Ambulatorio Pordenone
Da http://www.estnord.it/content/view/191/1/
Oggi in piazza a Pordenone per difendere l’ambulatorio che la Lega vuole chiudere
| Scritto da sara rocutto | |
| giovedì 04 giugno 2009 | |
| Oggi scende in piazza a partire dalle 18.30, in Piazza Cavour a Pordenone quel Friuli che non può più sopportare: la Rete dei Diritti del Friuli Venezia Giulia, che vede in don Di Piazza uno dei suoi maggiori sostenitori, assieme al comitato «Noi non segnaliamo» di Pordenone e a una miriade di associazioni, sindacati, partiti del centro sinistra hanno deciso di mostrare che c’è chi non intende piegarsi ai dictat della Lega che intende chiudere l’ambulatorio per immigrati senza permesso di soggiorno di Pordenone. Attorno a questo ambulatorio, gestito dalla Caritas in convenzione con l’Azienda Sanitaria, si spreca da settimane la stampa locale: è bastato infatti che la Lega si impuntasse a volerlo chiudere per far chinare la testa al Direttore dell’Azienda Sanitaria. Eppure gli attacchi a questo piccolo ambulatorio, che nel 2008 ha avuto 420 persone visitate per un costo di circa 400 euro al mese, sta riguardando solo Pordenone. A Trieste, Gorizia, Udine, analoghe strutture sono nate nel 2002, ossia da molto prima del centro pordenonese, sorto solo nel 2005, e nessuno ne ha al momento chiesta la chiusura. È questa una delle cose che fa arrabbiare il dottor Di Giacomo, responsabile per la Caritas dell’ambulatorio. Nel corso di un incontro informativo sulla questione organizzato ieri sera [sala piena] non ha mancato di evidenziare i gravi effetti che ha avuto sull’utenza la questione del rischio di denuncia da parte del personale sanitario: negli ultimi 2 mesi il numero di pazienti si è fortemente ridotto, e certamente ha pesato molto la paura.
Dice Gianfranco Schiavone, dell’Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione, che la gravità di questi provvedimenti è pesante per l’intero sistema democratico italiano: passano messaggi che stravolgono il senso delle cose e delle parole e oltre a declinare di continuo gli immigrati irregolari come criminali si sta travisando il senso stesso della legge. Com’è possibile infatti chiedere la chiusura degli ambulatori per prestare cura a chi non ha documenti quando sono previsti dal testo unico sull’Immigrazione? Eppure un direttore sanitario che solo poche settimane fa ha sottoscritto la petizione contro il decreto sicurezza, ha appoggiato le richieste leghiste supponendole corrette in virtù del testo sulla sicurezza. Eppure il pacchetto sicurezza non è ancora stato approvato.
Questo è solo il primo passo. Perché se passerà l’idea che un immigrato possa subire una pena diversa in caso di reato perché verrà visto il suo stato di irregolare come un’aggravante, verrà a cambiare l’intero impianto legislativo del nostro paese. Si dice che il medioevo sia finito quando si è smesso di giudicare le persone in base al loro status: si comincia dagli immigrati per cambiare poi il punto di vista delle persone sulla visione complessiva del nostro Paese. La piazza di Pordenone avrà oggi tanti sensi: c’è la lotta alla paura, la difesa del diritto alla salute e la difesa dei diritti in sé. Serviranno tante piazze Cavour per non farsi imbrogliare. |
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1.
franco | marzo 29 , 2010 alle 7:47 am
sara ha ragione. In ogni caso la questione prosegue, si fa complicata per ragioni politiche, così si evita di affrontarla ragionevolmente dalla parte più concreta, che riguarda i rischi clinici di malattie infettive. Batteri e virus non hanno frontiere, e il rischio per la salute riguarda ogni cittadino del mondo senza idstinzioni di ceto o ‘razza’
un medico ospedaliero
saluti
2.
sarasx | marzo 29 , 2010 alle 8:05 am
Grazie del commento, infatti sto cercando di seguire l’evolversi del tutto, anche se mi pare che le cose stiano degenerando anzichè trovare una logica conclusione positiva per tutti. E il fattore elezioni certo non ha contribuito a costruire soluzioni “di senso”…
Ci vorrebbe un po’ di sano pragmatismo…
3.
ildan | marzo 29 , 2010 alle 11:12 am
Io sono d’accordo con Franco tanto che la parte “umanitaria” della questione la eliminerei tatticamente dal campo di discussione. Alla fine la Lega non fa altro che strumentalizzare quell’argomento: non lo si può trascurare? Non si può iniziare ad essere furbamente retorici dire cose tipo “chissenfrega delle loro salute, gli ambulatori servono a tutelare la salute di noi furlani dalle loro malattie!!!”?
Il problema è che a sinistra se dici una cosa del genere ti saltano alla gola: “chissenefrega della nosta salute, l’importante è essere buoni!”, senza capire che tra le due cose non c’è differenza pratica.
Ovvero c’è: se non sei furbo e retorico vince la retorica di destra, gli ambulatori chiudono, gli immigrati ne soffrono, noi rischiamo la salute, non siamo né buoni, né intelligenti, solo moralisti.
4.
sarasx | marzo 29 , 2010 alle 11:23 am
Però bisogna avere cura dei principi su cui si muovono le cose: sorpassare il fatto che esiste un diritto universale alla salute significa pure col tempo perderlo per sempre. tanto la lega sa sempre trarne fuori una nuova, perchè se vuole arrivare dove vuole arrivare trova sempre le sue stradine. il fatto è che in qualsiasi modo la si metta non va tanto liscia la faccenda: la lega ha la maggioranza? no, sta nella maggioranza, che è un’altra storia. finchè la vita e la morte sono voti di scambio, beh, puoi portare la questione sui campi che vuoi, ma non ottieni nulla neppure rincorrendo il sistema. e allora perchè dire oggi che delle vite degli altri non ce ne frega niente? cos’avremo da dire domani? guarda che a dire certe cose poi ne giustifichi moltissime altre (tipo magari l’azzeramento dei contributi alla cooperazione internazionale tanto per dirne una).
5.
ildan | marzo 29 , 2010 alle 2:26 pm
non sono d’accordo, perché io non penso ai principi alla stregua delle tavole di Mosè piovute dall’Eden. i principi sono come la costituzione, ci dev’essere un consenso sociale implicito che li fa esistere e reggere in piedi. una minoranza non ha titolo per aggrapparsi ai principi (in quanto minoranza) e, se lo fa, rischia di fare grossi danni.
ti aggrappi a quel poco che rimane dei principi e lì demolisci definitivamente.
come quelli che si incazzano con Napolitano perché non mette a posto il Berlu: ma secondo te se Napolitano va dal Berlu e gli dice: “Mo’ mi ha rotto il cazzo, da oggi te ne stai buonino, ti fai processare e tutto il resto”, cosa succede? Il Berlusca gli ubbidisce o lo manda a fare in culo lui e la Presidenza e la Repubblica intera?
e coi principi è uguale. te ti ci aggrappi poi fai la manifestazione, ti ritrovi in 15 e il risultato è dimostrare che il principio se lo filano in così pochi che forse non è poi così solido e universale come principio.
no, io sono profondamente convinto che ti sbagli, ma so che a sinistra la mia posizione è in minoranza. scrivo questi commenti sperando almeno di far riflettere qualcuno sulla questione. si tratta semplicemente di essere pragmatici, pratici, sapientemente barbari. sarebbe così semplice.
6.
sarasx | marzo 29 , 2010 alle 3:12 pm
” principi sono come la costituzione, ci dev’essere un consenso sociale implicito che li fa esistere e reggere in piedi. una minoranza non ha titolo per aggrapparsi ai principi (in quanto minoranza) e, se lo fa, rischia di fare grossi danni. ” e ti pare che la Lega abbia la maggioranza? O la capacità di essere maggioranza in modo barbaro oggi e per sempre?
Io non intendo mentire a me stessa.e dico che la salute dev’essere garantita a tutti e che è per questo che mandiamo i soldi a Emergency o che si sostengono (nel bene e nel male) i progetti di cooperazione internazionale. è per questo che i servizi legati alla salute devono essere pubblici e sostenuti coi soldi di tutti.
C’è sempre una linea guida che indica il perchè delle cose che si fanno. e non è propriamente utile rincorrere certe sparate della Lega o hci per essa, specie poi quando i fatti non accadono nel senso di quelle sparate, ma in virtù di altri accadimenti politici, fatti di scambi di favore, consensi interni, minacce, etc etc…
Non è questione di essere duri e puri, ma che differenza c’è tra destra, sinistra, alto e basso se non si tengono in piedi quei quattro paletti? che società c’è se c’è chi può morire e chi può vivere, chi può guarire e chi no in virtù di una provenienza geografica? ciò che si afferma oggi si perde domani. Perchè non è sul consenso popolare che si sta giocando tutta la faccenda, chiaro? Quindi non si arriva da nessuna parte dicendo una cosa o dicendo l’altra. In questo caso il tuo pragmatismo non è meno aleatorio di quello di altri. Perchè non porti a casa più cose prendendo un consigliere leghista alla volta e convincendolo che gli ambulatori fan del bene a tutti i friulani e chi se ne frega dei migranti. no, no non cambierebbe proprio niente…
7.
ildan | marzo 29 , 2010 alle 9:18 pm
Nono io vorrei convincere gli elettori leghisti uno alla volta, mica i dirigenti. È che la sinistra è palesemente disinteressata (ormai incapace) di fare una cosa del genere, come tu mi dimostri. Non sa e non vuole parlare con il POPOLO.
E chissenefrega delle differenze identitarie tra destra e sinistra, del senso recondito dei comportamenti degli altri! L’importante sarebbe fare delle cose, tutelare la salute pubblica, tutelare i diritti umani!
Invece non si riesce a fare niente. Ma il grave è che non si tratta solo di un problema di dirigenza, si tratta di un problema culturale della gente di sinistra, che pensa di essere depositaria unica di tutti i principi umanitari, che pensa di prescrivere al mondo come si debba vivere e pensare, rimanendo però chiusa nelle sue città, nei suoi cinema, nei suoi teatri, nelle sue biblioteche con belle letture e spettacoli, senza mai farsi un giro in campagna a parlare con la gente che ci vive, senza mai stare ad ascoltare senza pregiudizio cosa dice e pensa il POPOLO.
Per concludere non riesco a non fare della facile ironia sul notevole 1.5% che la popolare coalizione dei tre partiti di fratelli marxisti pare abbia ha conquistato in Campania.
8.
sarasx | marzo 29 , 2010 alle 9:26 pm
Aò, ma con chi credi di star a parlare???? Sentiamo, quante volte al giorno c’è gente che ti manda a fanculo? beh, a me un sacco. E non mi pagano sai per questo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Sta sinistra mica è fatta da entità terze! Mica a me devi insegnare ste cose. No sta farmi girar le scatole, và, questa è mera provocazione, perchè non sono capo del mondo, non è che ad aver una tessera di partito ci guadagno niente. Sant’iddio, sto popolo sta intorno a noi tutto il giorno e io mi accontento di quello che ho, se mi permetti, non è che ho bisogno di fare pellegrinaggi più di quelli che faccio. qua è tempo che tutti si rimbocchino le maniche e facciano la sua parte, non che stiano a giudicare quel che fanno i secondi e i terzi. E su questioni come quella dell’ambulatorio, beh, lo sa una miseria di gente, non è certo argomento di movimento di piazza. l’abc della politica da te me l’aspetto comunque, su mo’! Si faccia ognuno come si pensa giusto e come sopratutto si riesce a fare, io di farmi il gioro dei bianchi e dei rossi tutti i giorni non son bona, qualcun’altro si, e bon che si dedichi a quello.
9.
ildan | marzo 30 , 2010 alle 1:42 am
Ma di cosa mi stai parlando, Sara?
Cosa diavolo ti spinge a farti mandare affanculo dalla gente e darti tanto da fare per raccogliere polvere per anni e anni di seguito? Vorrai prendere atto di un fallimento prima o poi o hai intenzione di finire in manicomio per esaurimento? O di diventare una macchietta marxista-leninisti delle tante?
Le fabbriche qui da noi votano Bossi. Gli ignoranti, i poveri, i deboli votano Bossi (o Berlusconi).
Perché Bossi sa parlare al Popolo e la Sinistra no. Non più.
Non intendo dire che Sara Rocutto non ci metta tutte le energie nel suo fare politica. Anzi, mi sa che ce ne metti troppe. È il modo di fare politica a sinistra che è sbagliato, obsoleto.
Si tratta di ripensare il “come”, non solo il “cosa”.
La cultura dominante di sinistra in cui io e te siamo immersi non risuona più da anni con il cuore della gente del Nord. E rispetto a questo si DEVE fare un svolta rispetto al modo di comunicare, sennò tutti i bei principi e le istituzioni e la convivenza civile e la solidarietà: tanti saluti.
Non è questione che mo’ devi andare anche dai rossi e i verdi. La questione è di COME ti poni con i rossi e con i verdi.
Per tornare in-topic, io so che se incontro un leghista al bar gli parlo di “solidarietà agli immigrati” questo si spancia dal ridere (anche per farmi stare male) ma se gli faccio notare che la tubercolosi va curata subito perché sennò ce la cucchiamo anche noi e la sua famiglia, allora un filo di paura gliela faccio venire io a lui. E il dubbio che ‘sti ambulatori possano essere anche un’idea intelligente vedrai che gli viene, visto che tutti i medici dicono la stessa identica cosa. No? E che vada a chiedere al suo se non mi crede.
Però poi, vedi, quando dici queste cose mediamente l’uomo e la donna di sinistra perdono la testa, si sentono in colpa, si sentono accusati di fare troppo poco e/o male, si perdono in dissertazioni velleitarie e l’Italia che è un paese di destra e bisognerebbe scappare tutti all’estero e si sta così bene tra di noi a fare le nostre cose, le nostre conferenze, i seminari, le manifestazioni., etc.
Certo, avrò anche io ho i miei problemi di comunicazione… non risuono più tanto bene con i compagni di sinistra mi par di capire.