A Fanna [Pn] cittadini contro il cementificio-inceneritore

Da EstNord

Prosegue l’iter destinato a trasformare il cementificio Cementizillo di Fanna (PN) in un inceneritore di rifiuti Cpr-Q. Ma non va avanti da solo. Ad ogni passo ci ritrovi loro, “quelli di Fanna”, un comitato di paese, fatto di uomini e donne che non mancano di portarsi appresso i loro bambini. In fondo è per loro che tutto questo è cominciato, pensando alla loro salute e al futuro che li attende in una pedemontana ormai estremamente violata, tra fonderie e produzioni di biogas, da insediamenti non del tutto salubri.

All’inizio se la sono presa con il Sindaco Bottecchia, colpevole di non aver proceduto a una richiesta di Valutazione d’Impatto Ambientale. Hanno organizzato incontri, manifestazioni, scritto ai giornali, e sono riusciti ad ottenere la richiesta della VIA da parte dei comuni vicini. Ma non del loro.

La determinazione dei cittadini di Fanna ha costretto ad improvvisa operosità tutto il mondo politico del centro sinistra pordenonese.

 E non solo: l’Italia dei Valori nel mese di marzo ha presentato in parlamento tramite l’On. Domenico Scilipoti un’interrogazione al Ministro per l’Ambiente proprio sulla questione dell’incenerimento di rifiuti nei cementifici a partire dal caso pordenonese, i consiglieri regionali di Sinistra Arcobaleno, dei Cittadini per il Presidente e dell’Italia dei Valori hanno più volte cercato di sollevare la questione in consiglio regionale, ed ultimamente anche in Provincia è stata messa agli ordini del giorno la questione di Fanna.

Perché se di una cosa si sono resi conto come cittadini è che non basta smuovere il sindaco per risolvere la questione: simbolico quanto accaduto a metà aprile, quando un incontro previsto in municipio tra i vertici della Cementizillo, l’assessore regionale all’Ambiente Elio De Anna, i rappresentanti della Provincia e pochi prescelti delle associazioni ambientaliste locali, è stato all’ultimo spostato a Pordenone, nel palazzo della Provincia. Da tempo infatti era stata preannunciata la protesta in paese contro l’esclusione dei cittadini dall’incontro e così, per non imbarazzare le rappresentanze, il tutto si è svolto a decine di chilometri più in là, a porte chiuse. Chi ha avuto la possibilità di partecipare all’incontro, off limits anche per i non espressamente invitati, non a caso ha raccontato del silenzio totale da parte del sindaco: ormai è del tutto evidente che a decidere sia qualcosa che va molto al di là dei confini di Fanna.

Ma non è solo questo che fa riflettere e arrabbiare molti cittadini: chi di loro ha deciso di partecipare al consiglio provinciale della scorsa settimana dove è stata affrontata la questione di Fanna, il giorno dopo ha diffuso parole che tratteggiano bene la consapevolezza che si sta sviluppando dentro questo movimento. “Ammetto che mi è sorta più d’una perplessità che mi ha portato a lasciare, deluso e amareggiato, la sala prima del tempo.” – ha scritto un ragazzo del comitato in una mail che ha diffuso poi tra i consiglieri e sostenitori per riassumere le sue impressioni – “[…] Quello che non comprendo è la difficoltà che noto nel rispondere per le rime e motivatamente a queste persone, non importa se leghisti, pidiellini o altro, lasciando così spazio ad affermazioni che non corrispondono a verità.” Cos’hanno fatto le opposizioni di centro sinistra per capire, imparare e conoscere la situazione? Forse troppo poco: perché se è vero che nessuno è “tuttologo” è anche vero dei percorsi condivisi potevano partire subito. “La politica, di destra e sinistra, in queste situazioni dovrebbe porsi sullo stesso piano dei cittadini, al loro fianco, condividere percorsi e momenti di crescita informati, nel rispetto del bene comune più prezioso che abbiamo, cioè la salute nostra e la salute dell’ambiente. Altrimenti, con lor signori seduti “di là” sulle poltroncine, un po’ più in alto, e i semplici cittadini “di qua” un po’ più in basso, lo scollamento risulterà sempre più marcato, come l’astensionismo costantemente crescente testimonia.”

5 commenti Add your own

  • 1. Un momento di respiro? « Il blog di Sara R  |  maggio 28 , 2010 alle 2:52 pm

    [...] 28 , 2010 Come già vi ho raccontato qui e qui la pedemontana pordenonese non è proprio lo spazio esemplare di benessere per lo spirito e i [...]

    Risposta
  • 2. Se scende in piazza la Coldiretti « Il blog di Sara R  |  luglio 31 , 2010 alle 1:57 pm

    [...] messo molto a identificare nei pressi di Fanna (località tristemente nota per le vicende legate al cementificio) il campo incriminato e  il 26 giugno la Coldiretti ha presentato alla Procura di Pordenone un [...]

    Risposta
  • [...] a districarsi sulla complessa situazione dei rifiuti che si sta aprendo qui a Nord Est. Infatti il caso della Cementizillo che sta per cominciare a bruciare il Cpr-Q che guarda caso produrrà la SNUA, non è un caso così [...]

    Risposta
  • 4. callegari federica  |  gennaio 5 , 2011 alle 6:47 pm

    é vergognoso che la regione o chi ha deciso x fare l’inceneritore a Fanna,non si preoccupi della salute di migliaia di persone e SOPRATTUTTO di tantissimi bambini che vivono in queste zone. Ed è sopratutto vergognoso che tutto questo avvenga x interessi politici ed economici.Come possono certe persone decidere della vita altrui!Che provassero su loro stessi gli effetti cancerogeni delle polveri sottili e quant’altro uscirà da quell’inceneritore che spero non venga mai fatto!!

    Risposta
  • 5. callegari federica  |  gennaio 5 , 2011 alle 6:48 pm

    é vergognoso che la regione o chi ha deciso x fare l’inceneritore a Fanna,non si preoccupi della salute di migliaia di persone e SOPRATTUTTO di tantissimi bambini che vivono in queste zone. Ed è sopratutto vergognoso che tutto questo avvenga x interessi politici ed economici.Come possono certe persone decidere della vita altrui!Che provassero su loro stessi gli effetti cancerogeni delle polveri sottili e quant’altro uscirà da quell’inceneritore che spero non venga mai fatto!!Mamma Federica con Davide(8 anni) e Lia(5)

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