Posts filed under 'Discorsi'

Speciale gita a Venezia

ferrucci_bonzio_scarpaIeri, sfidando il tempo balzerino, sono stata a Venezia per l’apertura della Festa di Liberazione, a Rialto. Era tutto un fermento di panche da pulire, pesce da cucinare, odor di fritto gustoso e spiedini e mani affaticate che spostavano cose dentro spazi strani da parere impossibili. Ad inaugurare la settimana di feste e dibattiti sono stati Tiziano Scarpa e Roberto Ferrucci, due scrittori veneziani, presentati da Bonzio, giovane segretario provinciale della federazione di Venezia. Il primo quest’anno ha avuto una certa notorietà anche perchè con il suo ultimo libro, Strabat Mater, ha vinto il premio Strega. Roberto Ferrucci, aimè, non lo conoscevo, invece i due insieme fanno un bel racconto della città. [Un po' strambo a dir il vero, perchè mentre parlavano mi sembrava di sentire un eco parlare di questa città qui, Pordenone, dove ci sono i militari come a Venezia, eppure disposti in modo da sembrare di più e dove ci sono speculazioni edilizie e cercatori d'oro, come a Venezia, fatti santi uguali, allo stesso modo.] Perfettamente d’accordo con Scarpa quando dice (interpretazione con parole mie) che il compito della letteratura è dare anche una visione un po’ più in là delle cose, in fondo, come lui stesso ammette, il suo “Venezia è un pesce” è quella città che c’è adesso, figlia del passato, ma dentro all’oggi. Quel guardare le cose con gli occhi e le parole che forniscono mattoncini di visione in più. Quel che mi vien da dire è però che non dovrebbe farlo solo la letteratura, ma tutto il resto pure, sennò il gioco non comincia mai sul serio…luci

Comunque nel complesso una serata strana: mentre tornavo alla stazione un vecchio compagno mi ha ripreso a ripercorrere la strada in senso inverso, insegnandomi le strette relazioni che ci sono tra l’essere marxisti e il giocare al casinò. Così son tornata a casa a mezzanotte passata, con la bora che soffiava a Venezia, come a Pordenone e come penso a Trieste con l’idea che tutto il mondo è paese e tutti i compagni specchio complesso di una società che è un po’ casino, un po’ casinò.

Add comment Agosto 30 , 2009

Il pericolo biciclette?

Su Il Messaggero Veneto di oggi campeggiava in seconda pagina la lettera scandalizzata di un cittadino pordenonese indignato dal fatto che ci sono ciclisti che violano le regole della strada. Ora, dall’articolo si evince che il cittadino in questione si è messo lì proprio ad osservare in maniera puntigliosa il tutto. A questo ha risposto il comandante dei vigili dicendo che cominceranno controlli più severi.

A mio modo di vedere è proprio una cosa vergognosa: abbiamo forse una città modellata a misura di biciclette? Proprio no. Ci sono le piste, ma non in tutta la città e sopratutto non sono perfettamente coordinate tra loro. Mentre gli incroci sono sempre più pericolosi, la città è intasata dal traffico e al ciclista sano di mente tocca per forza arranggiarsi e tutelarsi come può, senza creare danno al prossimo. Così come, con questo caldo bestiale, gli tocca fare le strade più brevi, come può. Certi sensi unici sono tali da obbligare a percorsi trafficati o che allungano anche di un paio di chilometri il raggiungimento dal punto A al punto B.

Ma lo sa questo il cittadino indignato? No, ovvio che non gli interessa. Lui pensa solo ai fatti suoi.

Così ho scritto una lettera al Messaggero, che riporto:

“Leggo sul vostro giornale che il comandante dei vigili di Pordenone a fronte delle proteste degli automobilisti promette multe ai ciclisti indisciplinati. La cosa mi ha riempito di un certo fastidio, visto che è il comandate stesso a dichiarare: “Avremo una pioggia di proteste”. Questo lo può interpretare bene chi, non avendo l’auto e non potendo contare su un sistema di trasporto pubblico ideale, si trova ad attraversare quotidianamente la città sulle due ruote. Nonostante le potenzialità ci siano e le piste ciclabili pure ci sono molti punti critici in città che non rendono serena e sicura la vita del ciclista: è ovvio che in certi brevi tratti si ricorra ai marciapiedi per non incorrere nel rischio d’essere investiti da auto sempre più grosse e sempre più di fretta. Per non parlare poi di quei tratti dove le macchine si dilettano a parcheggiare (vedi la pista che passa dietro le poste centrali in viale Dante) o tutti quei punti dove quanto meno si potrebbe pensare ad un minimo di miglior convergenza tra una pista ed un’altra (tra viale Marconi e viale Grigoletti o via Montereale ad esempio). Le pecche non mancano e spero, in un’epoca in cui domina così tanto la parola sicurezza, non manchi anche al corpo dei vigili e all’amministrazione comunale il buon senso per comprendere che, là dove l’opera pubblica non riesce ancora ad arrivare, ai poveri ciclisti non resta che pensare alla propria incolumità da sé. E vorrei consigliare al lettore, che vi ha scritto così indignato, di farsi un bel giro in bicicletta: capirà forse che se tanti osano disobbedire, sfidando i punti della patente visto il nuovo decreto in materia, forse qualche ragione c’è. Quando emerge un problema la migliore soluzione non è mai la sua cancellazione, servono invece lo studio, l’analisi e la ricerca di una risposta. La repressione affossa, ma non risolve: le risposte trasformano e qualche volta migliorano e chissà che a partire dalle due ruote non si ingrani il cammino di un modo di pensare un po’ più utile a tutti e a tutte.”

p.s.: e a chi volesse dirmi che la legge va rispettata mi permetto di ribattere che bisogna avere il diritto di essere messi nelle condizioni di rispettarla…

Aggiornamento: la lettera è stata pubblicata in data 5 settembre 2009

Add comment Agosto 28 , 2009

Stelle

Confesso che oggi, dopo i tuoni e fulmini di ieri, ho creduto per qualche momento possibile riuscire a cogliere le stelle cadenti dal mio terrazzino. Ma nonostante il cielo limpido le stelle visibili si contano sul palmo di una mano: l’inquinamento luminoso che non interessa più a nessuno.

Così dopo qualche manciata di minuti ho schivato il torcicollo rintanandomi a scrivere una lettera in inglese. Mi son accorta che il mio inglese è orrendo. Così ho scritto una lettera all’Indipendent e una all’Economist perchè ultiamamente paralno sempre dello scandalo morale berlusconiano, ma insomma, ce ne sarebbero pure altre di cose da dire!

Però chissà che se ne fanno, per me finisce nello spam come i messaggi che arrivano malamente scritti in italiano di chi vuol vender viagra e diplomi di laurea…

Certo che un popolo che rinuncia alle proprie stelle… mah!

2 comments Agosto 11 , 2009

Esso

Ultimamente evito i telegiornali. Ma oggi egli era lì, in solitaria, a parlare del Presidente del Consiglio. Parlava di sè, ma in 3a persona. Forse qualche psicologo saprà meglio dire cosa significa…

Cert’è che parlava della crisi, mentre i dati diffusi oggi dicono che siamo a livelli di caduta del PIL di trent’anni fa. A qualcuno questa cosa non dice niente, ma a me parla della mia infanzia. E non dico che era miseria, ma ci sarà pur stata una ragione se all’età di 6 anni (l’85) ho elaborato che da grande avrei voluto fare il Presidente della Repubblica per aumentare la paga agli operai! Però per lui va tutto bene, siamo in ripresa. Anche se a me par di aver letto che la Banca Europea dice che siamo nelle condizioni di riprenderci prima degli altri, non che siamo i meglio messi… i segnali di ripresa non sono certo quelli che fan contenti i dipendenti Luvata, nè quelli della Ideal standard o dell’electrolux o anche solo uno qualsiasi di quei 3000 che a settembre nella sola Pordenone si troverranno senza cassa integrazione.

E poi c’è la Rai che parla male del Governo. Un grave attacco alle tasse degli italiani a quanto pare. Proprio quello. Neanche si fosse un paese di polli: qualche capacità interpretativa grazie al cielo ancora ci resta: quanta basta per capire che il delirio di onnipotenza di un uomo che parla, solo, di se in terza persona è segno che qualcosa non va. Quasi la cabina di regia fosse governata da mani invisibili e fuori, i burattini, avessero perso la testa…

6 comments Agosto 7 , 2009

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