Presa come sono da me stessa per cause di forza maggiore
gennaio 19 , 2012 at 10:52 pm 1 commento
Vabbè, prendiamolo come un test. Una prova per capire cosa si prova.
In questi giorni in cui mi preoccupano molto di più i prezzi degli affitti a Roma, l’andamento dei mezzi pubblici, i negozi di coperte di tutto il resto mi rendo conto, beh, che tutto il resto mi manca. Mi manca conoscere e ragionare attorno ad ogni parola della politica, mi mancano le celebrazioni dell’Anpi, mi manca di pancia e di testa capire cosa si dice nel mondo. Questa cosa di Wikipedia USA che si è oscurata per protesta, ad esempio, l’ho percepita e basta. Solo un mese fa avrei considerato inevitabile saperne tutto e di più.
Così alla fin fine mi rendo conto che essere discretamente informati è un’occasione di nicchia. Non è un pregio, un merito, una dote. E lo stesso dicasi per tutto il tempo passato a intrecciare reti twittere e compagnia.

Che fatica stare dietro a queste cose adesso! Ci vogliono gli strumenti hardware, ci vuole la connessione… ci vuole lo spazio per conservare i giornali di carta… e mi accorgo che diamo queste cose un pochino troppo per scontate quando le abbiamo. Poi basta una collinetta, un sotterraneo, del lavoro impegnativo, la ricerca di una coperta e zac. C’è poco da fare: ti arriva in testa soltanto la notizia della nave che affonda, finisci col conoscere solo il nome di un paio di comandanti e non sai neanche com’è che quella roba lì è riuscita comunque ad invadere tutto lo spazio dell’informazione che ti arriva. E niente più.
Cosa succede co’ sta storia delle liberalizzazioni? Cos’è sta storia del “movimento dei forconi”? E cos’è successo alla Romania?
Dovrei mettermici adesso e impegnarmi a cercare. Ma adesso che a differenza di troppo tempo nella mia vita ho a che fare con un lavoro che richiede un poco d’uso del mio cervello e della mia attenzione, beh, sono proprio stanca. Come una persona normale.
Che normalmente ignorerà quei programmi noiosi alla tv che magari potrebbero servire a sapere qualcosa di più di cosa sta succedendo alla benzina (vedo i prezzi salire andando in bus), aspetterà che arrivi l’ora per chiamare qualcuno a cui dire “Ti voglio bene”, si metterà il pigiama e andrà a dormire.
Per risalire nell’autobus domani, dove ormai mi sono abituata alle facce, dopo aver preso un caffè che ormai al bar mi porgono senza bisogno di chiederlo, per ritornare poi in ufficio dove niente è abitudine ancora-e forse per fortuna.
Comunque se tutto va bene questo fine settimana entro nella mia stanzetta dal letto nuovo e le lenzuola nuove. E poi magari s’ingrana.
E si (ri)comincia.
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1.
Francesca BB | gennaio 20 , 2012 alle 11:25 am
Ti mando un bacione dalle brume della pianura friulana. Aria irrespirabile, bassa pressione, nebbia.