Posts filed under 'Politica'

iPhone e la fine del mese

Ultimamente mi è capitato di ascoltare qualche discorso pubblico non poco interessante. Discorsi pubblici, intendo, sono quelli alle fermate dell’autobus, quelli in autobus, quelli in coda in panificio, quelli al bar… Quelli che ascolti volente o nolente.

Uno degli argomenti più gettonati degli ultimi giorni era l’iPhone (pronunciato nei modi più strampalati, ma sempre lui).

“Hai sentito che code?”

“Già anche in quel negozio là!”

“E c’è gente che era lì proprio per comprarlo…”

“Già 600 euro…”

“600 euro…”

“E poi si dice che non si arriva alla fine del mese!!”

Ne abbiamo parlato anche a casa, commentando le notizie in tv: la frase finale è stata la stessa. Oggi ho dato un’occhiatina in rete cercando iphone assieme a “arrivare alla fine del mese”… Google mi ha fornito un sacco di pagine.

Certo, molti degli acquirenti saranno stati i soliti modaioli, ma molti son stati sicuramente fanatici (a me noti) dell’Apple che fanno i conti da un anno per portarselo a casa.

Nessuno si scandalizza se comunque molti cellulari che si vedono in giro si aggirano sui 300 euro, macchine di grossa cilindrata attraversano sfrecciando la nostra Pordenone, il centro nei fine settimana pullula di aperitivi bevuti da abiti griffati… E certamente qualcuno quest’estate andrà in ferie chiedendo un prestito o pagandole a rate. Per questo mi sembra così strana l’associazione tra iPhone e reddito.

Quasi rappresentasse il turning point del sentire degli italiani (eppure questo piccolo oggetto è per molti cosa ignota), il bisogno di potersi ribellare ai dati forniti dalla televisione, il bisogno di fidarsi del Governo, una specie di riscatto, quasi servisse una prova per poter dire ecco, come vedete, non stiamo male finché c’è gente che compra queste cose…

Come se la paura stesse scivolando inevitabile dentro il sentire del nostro paese, come se non bastasse più puntare il dito verso gli immigrati, come se servisse sperare e cercare e frugare dentro l’orgoglio di popolo per poter evitare di sentire e vivere la Crisi.

Questo iPhone mi sta dando molte preoccupazioni e non ne ho ancora visto uno dal vivo.


9 comments Luglio 17 , 2008

Bolzaneto, 15 condanne

“… E giovedì prossimo sono attese le richieste di condanna dei pm al processo per la sanguinosa irruzione della polizia nella scuola Diaz.” (Corriere della Sera)

Se la mia generazione ha un racconto questo racconto è Genova 2001. Che segna mesi di manifestazione per la pace, riassume in un nome e in una data Globalizzazione e Altro Mondo Possibile.

E dopo 7 anni cosa mi dice questa sentenza? Non so.

La mia più grande paura è arrivare a 60 anni senza storie da raccontare. Storie capaci di raccontare la mia storia, dentro la Storia di questo Paese. Mentre chissà di questa sentenza se daranno almeno 10 minuti di spazio ai tg…

La vera tragedia della democrazia futura non sta nelle ingerenze della politica dentro la giustizia. Non sta in tangentopoli, nè nelle intercettazioni telefoniche. Sta nell’assenza di racconti che stiamo  producendo che identificano un’assenza di azioni e di vissuto…

Alle elementari ogni anno c’era da intervistare qualche nonno sulla storia partigiana.

Alle superiori confrontavo il mio stare a scuola con quello di mia madre e durante la mia prima occupazione ci confrontammo con i nostri professori e con la loro esperienza di occupazioni che cercavamo di ereditare.

Così ho costruito il mio il far parte e vivere coscienze e appartenenze.

Ma oggi… oggi che dovrebbe essere il mio tempo non trovo dove sta il conflitto sulle prospettive a lungo termine per il nostro Paese. Ogni piazza piena ha un significato che funziona se vale non solo per il qui e ora. Ma se porta con se la costruzione di un pensiero e lo mostra, cercando di renderlo collettivo, per trasformarlo in un racconto collettivo.

Mi fa male vedere Di Pietro come massimo esponente dell’opposizione parlamentare. E’ come un insulto agli ideali, alle prospettive. Che sogno ha Di Pietro per l’Italia una volta messi in galera tutti i malviventi? Che ne pensa dell’istruzione pubblica? E del lavoro precario? E della casa? E dell’esercito e le guerre? E dentro quale idea costruisce risposte al domani?

Oggi capisco cosa significa la sinistra fuori dal Parlamento. La mia narrazione che rischia di chiudersi in casa. E una storia che tra 30 anni sarà fatta di parole incapaci di essere comprese.

Fortuna che il futuro non è prevedibile…


1 comment Luglio 15 , 2008

Ieri congresso provinciale PRC Pordenone

Ieri si è conclusa la fase locale del congresso di Rifondazione. La maggiornaza dei consensi è andata alla mozione di Vendola, seguita da quella dell’area dell’Ernesto.

Tavolo dei lavori congresso 2008: Sabbiucciu, Sartori, Zoccolan, Moroldo

Niente di che. Anche se a dir il vero una novità significativa c’è: il comitato politico provinciale, l’organismo che dovrebbe dirigere politicamente il partito a livello provinciale si ringiovinirà non di poco! 2 significative new entry, e credo che insieme qualcosa di nuovo ne verrà fuori. Se non altro il rifiuto alla noia e al fastidio del dibattito interno che a nulla serve…

Inoltre da questo congresso ne esco segretaria del circolo di Pordenone… l’unica cosa che so è che mi spetta un lavoro proporzionale a ciò che vorrò fare. Chissà che sia l’occasione buona per conoscere meglio questa mia nuova città, esplorarla, affrontarla, indagarla. Chissà che mi riesca…


1 comment Luglio 13 , 2008

E se non fossero solo sciocchezze?

Oggi mi è capitato di leggere questa lettera di Bifo (ossia Franco Berardi). Visto che il nome di costui compare spesso nel mio girovagare, citato e stra citato oggi ho chiamato in causa pure Wikipedia. Non mi sono mai spiegata perchè non l’ho mai capito e neppure perchè non ho quasi mai apprezzato quello che scrive. Ma da quel recente articolo sopra linkato (dal titolo eloquente “Una nuova strategia anzi due” ;) ho avuto un’illuminazione che mi ha portato ad un ragionamento buttato giù di getto e di sfogo. In quel tal articolo si parla di chiusura e autoprotezione di fronte alla prossima futura crisi del pianeta. Ma io la vedo in altro modo.

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