Perché si scrive? L’angelo letterario di Eduardo Halfon
luglio 5 , 2012 at 8:49 pm Lascia un commento
Io non so come fate voi a dire che un libro è bello, un libro è brutto. Io uso criteri random, ma certo uno di questi è “poteva fare a meno di essere scritto?”
“L’angelo letterario” di Eduardo Halfon (ed. Cavallo di Ferro) è una ricerca. Perché si scrive? Qual è il momento in cui uno scrittore decide di scrivere?
Quand’è comparso l’angelo letterario nella vita di Hesse, di Hemingway, di Carver?
La ricerca di Halfon non è un percorso sterile, fine a sé stesso. Cerca nelle storie degli altri, fino ad entrare nelle case degli scrittori che conosce, per capire, in fondo, sé stesso.
“Mi viene in mente che forse tutte quelle decisioni apparentemente accidentali e spontanee prese man mano durante il cammino [...] mi stavano soltanto conducendo verso una domanda cruciale: perché ero diventato uno scrittore.”
Così facendo ci regala però camei, paesaggi, pensieri e ci fa camminare un po’ sulle tracce di chi tanta letteratura ci ha regalato.
Ho incontrato Eduardo Halfon all’Istituto Cervantes di Roma e nonostante il mio scarso spagnolo sono riuscita a capire tutto quel che andava raccontando (quando si dice saper comunicare…): della sua laurea in ingegneria, degli anni passati a fare l’ingegnere meccanico negli USA, del momento in cui ha capito che no, non era quella la vita che desiderava per sé, del ritorno in Nicaragua, l’iscrizione a filosofia, i primi racconti, la riappropriazione della lingua spagnola che da bambino gli era stata negata per prepararlo a diventare il perfetto ingegnere americano.
E sarà perché sono entrata subito in connessione con la sua storia che poi ho capito il percorso, passo a passo che Halfon ha intrapreso.
Ho capito che sì, questo è un libro che doveva essere scritto. E il risultato è non solo interessante, curioso, ma anche un bel leggere, un bel mettere carne sul fuoco ai pensieri.
Ed è un bell’esempio di come costringersi a fare ciò che non si ama fare nulla di buono produce…
Specie durante un turno di notte.
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