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Internazionale a Ferrara 2011: festival alle porte!
Devo controllare gli orari dei treni. Guardare le previsioni del tempo. Preparare scarpe e calzini. E poi via, venerdì mattina, cara Ferrara, arrivo!
Parte infatti venerdì 30 settembre la quinta edizione del Festival di Internazionale e, come l’anno scorso, la seguirò il più possibile cercando di aggiornare al massimo blog e Twitter (quest’anno lo smartphone sarà diabolicamente iperattivo
). A tal proposito l’hashtag sarà #Ferrara2011 .
La cosa bella è anche che rivedrò qualcuno che c’erano l’anno scorso e qualcuno invece lo conoscerò perché l’anno scorso me lo sono perso, dentro una delle cornici più belle del panorama festivicolo italiano che io conosca.
Provate a dare un occhio al programma e poi ditemi se non ho ragione. Quest’anno tra l’altro ci sarà un’attenzione particolare alla crisi, alla memoria di Genova 2001, alle donne, oltre all’attenzione che sempre c’è per gli avvenimenti internazionali del resto del mondo. E poi è stata una notte di Festival a farmi innamorare definitivamente dei Perturbazione: quest’anno che c’è Jovanotti-dj cosa potrà succedere alla mia onda musicale che altro non può se non rinsavire?
L’archivio on line de La Stampa e… sorprese
“Cosa tiene accese le stelle” di Mario Calabresi mi ha fatto venir voglia di andare a frugare nell’archivio online de La Stampa. Una volta aperto però, cosa cercare in un quotidiano che nasce ad Ovest? Eppure ho scovato alcune chicche, La Stampa a inizio secolo aveva un inviato nel mio paese natio, Chions, raccontandone varie storielle.
Invece, indagando i Rocutto nel mondo, ho trovato questa lettera datata 1 febbraio 1974:
Un lettore ci scrive da San Michele al Tagliamento: ”E’ vero che un certo numero di cittadini, tempo addietro, hanno firmato una petizione prò referendum antidivorzistico. Però è anche vero che se i firmatari di tale petizione oggi guardassero per benino il fondo della crisi economica nazionale, finirebbero per apprezzare, per principio di coscienza, l’opportunità di rinviare lo scontro nel momento attuale e si dovrebbero augurare che II Parlamento accogliesse la validità della loro richiesta rinviandone l’attuazione a crisi economica finita. Sempreché le parti In causa non abbiano, nel frattempo, trovato una via d’uscita onorevole. • Così il rinvio della consultazione non solo otterrebbe un risparmio di quel miliardi, che le Stato non ha disponibili, o che potrebbe, se li ha, stornare a cose più proficue, ma eviterebbe anche l’aprirsi di peggiori frane. In poche parole: ” evitare il sassolino nello Stivale, perché non debba di male in peggio scivolare ” Pasquale Rocutto
Beh, questo era mio nonno, poeta come si può intuire dall’ultima riga.
Io credo che questa sua lettera pubblicata su La Stampa non l’abbia mai letta. Ma non sarà un caso se a scovarla tanti anni dopo sia stata proprio io…
…e proprio mentre non si evita per niente il sassolino nello Stivale…
Perchè l’Italia non è fatta solo di ladroni
Ho pensato di raccontare questa storia (Ritratto del partigiano Sigfrido) perché se le cose buone non le cerchiamo, non le raccontiamo sembra non esistano. Invece l’Italia è fatta di nomi e cognomi di persone che vivono l’impegno civile in maniera seria e onesta. C’è gente che contribuisce all’agenda politica del nostro Paese in maniera attenta.
Non lasciamoci fregare dai luoghi comuni.
Non seppelliamo il nostro vero presente…
Amori Boliviani
Ieri alla Bibilioteca di Pordenone Letterio Scopelliti ha presentato “Amori Boliviani“, il suo ultimo libro, una sorta di diario di un viaggio da lui intrapreso in Bolivia assieme all’associazione Braccia Aperte di Treviso. E’ una questione di solidarietà e per questo in biblioteca fino a sabato 16 aprile ci sarà anche una toccante mostra fotografica fatta di foto dei tanti bambini incontrati da Scopelliti nel suo viaggio.
Il libro costa 15 euro e vorrei tanto poterci dire qualcosa, ma l’ho comprato solo ieri. Così dirò qualcosa solo di chi l’ha scritto. Anche se neppure di lui posso dire sul serio un granchè. Ma quando facevo il corso di giornalismo della Casa dello Studente di Pordenone, 15 e più anni fa, la nostra insegnante, bravissima, ce ne parlava spesso.
Era l’esempio del bravo giornalista da seguire, quello che va dentro le storie, indaga, racconta. Quello che dal locale era riuscito ad andare più in alto e allo stesso tempo sapeva raccontare le storie della solidarietà del territorio, del quotidiano.
Leggevo il giornale cercando i suoi articoli. Ma che lo abbia incontrato o pensato di incontrarlo: era la figura leggendaria ed errante delle massime fantasie giornalistiche che avevo allora. (Quanto basta poco per diventare figure mitologiche senza saperlo a volte!)
Così che ieri mi è parso così strano berci un caffè e poi ascoltarlo la sera.
Fino a scoprire che cambia il senso di mito e di riferimetno quando si diventa grandi. Ma chi sa fare il suo mestiere, portarti sulla strada che ti vuole mostrare, chi sa usare le parole per raggiungere il suo obiettivo no, non delude mai.
Così fate un salto a vedere la mostra, son tutti sorrisi.
E prendete il libro, che è per una buona causa…
La casa del Popolo compie cent’anni!!
Oggi è uscito su Carta online un mio articoletto sui cent’anni della Casa del Popolo di Torre :). Son soddisfazioni! Esattamente due anni fa ho scritto per Carta Est Nord un altro articolo sulla Casa del Popolo, dove a chi interessa è riportata anche la storia di alcuni dei suoi protagonisti
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Consigli dubbi perplessità?
p.s: Oggi ho preso pure un nuovo telefono super tecnologico. Se mi riesce di capirci qualcosa di più… comincerò a fare un po’ d raccontini un pochino più live
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Decisamente no
Decisamente no, caro giornalista, non sarò io l’8° candidato a Pordenone. Al di là del fatto che si storpia sempre il mio cognome, non ho intenzione di prestarmi alla collaborazione di un’ennesima frantumazione della danza in corso per una poltrona da Sindaco.
Lo dico così, solo perché qualcuno mi ha chiesto chiarimenti. E non aggiungo altro, anche se vorrei. Perchè so che il compito di chi scrive talvolta è solo quello di muovere le acqua, provocare. Così mi trattengo, che è meglio.
E per una volta non sarò neanche candidata in qualche lista. Fine.
E non lo si chiami disimpegno, please…
L’acqua e il Friuli
E’ uscito su Carta (che adesso porta avanti un progetto online) un articoletto che ho scritto in base ai dati recentemente pubblicati sullo stato dell’acqua di falda in Friuli Venezia Giulia.
Parla di fontane e rubinetti e anche di come vedo io la faccenda, in fondo in fondo. Io, residente a Pordenone in un condominio con l’acqua di pompa che di bolletta non paga niente (è così piccolo il valore che è incluso nell’affitto) e un po’ me ne vergogno, visto che siamo i meno coscienti della regione.
A giugno si va a votare per i referendum per abrogare gli articoli di legge sulla privatizzazione dell’acqua e credo che fare lo sforzo di andare lì e dire “Si, lo voglio, cancellateli tutti!” sia il miglior gesto che ci possa venire in mente di fare.
E occorre andare a buttare giù dal letto il 12 giugno anche le nonne, gli zii, le mamme e i papà, i fratelli pigroni. Per sicurezza organizzatevi bene con le tessere elettorali pronte!
Ogni voto è fondamentale, ogni voto è necessario.
Robe da maschi e robe da femmine
Saltellando qua e là ho trovato che a fine gennaio è nato questo progetto, Linkiesta. Come tutte le cose nuove mi incuriosiscono. Poi leggo l’elenco dei nomi della Redazione e la cosa che mi salta all’occhio è questa: sono tutti uomini, meno una donna.
Tutto deve cambiare perchè nulla cambi.
Ci son robe da maschi. E robe da femmine.
Amen.


