l’incontro e aver riportato la base di discussione sulla giusta rotta. Anche perché la sala era piena di donne e quei candidati non erano minimamente consci del pubblico davanti ai loro occhi. Mi hanno fatto veramente arrabbiare: Pedicini ha risposto coerentemente a tutte le domande negando puntualmente esista una differenza di genere (ma perchè non si è consultato con la consigliera provinciale di parità che in questi mesi ha più volte denunciato l’abitudine crescente delle dimissioni in bianco fatta firmare alle donne? Eppure è anche del suo partito: ma com’è che quando si ha in casa una persona capace e apprezzata per il suo impegno non la si chiama in causa per le cose di cui è competente? A che serve poi parlare di merito? Mah!), Del Ben sulla questione della violenza di genere ha parlato di problemi legati alle condizioni sociali (mentre non esiste differenza di formazione culturale, ricchezza, etc… quando si tratta di violenza sulle donne), Zanolin ha dichiarato che grazie al bel lavoro fatto dal comune le operatrici delle cooperative andranno in pensione con una bella pensione (ma le ha mai lette le buste paghe quest’uomo? Intrecciandole magari ai titoli di studio che richiede come amministrazione per andare a fare l’educatrice?) e pure tutti gli altri, che sono troppi per elencarli tutti, son caduti nelle solite banalità. Eppure queste sono questioni che si possono “imparare” anche in maniera asettica, senza stare tanto a farne interpretazioni politiche. Si fossero letti qualche trattato! Hanno banalizzato tutti la questione della disoccupazione femminile, eppure i dati spiegano che nella nostra provincia c’è stata proporzionalmente una minor perdita di posti di lavoro femminili che maschili perché molte donne lavorano nel pubblico. Prendere un libro e leggere è così faticoso? Qualche indagine, qualche statistica… Saper avere una visione di prospettiva politica richiede saper dire da che parte si comincia, qual è la base di riferimento che si ha.

E ho come l’impressione che anche questa volta si sia persa l’occasione di dire “io non so rispondere, aiutatemi voi.”

maggio 7 , 2011 at 8:21 pm Lascia un commento


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