Perché per il referendum “contro la casta” non firmo

luglio 16 , 2012 at 11:10 am 44 commenti

Da qualche giorno molte fonti d’informazione in rete riservano qualche spazio a un referendum che si può firmare in questi giorni indetto da Unione Popolare, un piccolo movimento di residui di UDC, IdV e similari.

Questa proposta di referendum circola in rete come referendum “anti casta” (o “taglio degli stipendi d’oro ai parlamentari”) e su Facebook è stato talmente condiviso da diventare assillante.

Io non muoverò un dito per firmarlo. E ora vi spiego perché.

Ho avuto fin da subito una perplessità comunicativa: ogni campagna che in rete si esprime in termini allarmistici va sempre presa col beneficio del dubbio: perché esasperare certi stati d’animo in termini, talvolta, persino dietrologici, per esporre i fatti? In questo caso è facile capirlo: una proposta che viene presentata come una cancellazione di indennità ai parlamentari risulta di fatto riguardare poi soltanto una piccola parte di questi. Allora perché non essere chiari fin dalle prime righe?

Mentre cercavo di approfondire la precedente perplessità mi sono trovata di fronte ad un’ulteriore perplessità, di carattere organizzativo: in questi anni ho partecipato a più di qualche campagna referendaria, non ultima quella per l’acqua pubblica. Certo, l’informazione dei media poteva anche in quel caso dirsi scarsa, ma l’impegno dei territori, unico modo per raccogliere le firme e preparare il terreno per il voto referendario, c’è sempre stato. Qui non si parla di comitati territoriali, non c’è stata una rete di gruppi, associazioni o altro che si è mossa. Il risultato è che molti hanno lamentato di non aver trovato i moduli in Comune andando così, nuovamente, ad alimentare in rete una discussione del tipo:

I Comuni non hanno i moduli => Li nascondono => I politici boicottano => Scandalo

Per capire chi ha indetto il referendum, chi ne organizza la raccolta firme, occorre sempre far riferimento a Unione Popolare e alla sua portavoce. Forse non si tratta di forze sufficienti a gestire correttamente la cosa. Quasi fosse più conveniente suscitare la catena di ragionamenti sopra citata che cercare collaborazione con altre realtà meglio diffuse nei territori.

Specie quando si è un movimento minuscolo e forse non si ha una rete di realtà con cui si può dialogare…

Meglio mandare sempre avanti la propria portavoce, che è dovuta in questi giorni intervenire più volte con video e comunicati per smentire le voci diffuse in rete secondo le quali non si possono raccogliere le firme un anno prima dello scioglimento delle Camere. Al che mi è scaturita una perplessità tecnica: è o non è valida la campagna di Unione Popolare? Fortunatamente le perplessità tecniche, specie quando di mezzo vi si trova la legge, si affrontano pragmaticamente con un “vedremo, questione di interpretazione”.

La perplessità tecnica che certo però mi interessa più di tutte è stata andare a ripescare i costi stimati dell’ultimo referendum: una consultazione su scala nazionale costa circa 300 milioni di euro. Qual è il risparmio annuo (visto che l’intento di questo referendum è risparmiare) previsto dal referendum? 39 milioni di euro all’anno. A conti fatti un referendum che non ha un “significato profondo” (e vedremo poi cosa intendo) richiederà 7,6 anni per essere ammortizzato. E spero questo dia un po’ l’idea della misera sostanza di cui stiamo parlando.

C’è però un nodo politico che su di tutti mi fa dire che questo referendum è una grande presa in giro per tutti coloro che ci credono: Unione Popolare non sta facendo altro che la propria campagna elettorale in vista delle prossime elezioni politiche sfruttando il passaparola delle rete e l’effetto “passionale” che oggi produce il tema “Attacchiamo la classe politica”.

Leggo in un virgolettato di un articolo in rete:

“Che cos’è Unione Popolare? Un movimento di gente comune che diventerà partito alle prossime politiche.”

Sinceramente con questi signori che, rispetto ai grandi problemi del nostro Paese, utilizzano strumentalmente ciò che più facilmente smuove gli animi come loro biglietto da visita, beh, non ho proprio nulla da spartire. Tanto più quando il programma che presentano sul loro sito non sfiora neppure marginalmente quelli che sono i temi duri, motivo di scontro, nel dibattito politico e sociale odierno: il lavoro, le pensioni, l’economia italiana.

Credo che la politica costi, e giustamente. Mai direi per un referendum serio “non serve”. Ma per me serio è ciò che afferma un principio importante, come il rispetto del territorio, i beni comuni, la libertà di scelta delle donne sul proprio corpo, la tutela dei principi contenuti nello Statuto dei lavoratori, etc etc… Quando l’esito di un referendum è tale quindi da parlare a principi più generali e mostrare allo Stato la direzione in cui si muove la società, ecco che per me un referendum ha senso.

Altrimenti non facciamoci prendere in giro. Non basta dire: si taglia un articolo come inizio di qualcosa, meglio questo che niente, non importano i fini collaterali etc etc… Questo è un referendum per risparmiare che in realtà da risparmio solo alla campagna elettorale di Unione Popolare.

Se oggi in Italia esiste un problema di cultura politica, di onestà intellettuale nella comunicazione politica, di capacità di scindere parole e intenzioni, ecco, è anche perché per troppo tempo non ci si è educati a capire il valore collettivo (e politico) delle proprie azioni, le conseguenze del proprio voto, il senso delle proprie “simpatie” come strumento di scelta di una rappresentanza politica.

Così per me oggi per pensare a una classe politica che si costruisce in modo diverso dall’attuale, beh, è essenziale non ricadere dentro a vecchi giochini.

I secondi fini non consideriamoli un fatto accessorio: io di rafforzare, anche solo a livello d’immagine, l’ennesimo partito di centro, pronto a bocciare magari in futuro qualsiasi legge che miri a portare un po’ di laicità in questo Paese, non ho nessuna intenzione.

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44 commenti Add your own

  • 1. eLENA  |  luglio 16 , 2012 alle 11:31 am

    grazie Sara … per capire cosa sarei andata firmare … mi ero ripromessa di approfondire l’articolo che sarebbe andato abrogato … ma non avevo avuto ancora tempo … mi piacerebbe che qualcuno dei promotori ti rispondesse … grazi epr la chiarezza che hai fatto!

    Risposta
    • 2. sarasx  |  luglio 16 , 2012 alle 11:40 am

      Prego @Elena! Mah, chissà se arriveranno fino alla lettura…

      Risposta
  • 3. Alex  |  luglio 16 , 2012 alle 11:42 am

    Ragionamento fluido, come sempre.

    Risposta
  • 4. Stefano Toria  |  luglio 16 , 2012 alle 12:37 pm

    Interessante, ben documentato e argomentato. Peccato per la caduta di stile alla fine (“…un po’ di laicità…”), ma nessuno è perfetto. Peraltro ti sono grato perché mi hai risparmiato la fatica di fare un lavoro di ricerca per capire come stessero le cose rispetto a questo referendum, e mi hai confermato la mia impressione iniziale che non fosse una cosa per la quale scaldarsi.

    Risposta
  • 5. Davide Vitali  |  luglio 16 , 2012 alle 3:29 pm

    Credo ci sia un punto in più da sottolineare nella riflessione, ovvero che anche qualora il referendum dovesse passare i parlamentari potrebbero facilmente reintrodursi uno stipendio (così come è successo in regione sardegna) oppure giocare sui rimborsi spese (più o meno come è stato per la vicenda finanziamento ai partiti-rimborsi elettorali), traducendo il referendum in una spesa inutile. credo che il problema sia alla fonte: finchè non sarà un organo terzo ed imparziale a decidere l’ammontare di stipendi, rimborsi elettorali, costi di camera e senato, etc. continuerà ad esserci un distacco su questo tema tra politica e cittadini.

    Risposta
    • 6. sarasx  |  luglio 16 , 2012 alle 3:32 pm

      Occorre una recisione complessiva che identifichi i costi della politica e li “riaggiorni” alla condizione attuale, senza cadere nel rischio di ritrovarci a partiti e politici dipendenti dai finanziamenti privati (cosa a cui qualcuno purtroppo ambisce).

      Risposta
      • 7. Davide Vitali  |  luglio 17 , 2012 alle 9:10 am

        hai qualche idea a riguardo?

    • 8. sarasx  |  luglio 17 , 2012 alle 9:26 am

      @Davide Vitali tenendo conto che non è questo uno dei problemi più importanti del paese, prima di tutto sarei per una regolamentazione statutaria chiara dei partiti e di tutte le organizzazioni, movimenti, etc che decidono di candidarsi alle elezioni. Occorre prima far si che si ricostruisca il voler partecipare delle persone: solo così ci sarà condivisione in qualsiasi tipo di valutazione economica sull’operato dei rappresentanti eletti. Oggi in Parlamento sono certa sieda un sacco di gente per bene. Ma se l’italiano medio è offuscato e fa di tutta l’erba un fascio sarà inutile spiegargli come vengono oggi gestiti i bilanci dei partiti seri, che comunque ci si dimentica esistono, per quanto criticabili sul piano politico magari.
      Oggi se non si da una sistemata ai contenitori c’è poca speranza in contenuti condivisi. (Poi la stampa ci sguazza ad alimentare il conflitto rappresentanti-rappresentati e quindi…)

      Risposta
  • 9. Pandora Pan  |  luglio 16 , 2012 alle 4:16 pm

    In effetti non mi sono mai sognata di andare a firmare, c’è qualcosa di ambiguo in questa proposta, ora che mi è stata spiegato meglio il meccanismo constato di aver ragione, certe volte l’istinto ti guida.

    Risposta
  • 10. Leo Delirio Fastidio  |  luglio 16 , 2012 alle 5:11 pm

    ma veramente pensate così? siete dei politici voi che scrivete che non serve a nulla? …a me pareva cmq un ottimo segnale ai politici che vivono in una “realtà economica e sociale parallela” perchè questi non si accorgono che ci sono famiglie che perdono il lavoro e/o pagano tasse per un debito pubblico che non verrai MAI risanato, per far capire loro che la gente è stufa di dover stringere la cinghia. E’ un discorso che va oltre chi o non chi lo ha fatto pertire (questo referendum) Ma non vi fa schifo che i politici prendono un sacco di soldi in rimborsi per non fare un ca##o, si vede dai risultati mi pare inequivocabili vista la situazione del paese e visto che chi ci rimette è solo in cittadino non il politico…per cui, l’invalidazione temporale e soldi spesi per un referendum (e quest’ultimo mi sembra una cagata come giustificazione, visto che io per firmare sono andato in un ufficio del comune dove c’erano già degli statali che percepiscono una paga per stare là e fare il loro lavoro) non mi sembrano cmq una buona scusa per non alzare il sedere e andare a esprimere un dissenso che credo sia popolare e legittimo, oltre che unico mezzo di vera “discussione” tra noi e i politici.
    Ma forse il dissenso è solo il mio letti i commenti… se a voi pesa “perdere” mezz’ora del vostro prezioso tempo per mettere una firma e tagliare qualcosa (forse poco importa) che può essere depennato tranquillamente dalle spese statali e quindi anche dalle nostre tasche, allora…liberi di pensarlo e di essere felici delle vostre scelte.

    Risposta
    • 11. sarasx  |  luglio 16 , 2012 alle 5:18 pm

      @Leo andare a firmare non significa votare il referendum. Il voto è un passaggio secondario,che si svolgerà,forse,tra un paio d’anni e costerà qualche centinaio di milioni di euro. Capisco la tua rabbia, ma se lasci che altri la utilizzino per farsi vedere ti fai solo fregare: il problema degli stipendi dei partiti va affrontato in termini complessivi, in altro modo. L’abrogazione di un articolo che non porta con se nessuna affermazione di principio non servirebbe comunque a niente.

      Risposta
      • 12. Leo Delirio Fastidio  |  luglio 17 , 2012 alle 11:12 am

        posso essere maggiormente daccordo con questa tua risposta, cmq sia credo che quello che conta sia il segnale. Sentiamo parlare solo di equità, di sobrietà, di sacrificio… però mi pare che sia rivolto solo ed unicamente ai cittadini e sopratutto a coloro che hanno una busta paga dalla quale, ahimè, si attinge come un mini bancomat sempre e sempre di più. Ora come ora, 300mil di euro li farei spendere proprio volentieri per togliere anche qualcosa, pur minima a questa manica di cialtroni che ci governa e ci racconta tutte le fregnaccie possibili e c’è ancora chi ci casca…

      • 13. sarasx  |  luglio 17 , 2012 alle 11:57 am

        Ma fare politica in maniera che segni il cambiamento vuol dire non dare priorità alle proprie rabbie, ma trasformarle in percorsi che cerchino soluzione ai problemi. Spendere un sacco di soldi per tagliarne un po’ è meno utile del dimostrare, ad esempio, che se in un quartiere si organizza un doposcuola fatto bene i ragazzini ne traggono giovamento. Non è la vendetta che rifà l’Italia oggi come oggi…

  • 14. insiemepersangiorgio  |  luglio 16 , 2012 alle 5:17 pm

    Reblogged this on Insieme per San Giorgio.

    Risposta
  • 15. Franco Muzzi  |  luglio 17 , 2012 alle 3:27 am

    Credo che tu abbia fatto più pubblicità ad unione popolare di quanto ne possa fare il fatto di andare a firmare nel proprio comune. Per prima cosa se sei una persona che crede nei diritti e nei doveri e se hai coscienza della classe politica mangia-mangia che abbiamo in Italia, pagheresti mille euro per fargliene perdere cento! Il solo fatto che questi BAXTARDI non siano stati in grado di dare un segnale di autoridimensionamento dei loro ASSURDI salari, dimostra che SANNO che in Italia tra BUONI, SOTTOMESSI e PSEUDOMORALISTI, che sono pronti a difenderli, possono dormire tra due guanciali!
    Forse a te sfugge che c’è così tanta gente DISPERATA ed ESASPERATA… che ha perduto il raziocinio ed identifica in questi “trapanatori dello scafo della nave ITALIA” la causa primaria del malessere sociale!
    Il tuo ragionamento avrebbe appena appena un senso se fossimo al cospetto sì di un momento economicamente difficile, ma se la nostra classe politica perlomeno rappresentasse un po’ il paese!
    Ma tu sai bene che questi ominidi sono scelti proprio con lo stesso criterio con cui NELLE BARZELLETTE si scelgono i carabinieri (anche perchè nella realtà l’arma dei carabinieri è una delle poche cose che ha ancora buona credibilità). Se non sono ottusi non li vogliamo! Sembra lo slogan che tutti i partiti hanno all’ingresso della loro sede, quando si tratta di scegliere la classe legiferante del nostro paese! Amebe, molluschi, invertebrati… il TUBE è colmo di video dove essi stessi AUTODENUNCIANO la loro incompetenza e inutilità!!! A questo punto… io personalmente sono disposto a protestare per un anno… rinunciando ai guadagni di un anno pur di far perdere ad UNO SOLO DI QUESTI INDEGNI, l’ 1% di quanto ci rubano! Ci rimetto di più io, lo so!!!! ma darei la vita pur di sapere che accorcio la loro di un solo minuto!!!
    Ed ogni volta che qualcuno si suicida… io prego che questi bastardi indengi di rappresentare gli escrementi dei cessi della stazione più mal gestita, soffrano e con loro soffra tutta la loro progenie! Progenie che per ora può non avere colpe dirette… ma che sarà solo questione di tempo e ci ritroveremo a mantenere! Tutti all’inferno! e se per farceli andare io dovrò soffrire più di loro per l’eternità tra le fiamme di satana… poco importa! saperli all’inferno mi farà sentire fresche le fiamme!
    PS
    Chiaramente tu ora farai discorsi pragmatici, nei quali convincerai gli altri lettori che con l’isteria non si va da nessuna parte… ma per me sarai né più né meno che come quella donna che in “The day after” voleva fare il letto, mentre fuori dalla finestra si vedeva alto il fungo atomico, e suo marito la tirava per farla andare nel bunker!

    Il referendum è uno spreco di denaro?
    SPRECHIAMO MILLE VOLTE DI PIU’… se questo servirà a far vedere a questi BAXTARDI che l’ITALIA s’è desta!!! …ma loro grazie a quelli come te… dormono sonno tranquilli! Lo stesso sonno di cui godevano i nobili francesi poco prima del 1789… trasformatosi poco dopo in sonno eterno…

    Risposta
    • 16. sarasx  |  luglio 17 , 2012 alle 8:15 am

      Chissà come mai tanta veemenza contro la rappresentanza politica in Parlamento e zero contro un sistema imprenditoriale che è forse la prima ragione delle condizioni in cui ci troviamo.
      Sinceramente cadere nel gioco di chi ha canalizzato l’impotenza popolare verso gli stipendi della classe politica attuale (che qualcuno ha votato…) non mi interessa.
      Perché a me non pare si debbano nuovamente scaldare gli animi fino a vederli invocare un nuovo dittatore. Sinceramente temo che le conseguenze di tanta furia verso spiccioli rispetto ai fiumi di denaro finiti negli aiuti alle imprese che oggi chiudono o delocalizzano non sia affatto sana per la risoluzione dei problemi…

      Risposta
  • 17. Franco Muzzi  |  luglio 17 , 2012 alle 3:44 am

    Inoltre, secondo il tuo ragionamento sui costi (300 milioni per fare il referendum contro i 39 che il referendum si prefigge di far risparmiare)… sembrerebbe che il ragionamento da fare sia solo di peso economico e BASTA!
    Quindi seguendo il tuo pragmatismo, dovremmo estendere il tuo pensiero anche a quanto segue:
    Un ladro ruba un’automobile per la terza volta e viene preso!
    deve andare in prigione?
    Secondo il metodo Sara R. “assolutamente NO!”
    Perchè facendo i conti, ci costa di meno se lo lasciamo continuare a rubare, piuttosto che metterlo in galera! Poichè egli ci costerebbe ogni giorno 150 – 200 euro!!!
    Allora facciamo una cosa…
    Facciamo una legge che leggittima il furto e che anzi, offre ai ladri la possibilità di non rubare più in cambio di uno stipendio di 3mila euro al mese!!! (150 euro x 30 giorni al mese, ci costerebbero 4500 euro! wooow! secondo il metodo Sara R. risparmieremmo 1500 euro per ogni ladro!!! UN AFFAREEE!!!).
    A parte il pragmatismo… esiste qualcos’altro! PRINCIPI ET ETICA per esempio!… se tu andassi fuori dal parlamento e chiedessi a queste amebe di spiegarti cos’è l’etica, ti risponderebbero che è quella che fa girare le pale dei motori delle navi… e quelli più stupidi, che è una pianta rampicante!… e poi aggiungerebbero “o si dice rampante”?…

    Risposta
    • 18. sarasx  |  luglio 17 , 2012 alle 8:17 am

      Ma non si travisino i miei ragionamenti in maniera strumentale e banale signor Muzzi!

      Risposta
  • 19. memorex  |  luglio 17 , 2012 alle 9:41 am

    vorrei segnalare che esiste un simile referendum, organizzato però da una onlus, Comitato del Sole, che devolverebbe i rimborsi referendari in beneficenza:

    http://comitatodelsole.altervista.org/

    l’intervento di Marco Savari a Servizio Pubblico:
    http://www.serviziopubblico.it/articolo/dettaglio/39
    da 2:40:15 – a 3:13:55

    Risposta
    • 20. sarasx  |  luglio 17 , 2012 alle 10:09 am

      Non credo sia una Onlus, tra comitati e onlus c’è differenza. Avevo letto, sì, che sul medesimo tema si andavan confondendo diversi percorsi. Chissà di qui al 2014 che ne sarà…

      Risposta
      • 21. memorex  |  luglio 17 , 2012 alle 10:24 am

        non credi, ma puoi facilmente informarti:

        Marco Savari:
        Skype: savari31
        cellulare: 3402989202
        mail: comitatodelsole@hotmail.it

  • 22. stefano mosso  |  luglio 17 , 2012 alle 11:48 am

    Sottoscrivo.

    Risposta
  • 23. Enrico  |  luglio 17 , 2012 alle 1:09 pm

    condivido in quasi tutto il tuo ragionamento, la mia perplessità era invece sull’articolo da abrogare, voglio dire: facciamo un referendum per tagliare gli stipendi dei politici e abroghiamo solo un articolo per di più su una spesa che si può considerare secondaria? è un compenso che viene dato ai politici che non abitano a roma e si spostano lì per lavoro, non è forse un rimborso che viene dato anche a normali lavoratori? per di più non oltre i 15 giorni… a dico, ma siamo sicuri che tra tutte le spese che si potrebbero tagliare questa faccia veramente sto grande effetto? oppure va bene tagliare ‘sta cosa, ma dato che facciamo un referendum e che ci costa parecchio tanto vale inserire anche altri articoli da abrogare o spese da tagliare no? perplessità…

    Risposta
    • 24. sarasx  |  luglio 17 , 2012 alle 1:16 pm

      Sono cose che non si possono risolvere tagliando leggi qua e la. Il comitato referendario ti direbbe che è un articolo costituzionale che difende la remunerazione dell’attività politica. E così è. Le cifre non le decide la legge, ma altre forme decisionali che in questi anni son andate bene a tutti… Per questo il discorso andrebbe affrontato in modo serio. E tra l’altro sarebbe bene tutto accadesse prima dell’anno in cui eventualmente si voterebbe

      Risposta
      • 25. Enrico  |  luglio 17 , 2012 alle 2:18 pm

        sono d’accordissimo! giusto prima su facebook stavo parlando con un amico del tuo articolo, lui ha detto che già fare qualcosa è importante e che è contento che la gente cominci a sensibilizzarsi, io ho replicato che sì, è un bene che la gente cominci a sensibilizzarsi, ma non bisogna credere al primo che arriva solo perché non è un di quelli già “conosciuti”… oltre al fatto che fare qualcosa giusto per fare non significa che quel qualcosa sia utile, può anche rivelarsi dannoso se non fatto con la giusta cognizione di causa.

      • 26. sarasx  |  luglio 17 , 2012 alle 2:25 pm

        Esatto.tante cose si possono fare che son “pur sempre qualcosa”. Chissà perché non c’è stata tutta questa ribellione collettiva quando certe grosse aziende hanno deciso di de localizzare, lasciando a casa famiglie intere, pur avendo il bilancio in attivo. Il tutto mentre eravamo distratti dalla virilità del premier nei confronti di qualche donzella… E qualcuno cercava di convincerci che fossero quelli i problemi del paese…

      • 27. Enrico  |  luglio 17 , 2012 alle 4:01 pm

        il problema non sono le delocalizzazioni gli sfratti e i contratti a termine, quelle sono conseguenze, bisogna capire e agire sulle cause! riguardo all’altra tua risposta più che convicerci che quelli fossero i problemi del paese penso che il lavoro dei media fosse quello di DISTRARCI dai problemi del paese, la conoscenza è forza… non per niente berlusconi è dal ’94 che vuole un sistema scolastico di scarsa qualità… ma qui si sta un po’ furoviando mi pare dal tema principale

      • 28. sarasx  |  luglio 17 , 2012 alle 4:06 pm

        Già il fatto è che forse è diventato tema principale del dibattito qualcosa che è molto lontano dall’indagare quelle che sono appunto le cause di tanti problemi,cause per molti note ma sulle quali si è smesso di insistere. È molto più facile spingere le tensioni sociali a cercare risposte gattopardesche che alla fine rischiano di non trasformare di fatto il paese, ma di tenerlo allo stato in cui sta…

      • 29. Enrico  |  luglio 17 , 2012 alle 4:30 pm

        la memoria della gente è molto corta e molto malleabile…

  • 30. Ste  |  luglio 17 , 2012 alle 3:45 pm

    Sig. Muzzi tanto di cappello, ha espresso l’ira di molti nel migliore dei modi. Questo sentiamo dentro io, i miei familiari, i miei amici, la gente che ci circonda. SIAMO STUFI

    Risposta
    • 31. sarasx  |  luglio 17 , 2012 alle 3:54 pm

      Ma non è meglio convogliare la rabbia cercando un modo di fermare gli sfratti, le de localizzazioni, i contratti a termine? La rabbia così, impotente, non cambia niente…

      Risposta
      • 32. Ste  |  luglio 17 , 2012 alle 4:10 pm

        Non è proprio rabbia, è desiderio di rivalsa che, al momento, viene prima di altre necessità. Poi si penserà al resto

      • 33. sarasx  |  luglio 17 , 2012 alle 4:14 pm

        Beati coloro che hanno solo la rivalsa come necessità. Io ho bisogno di un servizio di trasporto pubblico decente,di un lavoro allocato in un posto dove gli affitti non siano così alti da rubarsi metà stipendio. E varie altre cose… La rivalsa, che purtroppo sta predominando in troppi campi, alla fine non darà spazio di certo alle migliori soluzioni.

  • 34. Matteo  |  luglio 17 , 2012 alle 4:36 pm

    Quei polemici per partito preso, frustrati e limitati, che si aggirano per il web nelle ore notturne alla ricerca di piazze virtuali dove sfogare liberamente la propria rabbia, quei derelitti che rispondono con veemenza inaudita a un ragionamento sensato, illuminato e razionale come quello di Sara, ecco, loro sono il vero male dell’Italia.

    Risposta
  • 35. Stefano Venzo  |  luglio 17 , 2012 alle 6:13 pm

    Sara, credo siamo tutti d’accordo sul fatto che non è tagliando lo stipendio ai politici che si risolveranno i problemi dell’Italia, però a volte un simbolo, un gesto carico di significato potrebbe dare il via ad una vera rivoluzione, perchè il pessimo trasporto pubblico, le buste paghe da terzomondo, i fiumi di denaro sperperati chissà come.. sono tutte inadempienze della classe politica che ci governa da 30 anni, e questo referendum è, credo, l’unico modo per colpirli e costringerli ad agire.

    Risposta
    • 36. sarasx  |  luglio 17 , 2012 alle 6:24 pm

      Ma forse fare i conti con chi questo sistema politico ha convissuto farebbe meglio: i cittadini che hanno espresso il loro voto. Il fatto che negli anni si sia spenta la partecipazione, per un motivo o per l’altro, non va dimenticato. Per questo il referendum non risolverebbe i problemi di rappresentanza che ci sono oggi, anzi. Quando intorno a me vedo persone reverenziali nei confronti del potere, anziché sentirsene parte come cittadini membri di una democrazia, ecco, mi domando di chi sia la colpa.
      A volte parlo con chi vota da più anni di me e da più anni di me vota sempre gli stessi e poi si lamenta che la classe politica non cambia. Tagliare denari serve solo ad alimentare il conflitto tra cittadini e rappresentanza: ci fa davvero bene?

      Risposta
  • 37. Cristina  |  luglio 19 , 2012 alle 9:26 am

    Ma allora secondo il tuo ragionamento dovremmo stare qui senza fare niente? mi pare un pò illogico.. sappiamo tutti come andrà a finire. ma se nn facciamo sentire la nostra vose, come pensi che ci dovremmo muovere? visto che l’italiano medio, e nn parlo di nessuno dei presenti, ma parlo in maniera generalizzante, sta seduto ad aspettare chissà cosa?

    Risposta
    • 38. sarasx  |  luglio 19 , 2012 alle 10:21 am

      Occorre fare. Ma occorre spendere il proprio tempo oggi sui temi che sul serio hanno valore. Mentre si perdono ore a pensare a quanti soldi guadagnano in parlamento ci si distrae da quanti soldi guadagnamo noi. Chissà perché questo è il post che ho impiegato meno tempo in assoluto a scrivere eppure ha ricevuto migliaia di visite. Poi quando si parla di cose più difficili,come le proteste dei lavoratori per la chiusura dell’azienda dove lavorano ecco, nessuno dice niente. Di cose da fare ce ne sono un sacco. Una di queste è capire che rabbia e fastidio sono molto più facili da strumentalizzare da chi prova a utilizzarle per guardarsi attorno e ragionare sulle cose…

      Risposta
      • 39. Cristina  |  luglio 19 , 2012 alle 10:35 am

        Premetto che, per quanto mi riguarda, sono molto poco su internet, e leggo poco e niente di blog.. in questi gg però c’è questa cosa del referendum chiamata a gran vose, e cercando in giro, ho trovato il tuo ( posso darti del tu? ) blog.. avevo bisogno di informazione, e, come in tutte le cose, c’erano mille notizie confuse.. il tuo era uno dei più delucidanti, e il commento mi è venuto, come dire, diretto, senza pensarci.. di sicuro hai ragione sugli argomenti da commentare dove nessuno dice niente. la penso come te. e anche sulla rabbia sono d’accordo, ma la gente nn ne può più, a qualcosa deve pur fare. alla rabbia ci siamo arrivati perchè lì ci hanno portato loro. tante gente, come te e come me , nel mio piccolo, fa anche cose diverse, ma ci sono persone che nn ce la fanno più e nn sanno cosa fare. persone come gli anziani che vengono mal informati e poi, come è successo in un comune vicino al mio, strumentalizzati per ottenere il voto. e con loro come si fa? viene fuori la rabbia, te lo posso assicurare. e nn è facile spiegargli le cose.

      • 40. sarasx  |  luglio 19 , 2012 alle 10:54 am

        Ma, e lo sanno gli anziani meglio di noi, chi sta in Parlamento ci sta perché è stato votato. Il fatto è che la gente, quando si fa massa, quando smette di pensare, s’incanala nelle vie più facili. Ma purtroppo le vie più facili oggi stanno ragionando in un senso che è dire che gli organismi della democrazia non vanno più bene. In parlamento c’è tanta gente per bene, perchè, nel bene e nel male, il Parlamento è lo specchio del Paese. Ma oggi se un Parlamentare torna nel suo territorio a raccontare cosa succede in Parlamento, chi lo va più a sentire, anche solo per bacchettarlo? Oggi il conflitto sociale anziché spingersi su temi importanti si spinge su temi per me ridicoli: a questo hanno contributo la televisione, la stampa, il punto di fondo dell’autonomia di pensiero raggiunto in questi anni: perché gli stipendi dei parlamentari sono alti da un sacco di anni, erano alti già durante la crisi dei primi anni ’90 e non è attorno a quello che si è coeso il malessere sociale…
        Anch’io penso occorra fare qualcosa, perché ci verrà chiesto sempre di più e dev’esserci un modo in cui la dignità ad un certo punto s’impone a segnare il limite raggiunto.

      • 41. Enrico  |  luglio 19 , 2012 alle 12:05 pm

        il problema non è così semplice, parli del protestare perché vengono lasciati a casa lavoratori, ma se invece li fai venire a lavorare e stanno fermi perché c’è poco lavoro e per fare quello che c’è basta la metà della gente poi quelli li devi pagare lo stesso no? e allora meglio che l’azienda chiuda lasciando a casa tutti o solo una parte? chiaro che è brutto da dire ma è la verità! il problema non è la fabbrica che lascia a casa la gente, ma perché la deve lasciare a casa! di certo non lo fanno perché gli stanno antipatici… qui si stava parlando dell’abbattere i costi della politica, io non sono d’accordo col referendum perché, e l’ho già detto più su, sinceramente trovo irrilevante togliere una spesa del genere, ce ne sono altre più onerose nei nostri confronti che genererebbero risparmi più elevati, oltre a vari sprechi per consulenze e varie stupidate (vedi il problema sicilia, un piccolo esempio i 55 maestri di sci e 40, mi pare, porta carte che vanno da un ufficio all’altro, assunti nell’ultimo anno… 55 maestri di sci????) o come l’amministrazione della provincia che trovo superficiale… è vero, risolvere questi problemi non risolverebbe la situazione economica del paese, ma almeno vedere un po’ di buon senso della classe politica sarebbe “rinfrescante”, poi ok, li votiamo noi, ma la scelta disponibile è quella! se ci fosse un ricambio stabile ci sarebbero molti meno problemi a parer mio! senza poi dimenticare che il problema economico è dato anche in buona parte anche dalle agenzie di rating americane che stanno facendo dei danni assurdi! ma poi ci sarebbero così tante cose da analizzare…

  • 42. lordbad  |  luglio 20 , 2012 alle 8:54 pm

    Le chiarificazioni specie quelle riguardanti le spese per il referendum sono molto interessanti!

    Speriamo di non ricadere dentro vecchi giochini!

    Un saluto da Lordbad

    Vongole & Merluzzi :D

    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/
    ;)

    Risposta
  • 43. monica ranieri (@monicaranieri)  |  luglio 23 , 2012 alle 1:03 pm

    ogni volta che in giro per la rete e trovo la promozione del referendum “linko” il tuo post ;) )

    Risposta

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