Archive for maggio 16 , 2011
Un libro per provare a capire. E sentire
Ieri, 15 maggio, è stata per i palestinesi la giornata della Nakba, della “catastrofe”, a ricordo del giorno in cui i Palestinesi furono scacciati dalle loro case, dai loro villagi, cominciando un esodo e una prigionia mai terminati. Le manifestazioni dei palestinesi di ieri sono state soffocate con almeno 20 morti. La storia della Palestina è lunga, complessa, fatta di trattati disattesi, di premi Nobel per la pace che pace non han portato, di attentati ripresi dai media con molta più potenza delle morti prodotte dai soldati israeliani. E se ne potrebbe parlare per ore.
Ma niente parla meglio delle storie. Sopratutto quando sono scritte per raccontarci la Storia, così come ha provato Susan Abulhawa, scrittrice palestinese pubblicando “Ogni mattina a Jenin“, uscito per Feltrinelli da un paio di mesi. Parte dal 1941 e poi prosegue, attraversando la storia di una famiglia atraverso tre generazioni di palestinesi, usando punti di vista diversi. E’ un libro toccante, non solo perchè non si limita a narrare i fatti in maniera asettica, ma perché cerca comunque di stare dalla parte dell’umanità, prima di tutto. E lo possono leggere dal liceo in avanti tutti e tutte. Anzi, forse dovrebbero.
Su Anobii è partito un gruppo di lettura da qualche giorno ed è un modo non solo per leggere il libro in maniera collettiva, ma anche di rifletterci su e spingere a parlare un po’ di quel che sta succedendo, ancora oggi, laggiù. Ci sono degli interventi interessanti e certamente più siamo e meglio è! (N.B.: tra l’altro iscriversi ad Anobii è molto semplice e se proprio siete mal messi potete consultare la spettacolare guida, un po’ datata, da me prodotta o accedere con l’account di Facebook)
Vi riporto qui sotto “la schedulazione” per la discussione che stiamo cercando di seguire:
9-11 maggio: discutiamo del Preludio
11-17 maggio: discutiamo della prima parte, AL-NAKBA (la catastrofe) che va da pagina 15 a pagina 71.
17-21 maggio: discutiamo di AL-NAKSA (il disastro), da pagina 75 a pagina 113
22-31 maggio: discutiamo di La cicatrice di David, da pagina 117 a pagina 201
1-3 giugno: discutiamo di AL-GHURBA (la condizione dello straniero, da pagina 205 a pagina 219.
4-10 giugno: discutiamo di ‘ALBI FI BEIRUT (il mio cuore a Beirut), da pagina 223 a pagina 289.
11-14 giugno: discutiamo di ILLI BAYNA (Quello che c’è tra noi), da pagina 293 a pagina 330.
15-17 giugno: discutiamo di BALADI (Il mio paese), da pagina 333 a pagina 362.
18-19 giugno: discutiamo di NIHAYA W-BIDAYA (Una fine e un inizio), da pagina 365 a pagina 379.
Ecco, mentre le case editrici si interrogano sul futuro del libro, mi piacerebbe che sapessimo usare l’opportunità di questa storia per agire da megafono rispetto a chi non sa, non vuole sapere, tralascia le pagine estere dei giornali.
I libri contano ancora oggi qualcosa e la cultura può, con tutto il suo senso, produrre un po’ di riflessione collettiva. Immaginate le storie lette al centro delle piazze. Immaginate un book crossing a tema. Immaginate manifesti senza slogan, ma pieni di narrazione. Immaginate il potere che può fare la letteratura, se vuole. Tanto più quando è sempre più importante e difficile “restare umani” (citando chi possiamo solo ringraziare).
P.S: Ah, nessuno mi paga, eh! Lo credo sul serio. Che sentire insegna.

