Archive for settembre 21 , 2011

Pordenonelegge 2011: la scatola dei ricordi

Ed eccola, la scatola degli appunti e dei ricordi di questo mio girovagare per Pordenonelegge quest’anno. La organizzo a paragrafi sparsi, così chi vuole si legge ciò che preferisce. In ogni caso qui ci sono le foto :) .

ferrucci e Tiziano scarpaLe case editrici: Meritevoli premi simpatia a Becco Giallo e ISBN Edizioni. Becco Giallo ha lanciato un simpatico Twitt per conoscere i twitteri in giro per il festival e così, seppure un po’ di fretta, sono passata a salutarli al loro bello stand, conquistandomi pure un ricordino omaggio. Mi ero ripromessa tempo fa di tenerli d’occhio e adesso non me ne dimenticherò.

ISBN invece è la casa editrice con cui Roberto Ferrucci ha pubblicato Sentimenti Sovversivi (vivamente consigliato, specie dopo un’insieme di coincidenze di questi giorni per cui il tema dell’impegno civico e della leggerezza li ho sentiti intrecciarsi più volte) e non solo ho avuto la possibilità di incontrare Roberto di persona, il cui libro avevo letto appena uscito, ma pure di conoscere la sua editor e di berci assieme lo spriz… in compagnia di Tiziano Scarpa (che ho cominciato a leggere da ragazzina per riprendere qualche anno fa. E mai avrei immaginato di trovarmici a parlare di referendum elettorali al Caffè Municipio). E ISBN ha pure pagato il conto! Mi sono trattenuta dal saltellare per l’emozione.

Di Terlizzi De CataldoPremio doppia gaffe: Se lo merita Giancarlo De Cataldo. Pessima battuta sui pordenonesi e la Lega (“Quando mi hanno detto che dovevo venire a Pordenone il 18 pensavo di non trovare nessuno, che i pordenonesi fossero tutti a prendere l’ampolla, e invece…”). E poi insomma, la sigla di Pordenone è PN, non PD (che è Padova). Devo dire che a parte questo la presentazione che ha fatto de I traditori mi ha quantomeno incuriosita.

E poi ha sempre il suo fascino il pubblico quando fa domande appassionate, legate alle proprie letture, quando lo senti mormorare aspettando il proprio scrittore del cuore. E c’era un po’ di gente così ad aspettare De Cataldo.

Gli autori scoperta: Divertente e brillante il dialogo tra Jim Crace e Gianmario Villalta. Crace è un simpaticissimo autore inglese e ha presentato per Guanda “Tutto ciò che abbiamo amato”. Spero di riuscire a leggerlo al più presto! Incontro riuscito, non a caso Tullio Avoledo sedeva sorridente in prima fila (per il prossimo anno voglio la “Guida al festival” by Tullio Avoledo, fosse pure non autorizzata. Dove c’è lui ci sono sempre cose divertenti).

Zygmunt BaumanMezza delusione… l’incontro con Zygmunt Bauman dal titolo “Non siamo tutti immigrati?”. Il suo pensiero ha ormai contaminato così tanto il pensiero “comune”, almeno a sinistra, che sembrava di sentire sempre le solite cose. E pensare che non sono mai riuscita a leggerlo. Forse Garlini, che guidava il dibattito, ha sviscerato il tema nel miglior modo possibile. Ed è solo la sensazione che anche questo pensiero sia insufficiente a interpretare le cose e a contribuire a cambiarle a deludermi un po’. O forse sarà tutta colpa delle due ore di coda?

Chicche: Anche se temevo potesse essere pericolosamente noioso il contesto, non ho potuto resistere e sono andata a seguire l’esperimento di “Roland. Scritture emergenti“, alle quali partecipava Giulio Mozzi (ah, le letture di gioventù! Però chissà perché libri bellissimi li ho dimenticati mentre “Fantasmi e fughe” mi ritorna spesso in mente). Il dibattito sulla conservazione dei salami tra Giulio Mozzi e una giovane autrice durante la lettura del suo racconto (purtroppo leggeva veramente troppo male per essere comprensibile il contenuto) è stato paradossalmente interessante pensando a come una stessa frase possa creare immaginazione differente da una regione all’altra…

Delizie particolari: la presentazione de Il piacere del vino ad opera di Slow Food presso l’Ariston, un gradevole locale che ha una selezione di vini proprio bella. la presentazione, condotta da Lorenzo Amat, è stata a dir poco affascinante. Peccato però: ci vorrebbero più ragazzi costretti a forza a sentire certi racconti, avvicinarsi a certi vini. Invece non c’erano. Eppure si beveva gratis. Ottimo pure il salame, non c’è che dire.

karl ove knausgardPremio al bello: ok, quest’anno non mancavano i giovani e belli noti. Ma vagabondando per caso ho avuto il piacere di fare qualche foto a Karl Ove Knausgard, autore norvegese che attualmente gode di una certa gloria nel suo paese e il cui libro “La mia lotta” sembra piacere anche anche al pubblico italiano. Eppure altro non si tratta della storia della sua famiglia, una storia normale, raccontata in 6 volumi, 3200 pagine, dove non accade a quanto sembra niente di particolare. Eppure… Siamo arrivati al punto che la normalità è così poco apprezzata che occorre una storia scritta per tirare il fiato? Certo che secondo me il personaggio ha l’estetica dalla sua parte ;)

Avrei voluto restare di più a seguire Fulvio Ervas nella presentazione di “L’amore è idrosolubile” e scambiarci 4 chiacchiere. Uff, ho scoperto che mi manca il primo libro della saga dell’agente Stucky, ma non ho capito quale sia… insomma, ero preparatissima a quest’incontro, ma purtroppo sono dovuta scappare gli ultimi 10 minuti. Quando ricapiterà l’occasione?

E avrei voluto sentire tutta per bene la presentazione di Tullio Avoledo e Boosta di “Un buon posto per morire“. Purtroppo non mi è riuscito l’incastro di cose che avevo in mente e li ho potuti apprezzare solo pochi minuti in una combinazione lettura-piano che prometteva bene.

Mia personale big delusion: l’assenza di Drago Jancar. Eh, lo so, credo sia stata una di quelle assenze di cui non si è accorto nessuno. Tanto la sala era praticamente vuota anche prima che ne annunciassero l’assenza.  Ma dopo Aurora Boreale e dopo averlo sentito a Pordenonelegge 2009 sta nella classifica dei miei autori preferiti, senza dubbio. E si, l’incontro sulla drammaturgia slovena l’ho seguito lo stesso, ma con che fatica!

Vivi complimenti vanno tutti all’interprete dall’inglese all’italiano. Decisamente.

Riflessione in conclusione: Bauman ha parlato di rete e comunità durante il suo dibattito. Ma se dovessi dare la mia definizione direi che comunità è oggi quell’insieme di relazioni a cui se dici, dopo 3 giorni di girovagamenti “Son andata a sentire Bauman” oppure “ho bevuto l’aperitivo con Tiziano Scarpa” ti senti rispondere “Ah” oppure un equivalente “sarebbero?”. La rete è quella cosa dove dici le stesse cose trovi qualcuno che ti risponde “avrei voluto esserci anch’io”.

Per fortuna tra 15 giorni c’è il Festival di Internazionale a Ferrara e, come l’anno scorso, ci andrò accreditata :) . Devo cominciare a studiarmi il programma ;) .

settembre 21 , 2011 at 10:08 am 6 commenti


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