Archivio per gennaio 3 , 2012
Se ogni lasciata è persa…
Insomma, domenica vado a Roma. Per un anno. Non ho fatto neppure in tempo ad avere paura del mio primo giorno di disoccupazione (passato quasi tutto in coda per dichiararmi disoccupatissima) che una proposta di lavoro mi è arrivata, così, zac. Qualche ora per decidere, con il Capodanno alle porte.
E allora capitale a noi. Che ogni lasciata è persa. E se è vero che “Chi lascia la strada vecchia per quella nuova sa quel che perde e non sa quel che trova” è anche vero che quando i ponti crollano non si può star li ad aspettare che arrivi il materiale per ricostruirli. Occorre trovare il modo di passare il fiume in piena in qualche modo, no?
E sì, dovrò forse infangarmi le scarpe e caricare acqua che non profuma di rose, rieducare le orecchie, imparare tempi e luoghi. Ma è sempre meglio che star seduti ad aspettare un chissà cosa.
Così adesso devo trovare una stanza a Roma, trovare qualcuna interessata alla mia stanza a Pordenone, trovare scatoloni (mentre intanto fuori piove…), pensare ai libri da stipare momentaneamente, nuovamente, da mamma e papà.
Immaginare chilometri e chilometri di treni e stazioni e bus e metro. O forse non immaginarli affatto, ma prenderli per quello che saranno, così, come avranno voglia di essere.
Intanto occorre pulire per bene questa casa qui. Fare una cernita delle cose che si possono anche buttare, tornare a fare i conti con l’idea di “cose importanti”.
E adesso al lavoro, va. Che c’è un sacco di roba da fare
.
P.S: Che poi un po’ di paura c’è, eccome. Ma anche la curiosa impressione che ci sia una sorta di coerenza esistenziale in questa occasione. Che da un po’ l’idea di averle in mano le redini della propria vita. Anche quando meno lo si pensa…

