E alla fine la colpa è sempre dell’antivirus
Una delle prime cose che mi hanno insegnato lavorando qui dove sto ora è stata: “Diffida sempre dagli antivirus”. Non perché non siano utili, ma per l’uso che l’utente medio finisce per farne. Ed in effetti nell’ultimo anno grazie a questo saggio insegnamento ho risolto più di qualche inghippo semplicemente disinstallando un antivirus qua e là: come se bastasse un antivirus per sopravvivere alle frodi informatiche c’è chi prova ad installarne più di uno, a corredarlo di ogni sorta di anti qualcosa trovandosi alla fine il client di posta bloccato, skype che non funziona più etc etc…
Come se bastasse un ottimo sistema d’allarme per evitare intrusi nella propria casa, salvo poi firmare contratti truffaldini per l’acquisto di una casa o di un terreno che ti prelevano anche l’anima…
A volte, visto che è vero che le parole esistono per rappresentare qualcosa, ho come l’impressione che a son di sentirsi ripetere la parola “sicurezza” vi sia un mondo che costruisce l’opposto: qualcosa attorno a una parola, per non sentirsi estraneo al dibattito del momento.
Tutte le cose richiedono un po’ di sale in zucca, buonsenso e conoscenza che sono la miglior fonte per la sicurezza, per saper affrontare la paura, per pesare il rischio.
(Ad esempio lo so che magari in qualche suo punto questo blog magari è vulnerabile ad una banale SQL Injection, che in un domani breve potrei perdere tutto, che a lungo termine anche in questa mia macchina Linux potrebbe rompersi l’hard disck e io non ho neppure l’ombra di un back up delle configurazioni dei servizi installati su: vuoi mettere il gusto di avere ogni tanto l’occasione di ricominciare? Certo però evito le Beta version…)
Invece il rischio è quello di essere semplicemente per l’ennesima volta consumatori passivi anche della propria paura, se non all’opposto nemici di ogni forma di tutela. Ma quest’ultima ipotesi accade al momento un po’ più di rado. Vedo porte sempre più blindate, guardie di sicurezza sempre più presenti anche se reti Wireless aperte se ne trovano sempre comunque, magari pure aziendali.
Barriere fisiche ancora non troppo mentali. Ma presto anche di queste c’è un bel rischio. Come se fosse l’isolamento la soluzione. E se invece si cominciasse a ribaltare la logica della contrapposizione che gioca d’attacco e di difesa? Se tra uccidere e morire si provasse la terza via: vivere? (libera citazione da Christa Wolf)
Add comment Luglio 18 , 2008


