Posts filed under 'giornalismo'

Sensi di colpa

A partire da questa settimana Liberazione, il giornale di Rifondazione, esce con un po’ meno pagine. Lo ammetto, mi sento un po’ in colpa, perchè dovrei comprarlo più spesso, essere più solerte, ma la mia solerzia ce la fa sempre per qualche giorno e poi si arrende, non ha la pazienza di cercare le edicole e conservare pacchi di carta che tante volte riesco a malapena a sfogliare. Già fatico a rincorrere la cronaca locale, a distribuire i miei euro tra il Messaggero Veneto e Il Gazzettino e togliermi lo sfizio ogni tanto di leggermi gli inserti patinati de La Repubblica. Prometto che sarò un pochino più solerte, perchè devo.

Questo mio devo, che mi ripeto in forma scritta visto che non basta il pensiero, mi fa pensare, forse un po’ ingenuamente, che questo rompe un po’ col pensiero consumistico. E’ un allenamento però difficile. Il consumatore (secondo le mie nozioni base di economia) sceglie ciò che soddisfa i suoi bisogni in teoria, sceglie in base all’utilità. Così io faccio comprando i giornali solo di tanto in tanto e dilettandomi a leggere quel che riportano online. Ma questo modo di fare mi rendo conto è in verità estremamente pericoloso. Perchè da un lato collabora alla crisi della carta stampata (a tal riguardo l’ultimo numero di Internazionale riporta un articolo interessante), dall’altro sta dentro il modus operandi di far vincere chi offre il prodotto più affine ai propri interessi, senza comunque renderli coincidenti. E nel caso di Liberazione la questione sta un po’ nella difficoltà di trovarci cose a volte troppo poco pragmatiche. Eppure dovrebbe scattare l’azione propositiva, quella del “si potrebbe fare così” seguita da un fare. Quel modo di pensare che rilancia verso l’alto e che non si accontenta della mediocrità offerta dal meno peggio. Che vede certe cose come collettive e non mera responsabilità di astratti “altri”.

Domani (venerdì 4 settembre) alle 18.00 in Piazza Risorgimento si distribuiranno fazzoletti gialli contro le ronde dei militari a Pordenone: ecco, una piccola cosa da far raccontare (o saper raccontare) e condividere con n po’ d’ispirazione e buona volontà. Forse queste due cose qui, ecco, sono un po’ in crisi. Forse per questo chi non ha più niente da inventare lo si vede subito perchè non c’è niente di nuovo a nasconderlo…

p.s.: aumentano le testimonianze di chi viene fermato dalle ronde per il controllo dei documenti. I controlli durano anche fatidiosissime mezz’ore, che per chi non ha niente da nascondere e sta solo recandosi al lavoro possono essere molto fastidiosi per i ritardi causabili. E tutto questo perchè?

6 comments Settembre 3 , 2009

Il pericolo biciclette?

Su Il Messaggero Veneto di oggi campeggiava in seconda pagina la lettera scandalizzata di un cittadino pordenonese indignato dal fatto che ci sono ciclisti che violano le regole della strada. Ora, dall’articolo si evince che il cittadino in questione si è messo lì proprio ad osservare in maniera puntigliosa il tutto. A questo ha risposto il comandante dei vigili dicendo che cominceranno controlli più severi.

A mio modo di vedere è proprio una cosa vergognosa: abbiamo forse una città modellata a misura di biciclette? Proprio no. Ci sono le piste, ma non in tutta la città e sopratutto non sono perfettamente coordinate tra loro. Mentre gli incroci sono sempre più pericolosi, la città è intasata dal traffico e al ciclista sano di mente tocca per forza arranggiarsi e tutelarsi come può, senza creare danno al prossimo. Così come, con questo caldo bestiale, gli tocca fare le strade più brevi, come può. Certi sensi unici sono tali da obbligare a percorsi trafficati o che allungano anche di un paio di chilometri il raggiungimento dal punto A al punto B.

Ma lo sa questo il cittadino indignato? No, ovvio che non gli interessa. Lui pensa solo ai fatti suoi.

Così ho scritto una lettera al Messaggero, che riporto:

“Leggo sul vostro giornale che il comandante dei vigili di Pordenone a fronte delle proteste degli automobilisti promette multe ai ciclisti indisciplinati. La cosa mi ha riempito di un certo fastidio, visto che è il comandate stesso a dichiarare: “Avremo una pioggia di proteste”. Questo lo può interpretare bene chi, non avendo l’auto e non potendo contare su un sistema di trasporto pubblico ideale, si trova ad attraversare quotidianamente la città sulle due ruote. Nonostante le potenzialità ci siano e le piste ciclabili pure ci sono molti punti critici in città che non rendono serena e sicura la vita del ciclista: è ovvio che in certi brevi tratti si ricorra ai marciapiedi per non incorrere nel rischio d’essere investiti da auto sempre più grosse e sempre più di fretta. Per non parlare poi di quei tratti dove le macchine si dilettano a parcheggiare (vedi la pista che passa dietro le poste centrali in viale Dante) o tutti quei punti dove quanto meno si potrebbe pensare ad un minimo di miglior convergenza tra una pista ed un’altra (tra viale Marconi e viale Grigoletti o via Montereale ad esempio). Le pecche non mancano e spero, in un’epoca in cui domina così tanto la parola sicurezza, non manchi anche al corpo dei vigili e all’amministrazione comunale il buon senso per comprendere che, là dove l’opera pubblica non riesce ancora ad arrivare, ai poveri ciclisti non resta che pensare alla propria incolumità da sé. E vorrei consigliare al lettore, che vi ha scritto così indignato, di farsi un bel giro in bicicletta: capirà forse che se tanti osano disobbedire, sfidando i punti della patente visto il nuovo decreto in materia, forse qualche ragione c’è. Quando emerge un problema la migliore soluzione non è mai la sua cancellazione, servono invece lo studio, l’analisi e la ricerca di una risposta. La repressione affossa, ma non risolve: le risposte trasformano e qualche volta migliorano e chissà che a partire dalle due ruote non si ingrani il cammino di un modo di pensare un po’ più utile a tutti e a tutte.”

p.s.: e a chi volesse dirmi che la legge va rispettata mi permetto di ribattere che bisogna avere il diritto di essere messi nelle condizioni di rispettarla…

Aggiornamento: la lettera è stata pubblicata in data 5 settembre 2009

Add comment Agosto 28 , 2009

Se tra l’altletica e il tg vince il lotto

Le giornate di caldo s’intrecciano a quelle di noia. Così, penso, accada a tutti, con pause pranzo dilatate dalla fatica di scovare un bar aperto e l’inutile speranza che un panino alla mortadella, un’insalata fresca, una fetta d’anguria, facciano capolino dalla porta dell’ufficio o giungano a rinfrescare il terzo piano di casa. Di questo è affetto presumibilmente anche il mondo della stampa, indotto ad accogliere, in mancanza d’altro, le uscite estive della Lega e a destreggiarsi tra queste e i numeri del superenalotto.

Non è costato certo grandi sofferenze a Rai 2 ieri sera riunciare al TG2 per trasmettere le finali del salto in alto… Peccato che tali splendidi salti siano stati interrotti dall’unica notizia mandata dal tg, ossia l’assenza di 6 all’estrazione di ieri e da tutta l’estrazione delle varie ruote…

Certo, qualcuno potrebbe obiettare che anche l’atletica ha scavalcato il Tg, ma i 19′ e 19” di Bolton nei 200 e il record del mondo tentato dalla saltatrice croata erano forse stati imprevisiti dal palinsesto Rai.

Ciò che colpisce è che mentre arriva in Italia un gruppo spaurito di migranti che annuncia che 70 cadaveri stan galleggiando nel nostro Mediterraneo a cui nessuno pare credere (mentre i cadaveri un po’ alla volta vengono invece recuperati…) ciò che pare essere la vera informazione di base, minima, imperdibile, è l’estrazione del lotto.

E nessuno pare farci caso. Sono parte di questo paese, ma sempre meno di lui capisco, sempre più un po’ mi stupisco e forse non è poi neppure un male. Lo stupore almeno per qualche minuto, lascia la noia a riposo.

Add comment Agosto 21 , 2009

Biùtiful cauntri

S’è rotta la tv così oggi ho trovato un documentario la cui visione rinviavo da un po’: Biùtiful Cauntri. C’ è la storia dei pastori che vedono morire le loro pecore, e la storia di una terra, devastata, ma non altra, nostra. Fatta dei rifiuti del nord, finiti in Campania tanto per risparmiare. Alla faccia del patriottismo di cui si vestono tanti politici locali. Chissà se Zaia le mangia sul serio le mozzarelle di queste bufale qui?

1 comment Luglio 25 , 2009

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