Archive for luglio 11 , 2011
La stazione di Topolò
Sabato ho fatto un salto a Topolò. Me ne avevano parlato, anni e anni fa, di questo paese a filo di confine, che è ancora Italia, ma potrebbe benissimo stare in Slovenia. Topolò-Topolove dice il cartello all’ingresso.
E fino a sabato prossimo resta aperta la Stazione di Topolò, la Postaja, e ci puoi trovare musicisti, artisti, lettori, parolai in tante lingue. Ci puoi trovare i ćevapčići, l’ajvar, le pesche nel vino e il fresco che solo il bosco sa.
Topolò è un paese molto piccolo, adesso conta 29 abitanti, un tempo erano 300 o poco più. Negli anni, da quando c’è la stazione, le case sono state risistemate e ci si può anche andare a fare le vacanze. Non c’è pericolo di traffico perchè non ci passano le macchine. E neppure in bicicletta ti puoi muovere per Topolò.
Ti ci puoi solo perdere a piedi, osservarne le luci, cercare gli spettacoli che ti piacciono di più (sabato un otteto di voci maschili, canti in sloveno, friulano, resiano poi la Piccola Officina di teatro di Napoli e Fabio Fornasari che cerca di definire i luoghi e il concerto di una banda di ragazzi un po’ improvvisata di musica klezmer diretto da Davide Casali) e cercare tra una parete e l’altra i segni dei 15 anni passati a ridare vita a uno spazio.
Poi tutt’intorno c’è il bosco dove poter passeggiare.
Non so perchè mi han colpito tanto le viti un po’ ovunque, ogni casa una vite dal tronco vecchio e intorno piccole vigne per farci piccolissime botti di vino, e qualche albero di susine ancora verdi.
E’ proprio un bel posto, dove vale la pena farci un giretto, dove vale la pena venire da lontano e farci un giretto, affrontare quei due chilometri di curva di montagna (che se ci penso io non li saprei fare), parcheggiare e girovagare aspettando che “verso sera”, “dopo il tramonto”, nella notte, qualcosa accada.


