Un salto al Salone del Libro a Torino 2012 e il post
maggio 14 , 2012 at 10:20 pm Lascia un commento
Quest’anno, dopo 14 anni, ho rimesso piede al Salone del Libro di Torino. E a Torino in generale
!
Purtroppo eventi come questi andrebbero vissuti in una sorta di full immersion: un giorno d’osservazione e ambientazione, uno di full immersion, uno di rosolatura finale. Però dai, come prima volta, in pratica, è andata bene così, passarci un sabato.
Ci è voluto un sacco infatti per visitare tutti gli stand e quindi non c’è stato il tempo per mettersi a serpentone nelle code per gli eventi. Anche perchè il caldo che si cominciava a sentire nella calca del sabato pomeriggio rendeva la cosa particolarmente eroica.
Così è stata tutta una visita ai libri, un riempimento di sacchetti con quelle cose che ti riprometti prima o poi di leggere e poi dimentichi, magari perché in libreria non le tengono, conquistando qua e là qualche bel sconticino.
Attenzione: dai piccoli e generosi, perchè dai grossi di sconticini non se ne sono visti…
Mi ha ricordato un po’ Pordenonelegge quand’era la fiera del libro e poco altro e mamma ci portava a far man bassa tra le copertine precise precise di Adelphi e quelle colorate di Feltrinelli. Tanto tempo fa.
Ho anche vinto un buono sconto di 30 euro con un tweet per un concorso delle Edizioni Il Mulino!!
E poi è stato appuntare titoli da recuperare in ebook e farsi per l’ennesima volta strangolare dalla voglia di leggere tutto e subito in maniera compulsiva. Chissà che mi riesca!!
Poi un giretto per Torino: bella, tranquilla e buona.
Oggi comunque per recuperare almeno un po’ gli eventi persi al Salone, sono stata alla sede dell’istituto Cervantes di Piazza Navona a Roma per ascoltare Eduardo Halfon, direttamente dal Guatemala, e José Ovejero, spagnolo, entrambi ospiti del Salone che quest’anno aveva come paesi invitati Spagna, appunto, e Romania.
Halfon ha presentato L’angelo letterario (ed. Cavallo di Ferro) ed è stata subito simpatia a pelle: tra l’argomento del libro e la storia dell’autore (che non conoscevo), beh, rapita. Ma altro vi dirò a libro terminato.
Ovejero invece in Italia ha pubblicato per Voland e ha trattato il tema della crudeltà, a cui spesso associano la sua scrittura. Beh, decisamente da approfondire.
Ovviamente vista la sala si è spesa molto la discussione sul tema della lingua e ad un certo punto mi sono resa conto di ascoltare in spagnolo e comprendere. Cosa che di solito non mi capita mai. Poi con Halfon sono pure riuscita a tirare fuori le 4 parole di spagnolo che conosco.
Effetto collaterale della libreria spagnola a fianco? Chissà: cert’è che adesso ne ho ancora di più di pagine che voglio divorare!
Entry filed under: Avvenimenti, città, libri. Tags: Eduardo Halfon, José Ovejero, salone del libro, Spagna, torino.


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