Archive for gennaio, 2012

Corsi di fotografia a Pordenone: edizione 2012

Ebbene, anche se adesso sto a Roma, non posso fare a meno di condividere la notizia che mi è appena giunta: riparte il corso base di fotografia organizzato dalla Pro Loco di Pordenone :) !

Bene, il corso partirà appena sarà raggiunto il numero di 16 iscritti e si terrà presso la sede della Pro Loco, in via S. Francesco 1/c, a Pordenone. Nel corso base, di 12 lezioni, comprensive di uscite di gruppo che si terranno la domenica, si tratterranno i temi base della fotografia (storia, ottiche, sensore, diaframma, tempi…), oltre a spiegazioni più specifiche all’uso della propria macchina, semplice compattina o reflex che sia.

Io che questo corso l’ho frequentato due volte devo dire che ne sono uscita arricchita tantissimo, anche perchè la Pro Loco non manca di organizzare occasioni dove esporre i risultati dei propri lavori!!

Quindi se volete saperne di più o se volete già da subito accaparrarvi qualche posto vi consiglio di inviare una mail al maestro del corso, Francesco Salso, fotografo professionista. La sua mail è francescosalso.fotografi[et]gmail.com.

Scrivetegli e allegate i vostri dati e recapiti così che vi possa ricontattare!

gennaio 27 , 2012 at 10:00 pm Lascia un commento

The Roma story e il mistero dell’aglio

Insomma ho finalmente una dimora! E anche carina. Domani ci sarà pure la televisione, mentre per Internet mi sono arresa all’acquisto di una chiavetta (scoprendo che le mie perplessità sulle chiavette sono fondatissime! Per fortuna ho preso quella della TIM che in un mese ti fa fare 10 G di traffico prima di farti navigare alla maniera del vecchio modem, ma ho letto che le altre son, a parità di prezzo, ancora peggio. Altro che navigazione senza limiti!) che, aimè, occorre usare con molta più parsimonia di quanto potessi pensare, ma vabbè. Mi imparerò ad adeguare ai limiti della tecnologia.

Se tutto va bene passerò in questa viuzza di Monte Mario tutto l’anno. Ne ho già osservate alcune caratteristiche peculiari (peculiari nel senso che a vederla si capisce bene che di certo non è una via di Pordenone, per dire):

- I padroni dei cani della via non si fanno problemi a lasciare che i marciapiedi si trasformino in latrine canine. E qui non si può neppure andare in mezzo alla strada visto che c’è un senso unico perennemente attraversato da automobili :( .

- La raccolta differenziata a Roma non c’è. Ho sentito dire che l’altra sera ne hanno parlato anche a Presa Diretta e insomma diciamocelo, l’avrebbe capito anche qualsiasi vecchina della provincia pordenonese (magari di quei posti dove si ricicla per obbligo da 15 anni) che qui le cose non vanno un granchè bene. In altri vie ho visto volenterose signore dividere i rifiuti, ma se in tutto il resto della città i bidoni valgon tutti la stessa cosa che razza di riciclaggio si potrà mai fare a livello cittadino?

- Da queste parti è bene non passeggiare con abbigliamenti che lascino intuire la propria appartenenza politica o di tifoseria. Che qui si debba tifare Roma è un must. Ed essendo la sede della Fiamma proprio dietro l’angolo, beh, vi lascio immaginare.

- Qui abbondano negozietti di ogni tipo, alimentari, bar, pasticcerie a gogo e la domenica la gente va a prendere le pasterelle e trovi sempre la mattina dei negozi ancora aperti. In più c’è una gastronomia super guduriosa dove, manco a dirlo, c’è la fila pure la domenica, sintomo che cucina meglio delle nonne (o che le nonne che cucinano non ci sono più?). Ho già visitato anche il mercato della domenica che pullulava di bengalesi che vendevano aglio. E mica ho capito il perchè!! Che sia un codice? Mistero. Qualcuno mi ha suggerito che si tratta del famoso aglio per la pasta aglio e olio, ma ehm, anche da noi si fa e mica ci sono i venditori di teste d’aglio in sacchetto…

- La famosa leggenda che a Roma paghi tanto d’affitto e poi il resto costa meno vale solo per la brioche e il caffè la mattina e un po’ per la pizza da asporto. Fine. Tutto il resto son le solite leggende metropolitane. Almeno da quanto visto fino ad ora… eh!

 

E ora buonanotte e chissà che il rumore del traffico sparisca a suon d’abitudine…

gennaio 23 , 2012 at 10:39 pm 2 commenti

Presa come sono da me stessa per cause di forza maggiore

Vabbè, prendiamolo come un test. Una prova per capire cosa si prova.

In questi giorni in cui mi preoccupano molto di più i prezzi degli affitti a Roma, l’andamento dei mezzi pubblici, i negozi di coperte di tutto il resto mi rendo conto, beh, che tutto il resto mi manca. Mi manca conoscere e ragionare attorno ad ogni parola della politica, mi mancano le celebrazioni dell’Anpi, mi manca di pancia e di testa capire cosa si dice nel mondo. Questa cosa di Wikipedia USA che si è oscurata per protesta, ad esempio, l’ho percepita e basta. Solo un mese fa avrei considerato inevitabile saperne tutto e di più.

Così alla fin fine mi rendo conto che essere discretamente informati è un’occasione di nicchia. Non è un pregio, un merito, una dote. E lo stesso dicasi per tutto il tempo passato a intrecciare reti twittere e compagnia.

Che fatica stare dietro a queste cose adesso! Ci vogliono gli strumenti hardware, ci vuole la connessione… ci vuole lo spazio per conservare i giornali di carta… e mi accorgo che diamo queste cose un pochino troppo per scontate quando le abbiamo. Poi basta una collinetta, un sotterraneo, del lavoro impegnativo, la ricerca di una coperta e zac. C’è poco da fare: ti arriva in testa soltanto la notizia della nave che affonda, finisci col conoscere solo il nome di un paio di comandanti e non sai neanche com’è che quella roba lì è riuscita comunque ad invadere tutto lo spazio dell’informazione che ti arriva. E niente più.

Cosa succede co’ sta storia delle liberalizzazioni? Cos’è sta storia del “movimento dei forconi”? E cos’è successo alla Romania?

Dovrei mettermici adesso e impegnarmi a cercare. Ma adesso che a differenza di troppo tempo nella mia vita ho a che fare con un lavoro che richiede un poco d’uso del mio cervello e della mia attenzione, beh, sono proprio stanca. Come una persona normale.

Che normalmente ignorerà quei programmi noiosi alla tv che magari potrebbero servire a sapere qualcosa di più di cosa sta succedendo alla benzina (vedo i prezzi salire andando in bus), aspetterà che arrivi l’ora per chiamare qualcuno a cui dire “Ti voglio bene”, si metterà il pigiama e andrà a dormire.

Per risalire nell’autobus domani, dove ormai mi sono abituata alle facce, dopo aver preso un caffè che ormai al bar mi porgono senza bisogno di chiederlo, per ritornare poi in ufficio dove niente è abitudine ancora-e forse per fortuna.

Comunque se tutto va bene questo fine settimana entro nella mia stanzetta dal letto nuovo e le lenzuola nuove. E poi magari s’ingrana.

E si (ri)comincia.

gennaio 19 , 2012 at 10:52 pm 1 commento

Su, andiamo

Insomma, tragedie e tormenti attraversano l’Italia, perdiamo lettere, si spediscono proiettili e chi più ne ha più ne metta.Ma ciò che in questi giorni paradossalmente ha attratto maggiormente la mia preoccupazione è stata la ricerca di letto, cuscino e lenzuola. Mi manca solo una coperta e non sono sicura sarà così facile recuperarla. Ma vabbé. Fatto 30 farem 31.

Ormai ho imparato a riconoscere le facce di chi sale sul bus al mattino e di chi sale sul bus alla sera, ho imparato i percorsi di 2-3 dei bus e ho visto oggi il mio primo rudere romano in piazza dei Giochi Delfici. Dubito assai si sia trattato di un vero rudere dei tempi antichi, ma sul suo essere romano non ci sono dubbi.

Ancora non mi sono abituata al Tg3 che trasmette il tg regionale del Lazio e mi fa strano sentir citata la Provincia di Frosinone, ma insomma, mi sto un pochino ambientando.

Mi manca la reflex (eh, occorre risalire prima o poi a riprenderla!), mi mancano gli aperitivi, mi manca il senso di libertà e sicurezza che danno le strade che si conoscono bene. Mi manca l’abitudine, che permette di sapersi ritagliare del tempo per leggere un libro, leggere il giornale mentre va la lavatrice e cose del genere, ma immagino che tutto presto verrà da se.

Lo immagino, anzi lo so perché l’ho già passato andando dal paesello a Trieste per l’Università, da una casa all’altra, e poi da un lavoro all’altro, da una coinquilina all’altra e da Trieste a Pordenone e di nuovo la stessa ennesima ritualità dell’imparare luoghi e parole e nomi delle cose.

E guardate che no, non è tutta sta figata. Neppure un pochettino.

Ma in fondo a Roma fa così caldo che si può andare in giro con le infradito.

E al Nord sappiamo tutti sciare.

Come dire…

 

gennaio 17 , 2012 at 10:22 pm 1 commento

Roma, fino a qui

Gli autobus, che arrivano quando vogliono, parlano tutte le lingue del mondo. (O quasi: non ho sentito l’inglese, il tedesco, il francese o l’italiano). Nelle vie dei ricchi la mattina scende gente da ogni dove e tra un po’ conoscerò le tariffe delle donne delle pulizie in maniera perfettamente geolocalizzata: signore e ragazze che si spostano da una zona o l’altra quando parlano di soldi si capiscono sempre benissimo.
Non ci vuole molto a capire perché questi autobus arrivano in un perfetto orario random: di certo da queste parti l’autobus non è il mezzo preferito di chi indossa giacca e cravatta.
L’unico che ho sentito lamentarsi è stato un signore un po’ svitato: l’altra fetta di utenza dei bus.
A Roma fa freddo, tanto freddo. Altro che clima mite: c’è la brina la mattina che ghiaccia anche l’asfalto e quando aspetti il bus si sente tutta.
Però caffè e brioche in pasticceria costano 1,50 euro.
Secondo me è per questo che ci vivono 5 milioni di persone e stanno ben attente a non lasciare una camera libera per me!!!

gennaio 11 , 2012 at 10:52 pm 6 commenti

Ce la faranno i nostri eroi

20120108-095541.jpg Insomma, ciao Friuli. Alla fine eccomi a salutare. Che poi mica è per sempre, mica è un addio, mica un’andata senza ritorno. Però c’è lo stesso un po’ di malinconia, quel sentimento un po’ di sconfitta, un po’ di rifiuto, un po’ di abbandono. Perché le scelte sono tali quando fatte tra alternative… E invece…
Ma vabbè. In fondo devo pur ambientarmi in vista della mia salita al Quirinale, no? Quando quel giorno verrà mica potrò arrivarci ignara proprio di tutto! E allora avanti,facciamo sta sfacchinata, con questa valigia che pesa decisamente troppo (ma avrebbe pesato anche se vuota), la paura di disturbare chi mi ospiterà, la fretta di trovare una stanza, il nuovo lavoro che domani comincia. E bon.
Ce la faranno i nostri eroi.

gennaio 8 , 2012 at 10:11 am 6 commenti

Se ogni lasciata è persa…

Insomma, domenica vado a Roma. Per un anno. Non ho fatto neppure in tempo ad avere paura del mio primo giorno di disoccupazione (passato quasi tutto in coda per dichiararmi disoccupatissima) che una proposta di lavoro mi è arrivata, così, zac. Qualche ora per decidere, con il Capodanno alle porte.

E allora capitale a noi. Che ogni lasciata è persa. E se è vero che “Chi lascia la strada vecchia per quella nuova sa quel che perde e non sa quel che trova” è anche vero che quando i ponti crollano non si può star li ad aspettare che arrivi il materiale per ricostruirli. Occorre trovare il modo di passare il fiume in piena in qualche modo, no?

E sì, dovrò forse infangarmi le scarpe e caricare acqua che non profuma di rose, rieducare le orecchie, imparare tempi e luoghi. Ma è sempre meglio che star seduti ad aspettare un chissà cosa.

Così adesso devo trovare una stanza a Roma, trovare qualcuna interessata alla mia stanza a Pordenone, trovare scatoloni (mentre intanto fuori piove…), pensare ai libri da stipare momentaneamente, nuovamente, da mamma e papà.

Immaginare chilometri e chilometri di treni e stazioni e bus e metro. O forse non immaginarli affatto, ma prenderli per quello che saranno, così, come avranno voglia di essere.

Intanto occorre pulire per bene questa casa qui. Fare una cernita delle cose che si possono anche buttare, tornare a fare i conti con l’idea di “cose importanti”.

E adesso al lavoro, va. Che c’è un sacco di roba da fare :) .

P.S: Che poi un po’ di paura c’è, eccome. Ma anche la curiosa impressione che ci sia una sorta di coerenza esistenziale in questa occasione. Che da un po’ l’idea di averle in mano le redini della propria vita. Anche quando meno lo si pensa…

gennaio 3 , 2012 at 10:22 am 23 commenti


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