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Gioia di piazza




piazza

Inserito originariamente da sarasx

Ieri per una volta c’era una piazza contenta. Almeno un po’. Non c’erano grandi numeri, c’erano i soliti numeri, i soliti matti, i soliti strambi. C’era un signore che ha detto che dovrebbe tornare Pinochet e farci fuori tutti: meglio ucciderne pochi per salvarne tanti. C’erano due intortati con il Signoraggio Bancario che hanno provato a convincer i ragazzi più giovani che il conflitto di classe è un falso, il vero problema son le banche: ma io non so perchè sospetto che dietro ai loro discorsi loro ci guadagnino a loro volta.
E tutto per una volta sembrava un po’ più leggero, perchè c’erano gli incontri di sempre, ma accompagnati dall’idea che un minimo questa nostra Democrazia è ancora ben bilanciata. Anche se troppi ragazzi rifiutavano i volantini e tutti i cinemamutofili ci schivavano (si si erano italiani). Chissà che altre e altre ancora di manifestazioni così si riescano a fare!

Add comment Ottobre 9 , 2009

Scuola e Sinistra e libertà

Ieri sera all’auditorium della Regione a Pordenone si è tenuto un dibattito sulla scuola che sarà dopo gli interventi della Gelmini in tal senso, organizzata da Sinistra e Libertà.

Così son andata a fare un saltino, anche perchè interveniva Sonia in rappresentanza del Comitato dei genitori per la scuola pubblica di Pordenone. Ci sono poi stati gli interventi di una studentessa di un liceo locale, di un insegnante, della responsabile provinciale della scuola della CGIL e poi un paio di rappresentanti di Sinistra e Libertà (il consigliere regionale Pustetto e poi un’ex sottosegretaria del governo Prodi). Beh, che dire, che in campo scolastico stan accadendo dei disastri già lo sapevo. Ciò che però secondo me merita attenzione è l’atmosfera che si respirava. sia l’insegnante (autodichiaratosi socialista), sia Pustetto e perfino la studentessa di 17 anni tutti mi hanno trasmesso l’idea che la mercificazione dei saperi non solo sia ormai data per assodata, ma pare qualcosa di beatamente nominabile e utilizzabile anche a sinistra. Per essere più chiari, l’idea dominante è che serve una scuola di qualità perchè “bisogna competere con gli ingegneri indiani” e perchè “chi non ha materie prime deve usare le risorse delle menti”. Io sono rimasta un po’ esterefatta perchè la scuola pubblica, l’istruzione, va resa sempre migliore in quanto deve saper creare persone utili al mantenimento in piedi di una società capace di mantenersi libera e democratica. Invece di questo si è parlato proprio poco. Avrei voluto dire, ma poi gli interventi del pubblico sono stati pochi, che non ha nulla di cui preoccuparsi la giovane studentessa, perchè non saranno gli ingegneri cinesi o indiani coloro che risolveranno i problemi del nostro paese, i divari tra nord e sud, tutt’al più penseranno a casa loro.

Avrei coluto dire a quest’insegnante che tanto si preoccupava che la figlia all’università usa programmi di 5 anni fa che non è per quello che verrà segata all’esame di fondamenti di informatica 1 e che non sarà per quello che non verrà assunta in qualche bella multinazionale in questo paese. Avrei voluto dirgli che l’università non serve ad usare le cose, ma ad inventarle, ad ottenere i saperi che servono ad alimentare le idee e le intuizioni. E avrei voluto dirgli che piuttosto dovrebbe pensare alla libertà di sua figlia di potersi laureare in ingengneria e poi scegliere liberamente come impegnare le sue conoscenze e i suoi saperi.

La scuola, l’istruzione, la ricerca fracassate si adeguano ad ogni riforma e ad ogni cambiamento. e questo succede, a parer mio, perchè riforme e cambiamenti stanno dentro contraddizioni e sviluppi della società che ci sta intorno. La scuola riguarda tutti, perchè tutti noi riguardiamo la scuola e coi nostri atteggiamenti, con la nostra incapacità di svoltare l’attuale strada in discesa che stiamo attraversando non la renderemo tanto migliore nenanche se ottenessimo soldi e denari in più.

Ma purtroppo si pensa a compartimenti stagni: e non è un caso che il moderatore (noto socialista anch’esso) abbia concluso ringraziando le donne oratrici (avevo dato una punta di merito agli organizzatori per aver messo su un tavolo così ben assortito, ma…) e sottolinenado come siano state brave, tanto che non si capisce come la Gelmini possa essere donna, visto che si è dimostrato come le donne possano essere brave.

Chissà se l’insegnante si ritroverà tra 10 anni con il moderatore suo compagno a lamentarsi di dover ancora mantenere la figlia? O avrà nel frattempo pensato che precarietà, pari opportunità, qualità del lavoro, istruzione sono tutti temi sospesi incastrati l’uno sull’altro?

Add comment Ottobre 2 , 2009

Morì Lady Diana: e la mia vita (un po’) cambiò

Mi ricordo la mattina in cui cominciò a girare la notizia che Lady Diana era morta. Stavo su un traghetto che andava al Lido. Era una delle mie prime giornate alla Mostra del Cinema di Venezia. La mia prima e ultima mostra. L’anno in cui vinse Hana Bi. L’unico film che non sono riuscita a vedere neppure tenendo gli occhi chiusi.

Ero sul traghetto che andava al Lido, assieme a Giulia. Due signore veneziane stavano andando in spiaggia. “Per radio ho sentito che è morta Lady Diana” dice una signora all’altra. Io in quel momento non avevo in mente neppure chi fosse.

Io in quel momento pensavo solo che avevo 18 anni, appena compiuti, e forse ero la più piccola presente a quella mostra con il pass da addetto stampa e mi sentivo sopra al mondo, come se quella cosa lì fosse la più importante di tutte, io che andavo al Lido, più importante di quell’ultimo anno di liceo che mi stava aspettando. Avevo appena finito la stagione a Bibione.

E mi piaceva vedere tutti questi giornalisti da tutto il mondo, che mi sembravano capire ogni cosa, mi ricordo di averli visti tutti lì, dal vivo, ghezzi con la sua telecamera a farmi pensare che la televisione non era così distante come potesse sembrarmi e che forse anch’io potevo diventare come loro. La verità che si racconta, la cronaca, le parole.

Ma poi leggevo i giornali con i resoconti degli stessi film che avevo visto io e mi pareva tutta un’altra storia. Poi ho iniziato ad osservare che quando un film cominciava dopo 10 minuti la sala si svuotava, che avevano già capito tutto. Poi li ho ascoltati giudicare le cose dalla quantità di parole che avevano capito, dalla quantità di persone presenti in sala, dai nomi degli attori. E ho visto che qualcuno stava lì perchè forse era più amante che giornalista. Così ho imparato che non tutto è come sembra e dopo un anno mi son iscritta a ingegneria.

Ogni volta che si ricorda che è morta Lady Diana mi viene in mente l’autografo di Win Wenders che mi sono portata a casa, e quello di Edoardo Gabriellini che se ne stava tutto timido in conferenza stampa a presentare Ovosodo. E Michelangelo Antonioni che passeggia nel parco e Malcolm McDowell, l’Alex in Arancia Meccanica che racconta di quando Kubrick girò quel film e di tutte quelle che passò e le brioche mangiate a scrocco al bar costoso costoso del palazzo del cinema. Come compensazione all’idea di aver perso una strada.

E quella volta, nonostante tutto, sentivo che avevo mille altre possibili strade davanti, nonostante la lezione che qualche volta nello scegliere bisogna sapere quanto si è disposti a pagarle. Così mi dispiace che quest’anno della morte di Lady Diana non si ricorda più quasi nessuno.

2 comments Agosto 31 , 2009

Festa in piassa




di passaggio

Inserito originariamente da sarasx

Alla sagra di Villanova di quest’anno c’è una mostra di trenini elettrici molto suggestiva. Il modellino su cui corrono è grande quanto l’intera palestra di Villanova.
Erano anni che non entravo in questa palestra: è stata la sede dei momenti più emozionanti della mia giovinezza, quando ancora atletica e pimpante andavo a farci le gare di judo…
Ricordi e nostalgie…
…i treni in fondo son anche questo.

Add comment Agosto 23 , 2009

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