Ricordando Franco Martelli
novembre 27 , 2011 at 11:25 am Lascia un commento
Oggi, 27 novembre, è l’anniversario della fucilazione di Franco Martelli, medagaglia d’oro alla Resistenza. Ieri lo abbiamo ricordato con una cerimonia organizzata dall’ANPI di Pordenone all’ex caserma di via Montereale che porta il suo nome.
Lì a maggio è stato inaugurato un monumento per ricordare lui e i 10 martiri, partigiani di pianura fucilati dai fascisti, e quel luogo è stato dichiarato “sacro”. Sacro in virtù della memoria che ha addosso, ovviamente.
Tengo molto a quel luogo perché da ben prima che cominciassero i progetti per il monumento avevamo preso l’abitudine di andare lì per il 25 aprile, quando l’erba era ancora alta, i muri trascurati. E vederlo affermato come posto di memoria collettiva, dopo anni, beh, è l’unica conquista materiale di cui sono stata partecipe in tutti questi anni di manifestazioni. E’ una cosa piccola, ma per me importante. Il monumento tra l’altro è stato progettato dall’architetto Rossi, partigiano. Ha ricordato Mario Bettoli che non è una cosa da poco. Perché l’effetto è una rappresentazione di doppia memoria: marmo che condensa un periodo, sensazioni, condizioni, nel mondo in cui sono state vissute da uno dei protagonisti del tempo.
Ieri c’erano le solite autorità, ma sopratutto c’è stato l’intervento di Paola Dal Din, partigiana di Udine. Aveva al petto 2 medaglie d’oro: la sua e quella del fratello, ucciso in guerra.
Ad una signora che si stupiva dello spirito ancora battagliero, della forza delle parole della Dal Din, Mario Bettoli ha sussurrato: ”Quelli che hanno fatto la Resistenza li troverai sempre così, sempre forti. Con tanta rabbia, sempre“. E ho pensato a quanto scarsi siamo noi, quando saltiamo le celebrazioni pensando che tanto ci andranno gli altri, che tanto non ci servono, che tanto non sono importanti. (Dov’erano quelli della mia età? No, non dico chi di solito c’è e so che era al lavoro… penso a tutti gli altri: di cosa si stanno nutrendo mentre pensano di star costruendo l’Italia post berlusconiana? Da cosa partono?)
Invece è come raccogliere gocce che valgono ognuna senza misura: ascoltare i partigiani, i deportati, guardarli negli occhi è una specie di cura, una sorta di concime culturale. Ed ogni volta serve. Si, serve.
Durante la celebrazione Sigfrido Cescut ha anche ricordato le lettere di Franco Martelli scritte durante la prigionia e ha lanciato un appello affinché l’ANPI assieme alle altre associazioni partigiane, proponga a Einaudi Editore di inserirle in una prossima riedizione delle “Lettere dei condannati a morte della Resistenza Italiana“, visto che al momento mancano.
Sarebbe bello. Sarebbe come dire che ci siamo presi cura un pochino della memoria e che continuiamo a farlo. A ricercarla, ad ascoltarla.
E se sabato eravate troppo impegnati, beh, potete recuperare. Martedì 29 novembre, alle 20.30 presso la sala della Biblioteca Pubblica di Pordenone intitolata a Teresina Degan (colei che disse no all’espulsione di Pasolini dal PCI) ci sarà la presentazione del libro “Luogo della memoria. Ricordare per vivere” di Sigfrido Cescut e Pietro Angelillo.
Entry filed under: antifascismo, Avvenimenti, città, Riflessioni, Storia. Tags: "franco martelli", anpi, pordenone, udine.


Trackback this post | Subscribe to the comments via RSS Feed